Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Wednesday, November 15, 2017

Scomparsa dei Maiorana, arrestato ex socio Trovata in casa pistola con matricola abrasa

Scomparsa dei Maiorana, arrestato ex socio Trovata in casa pistola con matricola abrasa





SILVIA BUFFA 


CRONACA – Potrebbe essere la svolta che si attende da dieci anni oppure l’ennesimo buco nell’acqua. Intanto Dario Lopez, fino ad ora sentito sul caso in qualità di persona informata sui fatti, dovrà rispondere di detenzione di un’arma clandestina. L’avvocato di Rossella Accardo: «è necessario capire eventuali legami con la vicenda»
Si aggiunge, forse, un altro tassello all’enigma della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio imprenditori scomparsi il 3 agosto 2007 e mai più ritrovati. L’ex socio Dario Lopez, al termine di un interrogatorio sulla vicenda in qualità di persona informata sui fatti, è stato arrestato in seguito a una perquisizione in casa propria, dove è stata ritrovata una pistola con la matricola abrasa e circa cento munizioni, metà di un tipo e l’altra metà di calibro diverso. A scattare è stato l’arresto in flagranza per detenzione illegale di arma. Si resta in attesa della convalida da parte del gip. Intanto il suo nome, in un modo o nell’altro, si va ad aggiungere a quello dei due indagati per la scomparsa dei Maiorana: quello del costruttore Francesco Paolo Alamia, anche lui un loro ex socio, e quello dell’imprenditore Giuseppe Di Maggio, per i quali gli avvisi di garanzia sono scattati a luglio dell’anno scorso.
Non può commentare nel merito ancora l’avvocato Giacomo Frazzitta, che rappresenta Rossella Accardo, madre ed ex moglie dei due scomparsi ma si limita a dire: «Bisognerà capire questa novità che posizione assume all’interno dell’intera vicenda». Il caso, archiviato nel 2014 e riaperto nel 2015, ha visto un nuovo impulso a gennaio 2016, quando dei nuovi scavi in un terreno diVillagrazia di Carini avevano permesso di ritrovare all’interno di un pozzo una suola di scarpa e un pezzo di sacco di tela con delle macchie rosse, sepolti sotto uno strato di materiale edile. Zona, quella, divenuta oggetto di indagine per via dei riscontri ottenuti dall’analisi delle celle telefoniche. Il giorno della scomparsa, infatti, i telefoni dei Maiorana si sarebbero agganciati ai ripetitori presenti in quei luoghi. Le analisi effettuate dal Ris di Messina, però, hanno ancora una volta spazzato via ogni speranza: nessun collegamento biologico con i due uomini scomparsi.
L’ultima novità, in ordine di tempo, era stata la convocazione a marzo scorso di alcune persone che, all’epoca della scomparsa dei Maiorana, lavoravano con loro nel cantiere di Isola delle Femmine, per confrontarne le impronte digitali con quelle ritrovate su un reperto sequestrato nell’ambito dell’indagine. Ma anche questa pista, al momento, sembra essersi congelata, così come quella di un ipotetico viaggio, fatta dopo il ritrovamento della loro Smart nel parcheggio dell’aeroporto di Punta Raisi. Le primissime indagini infatti avevano permesso di scoprire che i due non erano saliti a bordo di nessun volo. Nella vicenda, che si trascina da anni, sono entrati in passato a gamba tesa anche alcuni collaboratori di giustizia, da Massimo Ciancimino e Francesco Campanella, all’ex boss dell’Acquasanta Vito Galatolo.
Malgrado il fatto che la mancanza dei corpi lasci pensare a un caso di lupara bianca, però, gli accertamenti della Procura hanno sempre smentito un coinvolgimento di Cosa nostra e in particolare della famiglia mafiosa dei Lo Piccolo, attiva proprio all’epoca della scomparsa dei Maiorana. Un mistero, insomma, che resta ancora tale, a fronte di indagini che proseguono a rilento. Impossibile infine, negli anni, rintracciare anche l’argentina Karina Gabriela Andrè, nel 2007 compagna di Antonio Maiorana e socia della società di cui lui aveva da poco rilevato parte delle quote, la Calliope Immobiliare, di cui era socio anche lo stesso Dario Lopez che adesso deve rispondere della pistola clandestina ritrovata in casa sua


ALAMIA PAOLO, BANDIERA, CALLIOPE, CINA' PIETRO, CONSIGLIO COMUNALE, ISOLA DELLE FEMMINE, ISPEZIONE AL COMUNE DI ISOLA TURANO, LO PICCOLO, LOPEZ DARIO, LUPARA BIANCA, MAFIA, MAIORANA, megna, Pulizzi, 

Scomparsa dei Maiorana, arrestato ex socio Trovata in casa pistola con matricola abrasa

Scomparsa dei Maiorana, arrestato ex socio Trovata in casa pistola con matricola abrasa


SILVIA BUFFA 
CRONACA – Potrebbe essere la svolta che si attende da dieci anni oppure l’ennesimo buco nell’acqua. Intanto Dario Lopez, fino ad ora sentito sul caso in qualità di persona informata sui fatti, dovrà rispondere di detenzione di un’arma clandestina. L’avvocato di Rossella Accardo: «è necessario capire eventuali legami con la vicenda»
Si aggiunge, forse, un altro tassello all’enigma della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio imprenditori scomparsi il 3 agosto 2007 e mai più ritrovati. L’ex socio Dario Lopez, al termine di un interrogatorio sulla vicenda in qualità di persona informata sui fatti, è stato arrestato in seguito a una perquisizione in casa propria, dove è stata ritrovata una pistola con la matricola abrasa e circa cento munizioni, metà di un tipo e l’altra metà di calibro diverso. A scattare è stato l’arresto in flagranza per detenzione illegale di arma. Si resta in attesa della convalida da parte del gip. Intanto il suo nome, in un modo o nell’altro, si va ad aggiungere a quello dei due indagati per la scomparsa dei Maiorana: quello del costruttore Francesco Paolo Alamia, anche lui un loro ex socio, e quello dell’imprenditore Giuseppe Di Maggio, per i quali gli avvisi di garanzia sono scattati a luglio dell’anno scorso.
Non può commentare nel merito ancora l’avvocato Giacomo Frazzitta, che rappresenta Rossella Accardo, madre ed ex moglie dei due scomparsi ma si limita a dire: «Bisognerà capire questa novità che posizione assume all’interno dell’intera vicenda». Il caso, archiviato nel 2014 e riaperto nel 2015, ha visto un nuovo impulso a gennaio 2016, quando dei nuovi scavi in un terreno diVillagrazia di Carini avevano permesso di ritrovare all’interno di un pozzo una suola di scarpa e un pezzo di sacco di tela con delle macchie rosse, sepolti sotto uno strato di materiale edile. Zona, quella, divenuta oggetto di indagine per via dei riscontri ottenuti dall’analisi delle celle telefoniche. Il giorno della scomparsa, infatti, i telefoni dei Maiorana si sarebbero agganciati ai ripetitori presenti in quei luoghi. Le analisi effettuate dal Ris di Messina, però, hanno ancora una volta spazzato via ogni speranza: nessun collegamento biologico con i due uomini scomparsi.
L’ultima novità, in ordine di tempo, era stata la convocazione a marzo scorso di alcune persone che, all’epoca della scomparsa dei Maiorana, lavoravano con loro nel cantiere di Isola delle Femmine, per confrontarne le impronte digitali con quelle ritrovate su un reperto sequestrato nell’ambito dell’indagine. Ma anche questa pista, al momento, sembra essersi congelata, così come quella di un ipotetico viaggio, fatta dopo il ritrovamento della loro Smart nel parcheggio dell’aeroporto di Punta Raisi. Le primissime indagini infatti avevano permesso di scoprire che i due non erano saliti a bordo di nessun volo. Nella vicenda, che si trascina da anni, sono entrati in passato a gamba tesa anche alcuni collaboratori di giustizia, da Massimo Ciancimino e Francesco Campanella, all’ex boss dell’Acquasanta Vito Galatolo.
Malgrado il fatto che la mancanza dei corpi lasci pensare a un caso di lupara bianca, però, gli accertamenti della Procura hanno sempre smentito un coinvolgimento di Cosa nostra e in particolare della famiglia mafiosa dei Lo Piccolo, attiva proprio all’epoca della scomparsa dei Maiorana. Un mistero, insomma, che resta ancora tale, a fronte di indagini che proseguono a rilento. Impossibile infine, negli anni, rintracciare anche l’argentina Karina Gabriela Andrè, nel 2007 compagna di Antonio Maiorana e socia della società di cui lui aveva da poco rilevato parte delle quote, la Calliope Immobiliare, di cui era socio anche lo stesso Dario Lopez che adesso deve rispondere della pistola clandestina ritrovata in casa sua


ALAMIA PAOLO, BANDIERA, CALLIOPE, CINA' PIETRO, CONSIGLIO COMUNALE, ISOLA DELLE FEMMINE, ISPEZIONE AL COMUNE DI ISOLA TURANO, LO PICCOLO, LOPEZ DARIO, LUPARA BIANCA, MAFIA, MAIORANA, megna, Pulizzi, 

Sunday, November 05, 2017

Elezioni Sicilia, exit poll La7: “Musumeci 36,5/39,5%, Cancelleri 34/37%. Micari 16/20%, Fava 6/9%”

Elezioni Sicilia, exit poll La7: “Musumeci 36,5/39,5%, Cancelleri 34/37%. Micari 16/20%, Fava 6/9%”












Simile la rilevazione dell’Istituto Piepoli e Noto per la Rai. Anche lì il candidato di centrodestra risulta in testa con una forchetta tra il 36 e il 40%, a seguire il pentastellato col 33-37%. Staccato l'aspirante governatore appoggiato dal Pd e da Ap, dato sempre tra il 16 e il 20%, con il bersaniano tra il 7 e l’11%. I dati delle liste segnalano un flop del Pd (9/13%) con il M5s primo partito al 30/34%. Salvini: "Governo sfiduciato. Elezioni subito". Guerini: "Sconfitta annunciata"






Nello Musumeci avanti di 3 punti, inseguito da Giancarlo CancelleriFabrizio Micari sotto il 20% e Claudio Fava che sfiorerebbe il 10%. Sono i dati del terzo exit poll di Emg per La7diffusi circa un’ora e mezza dopo la chiusura delle urne in SiciliaIl candidato di centrodestra quindi è in testa nelle rilevazioni post-voto con una forbice compresa tra il 36,5 e i 39,5%, come previsto dai sondaggi della vigilia, seppur tallonato da quello del Movimento 5 Stelle, al 34/37%. Rispettano le previsioni anche i dati raccolti all’uscita delle urne sui due candidati di centrosinistra. L’aspirante governatore sostenuto del Pd a Ap si fermerebbe tra il 16 e il 20%, mentre il candidato presidente dei bersaniani è dato tra una forbice del 6/9%. Chiude l’indipendentista Roberto La Rosa con lo 0%/0.2%. Rispetto al primo e al secondo exit poll si segnalano piccole differenze nel distacco tra Musumeci (dato all’inizio al 36/40%, poi al 36,5%/40,5%) e Cancelleri (34/38%).


Simile la rilevazione dell’Istituto Piepoli e Noto per la Rai. Anche lì Musumeci risulta in testa con una forchetta tra il 36 e il 40%, a seguire il pentastellato Cancelleri col 33-37%. Staccato Micari, dato anche da Piepoli tra il 16 e il 20%, con Fava tra il 7 e l’11%.  Anche qui, rispetto exit poll, l’unica percentuale che cambia è quella del candidato di centrodestra, che era dato tra il 35 e il 39% nella prima rilevazione.


Secondo La7, la lista più votata sull’isola è quella del M5s con il 30/34%. Poi Forza Italia al 13/16, Diventerà Bellissima (la lista del movimento di Musumeci) al 4/7% e l’Udc tra il 6 e il 10%, con l’exploit di Noi con Salvini 5/8%. Flop a sinistra del Pd indicato tra il 9 e 13, Alternativa popolare al 2/5%, Sicilia Futura al 3/6%, Arcipelago Sicilia (la lista di Micari) 2/5%. La lista Cento Passi – quella di Fava – sarebbe tra il 5-9




Dati tutti da confermare dallo spoglio, e che influiranno non solo sulla situazione politica locali, ma anche a livello nazionale. È alleregionali siciliane, infatti, che i leader delle principali forze politiche del Paese cominciano a giocarsi la loro personalissima partita in attesa del 2018. “C’è un cauto ottimismo, ma attendiamo con fiducia il dato definitivo di domani”, trapela dallo staff di  Musumeci. “La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall’80% dei Siciliani, scioglimento del Parlamento ed elezioni subito”, esulta il leader della Lega, Matteo Salvini. Per i pentastellati, parla invece l’europarlamentare Ignazio Corrao. “Gli exit poll – dice – sono dati relativi ma il nostro risultato è fantastico, eravamo da soli contro le accozzaglie, armate brancaleone e di gente impresentabile. Adesso ce la giochiamo e speriamo di coronare un sogno e liberare la Sicilia da una pessima amministrazione”.
Resta in silenzio lo sconfitto annunciato, cioè il rettore di Palermo Micari. “Qualunque commento – spiega – lo rinvierei a domani, imbastire un commento sugli exit poll non ha senso, valgono pochissimo perché campati in aria. Quando si deve ragionare sui numeri bisogna farlo su dati reali, le forbici lasciano il tempo che trovano”. Parlano e commentano invece i vertici del Pd. “Se i risultati confermeranno gli exit poll ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile. Verificheremo domani i risultati finali anche delle liste e dei candidati ma certo la sfida gentile che Fabrizio Micari ha generosamente lanciato con impegno, competenza e coraggio non e’ bastata per vincere le elezioni siciliane”, dice Lorenzo Guerini. “L’andamento degli exit poll conferma una sconfitta tanto netta quanto annunciata. Ne prendiamo atto e ringraziamo il professor Micari per l’impegno e la dedizione avuta, al pari di tutte le democratiche e i democratici che ci hanno sostenuto in questo difficile confronto. Ora dobbiamo ripartire da loro e dai tanti siciliani che ci hanno votato”, dice invece Matteo Ricci, responsabile Enti locali del Pd.
Attacca i bersaniani, Fava e persino Piero Grasso,Davide Faraone, sottosegretario del Pd e viceré di Matteo Renzi in Sicilia. “È complicato commentare gli exit poll, la prima cosa che dico è che Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso e si è candidato in un coalizione larga – dice l’esponente dem – Lui arriva in continuità con il modello Palermo, prima si è tirato indietro Grasso e poi altre forze politiche come Sinistra Italiana e Mdpche hanno creato le condizioni che giocassimo da soli. Il risultato mi sembra chiaro, ma non tirerei conclusioni rispetto ai dati nazionali. Chi lo fa sbaglia e lo si è visto nelle altre regionali. Micari da solo? Ha giocato benissimo la sua partita in condizioni difficili”.
“Se i dati dello spoglio daranno lo stesso risultato degli exit poll, sarà la conferma di quanto ho sostenuto in questi mesi più volte: la divisione del centrosinistra non solo è perdente in termini elettorali, ma diventa uno degli elementi che contribuisce alla disaffezione degli elettori verso la politica e verso l’espressione del voto. Ciò  indipendentemente da chi siano i candidati”, dice Leoluca Orlando, che per primo ha proposto il nome del rettore di Palermo. Il sindaco del capoluogo non è presente al comitato di Micari a Palermo ma è a Roma, dove domani inaugurerà una mostra sui pupi siciliani.
Nello Musumeci avanti di 3 punti, inseguito da Giancarlo CancelleriFabrizio Micari sotto il 20% e Claudio Fava che sfiorerebbe il 10%. Sono i dati del terzo exit poll di Emg per La7diffusi circa un’ora e mezza dopo la chiusura delle urne in SiciliaIl candidato di centrodestra quindi è in testa nelle rilevazioni post-voto con una forbice compresa tra il 36,5 e i 39,5%, come previsto dai sondaggi della vigilia, seppur tallonato da quello del Movimento 5 Stelle, al 34/37%. Rispettano le previsioni anche i dati raccolti all’uscita delle urne sui due candidati di centrosinistra. L’aspirante governatore sostenuto del Pd a Ap si fermerebbe tra il 16 e il 20%, mentre il candidato presidente dei bersaniani è dato tra una forbice del 6/9%. Chiude l’indipendentista Roberto La Rosa con lo 0%/0.2%. Rispetto al primo e al secondo exit poll si segnalano piccole differenze nel distacco tra Musumeci (dato all’inizio al 36/40%, poi al 36,5%/40,5%) e Cancelleri (34/38%).


Simile la rilevazione dell’Istituto Piepoli e Noto per la Rai. Anche lì Musumeci risulta in testa con una forchetta tra il 36 e il 40%, a seguire il pentastellato Cancelleri col 33-37%. Staccato Micari, dato anche da Piepoli tra il 16 e il 20%, con Fava tra il 7 e l’11%.  Anche qui, rispetto exit poll, l’unica percentuale che cambia è quella del candidato di centrodestra, che era dato tra il 35 e il 39% nella prima rilevazione.


Secondo La7, la lista più votata sull’isola è quella del M5s con il 30/34%. Poi Forza Italia al 13/16, Diventerà Bellissima (la lista del movimento di Musumeci) al 4/7% e l’Udc tra il 6 e il 10%, con l’exploit di Noi con Salvini 5/8%. Flop a sinistra del Pd indicato tra il 9 e 13, Alternativa popolare al 2/5%, Sicilia Futura al 3/6%, Arcipelago Sicilia (la lista di Micari) 2/5%. La lista Cento Passi – quella di Fava – sarebbe tra il 5-9.


 

Dati tutti da confermare dallo spoglio, e che influiranno non solo sulla situazione politica locali, ma anche a livello nazionale. È alleregionali siciliane, infatti, che i leader delle principali forze politiche del Paese cominciano a giocarsi la loro personalissima partita in attesa del 2018. “C’è un cauto ottimismo, ma attendiamo con fiducia il dato definitivo di domani”, trapela dallo staff di  Musumeci. “La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall’80% dei Siciliani, scioglimento del Parlamento ed elezioni subito”, esulta il leader della Lega, Matteo Salvini. Per i pentastellati, parla invece l’europarlamentare Ignazio Corrao. “Gli exit poll – dice – sono dati relativi ma il nostro risultato è fantastico, eravamo da soli contro le accozzaglie, armate brancaleone e di gente impresentabile. Adesso ce la giochiamo e speriamo di coronare un sogno e liberare la Sicilia da una pessima amministrazione”.
Resta in silenzio lo sconfitto annunciato, cioè il rettore di Palermo Micari. “Qualunque commento – spiega – lo rinvierei a domani, imbastire un commento sugli exit poll non ha senso, valgono pochissimo perché campati in aria. Quando si deve ragionare sui numeri bisogna farlo su dati reali, le forbici lasciano il tempo che trovano”. Parlano e commentano invece i vertici del Pd. “Se i risultati confermeranno gli exit poll ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile. Verificheremo domani i risultati finali anche delle liste e dei candidati ma certo la sfida gentile che Fabrizio Micari ha generosamente lanciato con impegno, competenza e coraggio non e’ bastata per vincere le elezioni siciliane”, dice Lorenzo Guerini. “L’andamento degli exit poll conferma una sconfitta tanto netta quanto annunciata. Ne prendiamo atto e ringraziamo il professor Micari per l’impegno e la dedizione avuta, al pari di tutte le democratiche e i democratici che ci hanno sostenuto in questo difficile confronto. Ora dobbiamo ripartire da loro e dai tanti siciliani che ci hanno votato”, dice invece Matteo Ricci, responsabile Enti locali del Pd.
Attacca i bersaniani, Fava e persino Piero Grasso,Davide Faraone, sottosegretario del Pd e viceré di Matteo Renzi in Sicilia. “È complicato commentare gli exit poll, la prima cosa che dico è che Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso e si è candidato in un coalizione larga – dice l’esponente dem – Lui arriva in continuità con il modello Palermo, prima si è tirato indietro Grasso e poi altre forze politiche come Sinistra Italiana e Mdpche hanno creato le condizioni che giocassimo da soli. Il risultato mi sembra chiaro, ma non tirerei conclusioni rispetto ai dati nazionali. Chi lo fa sbaglia e lo si è visto nelle altre regionali. Micari da solo? Ha giocato benissimo la sua partita in condizioni difficili”.
“Se i dati dello spoglio daranno lo stesso risultato degli exit poll, sarà la conferma di quanto ho sostenuto in questi mesi più volte: la divisione del centrosinistra non solo è perdente in termini elettorali, ma diventa uno degli elementi che contribuisce alla disaffezione degli elettori verso la politica e verso l’espressione del voto. Ciò  indipendentemente da chi siano i candidati”, dice Leoluca Orlando, che per primo ha proposto il nome del rettore di Palermo. Il sindaco del capoluogo non è presente al comitato di Micari a Palermo ma è a Roma, dove domani inaugurerà una mostra sui pupi siciliani.

A Orlando e Faraone risponde Erasmo Palazzotto, parlamentare di Sinistra Italiana dal comitato elettorale di Fava a Palermo. “Grasso – dice il deputato – si è comportato in questa vicenda con grande senso delle istituzioni. Faraone dovrebbe preoccuparsi del fatto che Grasso ha deciso di lasciare il suo partito. E anche del fatto che rispetto a cinque anni fa hanno perso quasi la metà dei voti, se fossero confermati questi dati”.
Lo spoglio è rinviato a domani alle 8. I seggi saranno sigillati e l’esame delle schede comincerà lunedì mattina alle 8. Dieci lunghe ore che hanno prestato il fianco a pensieri maligni e polemiche. Soprattutto nella regione in cui il Movimento 5 Stelle aveva chiesto l’intervento dell’osservatori Osce per vigilare sul voto di scambio. E dove persino il ministro dell’Interno, Marco Minniti, aveva scritto ai prefetti per chiedere maggiore controllo.
ELEZIONI REGIONALI DEL 5 NOVEMBRE 2017
Report affluenza

Riepilogo rilevamenti 5 novembre 2017, 12:00




5 novembre 2017, 12:00Elezioni Regionali 2012
ore 12:00
ElettoriVotanti%ElettoriVotanti%
Agrigento483.99639.1988,1%486.15739.3078,09%
Caltanissetta278.37124.2988,73%280.61824.0468,57%
Catania986.286125.14312,69%990.376131.84213,31%
Enna201.38014.9687,43%202.54116.6768,23%
Messina586.34662.06610,59%589.34875.12712,75%
Palermo1.112.320126.81511,4%1.119.263125.78611,24%
Ragusa267.56730.08511,24%268.71529.08010,82%
Siracusa359.71543.98312,23%355.44045.63912,84%
Trapani385.13036.9819,6%388.20638.3519,88%
Totale4.661.111503.53710,8 %4.680.664525.85411,23 %




Riepilogo rilevamenti 5 novembre 2017, 22:00




5 novembre 2017, 22:00Elezioni Regionali 2012
ore 22:00
ElettoriVotanti%ElettoriVotanti%
Agrigento483.996191.64739,6%480.190198.51241,34%
Caltanissetta278.371110.88139,83%279.275115.48841,35%
Catania986.286508.75051,58%975.664498.47251,09%
Enna201.38075.87237,68%198.49582.78141,7%
Messina586.346303.09151,69%591.873303.30051,24%
Palermo1.112.320516.16846,4%1.112.363514.76746,28%
Ragusa267.567127.04947,48%264.277131.15049,63%
Siracusa359.715171.05347,55%359.955175.65548,8%
Trapani385.130174.96345,43%385.067183.04047,53%
Totale4.661.1112.179.47446,76 %4.647.1592.203.16547,41 %


http://www.elezioni.regione.sicilia.it//rep_pdf/ore22_dettaglio_riepilogoAff.pdf

ALLARME ASTENSIONISMO

Dopo i dati dell’affluenza e soprattutto con i racconti che arrivano da principali seggi elettorali di Catania e Palermo, le Regionali in Sicilia rischiano di diventare l’ennesima conferma di un sempre più crescente allarme astensionismo che preoccupa non ormai tutte le regioni italiane. Mentre prosegue la sfida a distanza tra Musumeci e Cancelleri, dai vari osservatori sparsi sul territorio siciliano, giungono notizie preoccupanti per l’astensione: «Ai seggi calma piatta e elettori che arrivano con il contagocce: alla Zisa, quartiere popolare, il corridoio delal scuola in cui si trovano i seggi elettorali è semivuoto», si legge sul Sole 24 ore. Se si guardano i vari risultati delle province siciliane,  l’unica dove l'affluenza è maggiore è quella di Ragusa: ha votato l'11,24% rispetto al 10,82% del 2012. Si teme che questa sera alle 22 possa aver votato addirittura meno elettori del 2012: furono il 47% cinque anni fa, mentre stasera potrebbero addirittura essere inferiori come numero assoluto. Chi invece ha votato è il Capo dello Stato Sergio Mattarella che poco dopo le 9 stamani si è recato nel suo seggio di Palermo per esprimere la sua preferenza e dare il “buon esempio” ai colleghi elettori siciliani. 

L'EX PRESIDENTE ROSARIO CROCETTA: LASCIO CON ANIMO SERENO

L'unico presidente della Sicilia che lascia la sua carica potendo vantarsi di non essere mai stato indagato, Rosario Crocetta, ha votato al seggio di contrada Scavone a Gela. Ha commentato di lasciare il suo incarico "con animo sereno": «Abbiamo ereditato un fardello pesante che era quello di un buco di bilancio spaventoso, lo abbiamo risanato, avviato grandi progetti e soprattutto abbiamo fatto un accordo con lo Stato che farà avere due miliardi in più alla Regione» ha detto. Ha invece glissato alle domande se si candiderà alle prossime elezioni politiche dicendo di essere impegnato a mettere in campo "una nuova proposta politica". (Agg. Paolo Vites)

ELEZIONI SICILIA, MESSINA, AGENTI DELLA DIGOS IN ALCUNI SEGGI

Agenti della Digos in diversi seggi della città di Messina, dopo la denuncia del presidente di Sicilia Vera e delegato della lista UDC-Sicilia Vera, Giuseppe Lombardo. Secondo il politico, che ha denunciato la cosa alla questura e alla prefettura, ci sarebbero "diverse persone che fanno riferimento ad alcuni politici che stazionano davanti ai seggi con modalità intimidatorie nei confronti delle persone che si recano a votare". Sempre secondo il politico, "alcune persone contravvenendo a quanto previsto dalla legge che vieta di stare a meno di 200 metri dai seggi, infastidiscono molti dei votanti". (Agg. Paolo Vites)

ELEZIONI SICILIA, I DATI DELL'AFFLUENZA

Il dato ufficiale dell’affluenza alle ore 12 è in aumento rispetto ai primi dati osservati ma comunque in calo rispetto alle elezioni Regionali di 5 anni fa che già segnarono uno dei punti più bassi a livello di partecipazione al voto in tutta la Sicilia. Si chiude la prima parte del voto con il 10,8% generale in tutta l’Isola, con le principali province che vedono i seguenti dati sull’affluenza: bene Siracusa (12,23%), Catania (12,69%), Ragusa (11,24%), Palermo (11,4%), meno bene invece Agrigento (8,1%), la Caltanissetta di Cancelleri (8,73%), Enna (7,43%) e Trapani al 9,6% di aventi diritti al voto nelle prime 4 di voto regionale. Gli aventi diritto sono in tutta l'isola 4.661.111 persone, e tra queste si sono recate ai seggi in 503.537; intanto monta ancora la polemica sullo scrutinio posticipato a domani mattina, con l’intervento di Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana che attacca con nettezza. «È sbagliato lasciare le urne chiuse per l'intera notte di domenica. Se qualcuno volesse fare il furbo avrebbe maggiori opportunità. Nel 2007 il voto venne falsato come accertato con sentenza passata in giudicato».

AFFLUENZA IN CALO

I primi dati sull’affluenza alle ore 12 in Sicilia vedono un risultato già piuttosto basso con il solo 9,1% di elettori aventi diritto che si sono presentati ai seggi elettorali di tutta la regione. Le elezioni post-Crocetta per ora non stanno portando “valanghe” di cittadini alle urne, anche se ovviamente si tratta ancora di dati non completi del tutto (mancano ancora alcune sezioni provinciali) e soprattutto ancora 10 ore di voto disponibili. Resta però il senso di una bassa affluenza, soprattutto se comparata a quella già non esaltante del 2012: alle ore 12, in queste Elezioni Regionali 2017 il dato vede un 9,1% di voti, cinque anni fa furono invece l’11,23% a presentarsi alle urne nelle prime ore della giornata. Tengono bene Siracusa, Ragusa e Palermo, mentre affluenza bassissima a Messina, Enna e Catania. Operazioni di voto ancora in corso intanto, con per fortuna poche segnalazioni di anomalie o sospetti voti falsati (il grande timore della vigilia): i primi exit poll, lo ripetiamo, dalle ore 22 in poi quando chiuderanno ufficialmente i seggi elettorali in tutta Sicilia.  

FIORELLO VS POLITICA, “NON CREDO A NESSUNO”

Questa volta non voleva far ridere, ma dire con aspra crudezza quello che pensava sulla situazione delle Elezioni Regionali in Sicilia, e ci è riuscito: stiamo parlando di Fiorello, il Rosario comico e showman forse il più bravo nel nostro Paese, che dalle colonne del Corriere della Sera oggi in edicola attacca l’intera classe politica siciliana, nessuno escluso. «La politica non ha mai cambiato le cose in Sicilia. E non lo farà neanche questa volta», spiega il protagonista de Il Socialista, il nuovo programma radio su Facebook. Secondo il fratello di Beppe infatti, «fanno ridere tutti questi che promettono acqua frizzante dai rubinetti e treni superveloci fra Catania e Palermo ... Per quanto mi riguarda, non credo a nessuno». Un giudizio disilluso e molto duro durante il voto in corso che di certo non avrà fatto piacere ai candidati Governatori che si sono spesi per questa complessa campagna elettorale. Sempre a livello “comico”, ieri Cancelleri ha lanciato un appello ai personaggi più noti dell’Isola per venire alle urne e votare M5s, da Fiorello appunto fino a Ficarra e Picone. Rosario ha “declinato” decisamente, il duo comico invece ancora non si è espresso, nonostante le false foto e “bufale” in cui si vedono con cartello e appello al voto grillino. 

RITARDO SCRUTINI, M5S VS GOVERNO

Il voto in Sicilia è cominciato ma le polemiche non si sono ancora fermate, nonostante il silenzio elettorale delle ultime 24 ore: due i punti più critici in queste Elezioni Regionali, il voto disgiunto (più per paure delle coalizioni che non per reali critiche alla legislazione siciliana, ndr) e soprattutto il ritardo posticipato dello scrutinio. I risultati infatti inizieranno ad essere scoperti domani mattina alle ore 8, con notevoli critica praticamente da tutti i candidati alla Presidenza. Su tutti, Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle attacca il Governo spiegando come «il ritardo di questi scrutini è di fatto l’ennesimo pasticcio di questo governo»: a corollario delle accuse di Cancelleri, interviene anche Beppe Grillo che dal blog M5s girato sulla spiaggia di Mondello ieri spiega come il voto di oggi «è un referendum tra un mondo e un altro e mi rivolgo soprattutto ai giovani». Accusato di aver violato il silenzio elettorale, il Movimento 5 Stelle prosegue imperterrito anche oggi con un nuovo post sul Blog Grillo in cui viene spiegato il Come si vota alle Regionali con tanto di spiegazione sul come votare Cancelleri e non il consueto e imparziale riassunto delle operazioni di voto.  

CANDIDATI E LISTE

Pronti via, dalle 8 urne aperte per le Elezioni Regionali Sicilia 2017 che consegneranno ai cittadini siciliani un nuovo Governatore dopo i 5 anni di Presidenza Rosario Crocetta. AI nastri di partenza con i favori del pronostico si presenta Nello Musumeci, candidato forte del centrodestra già sconfitto nel 2012 ma investito dal vantaggio degli ultimi sondaggi elettorali per la corsa all’Assemblea Regionale Sicilia (Ars). A sostegno dI Musumeci, oltre alla sua lista civica “Diventerà Bellissima” (ispirata da una celebre frase di Paolo Borsellino rivolta alla Sicilia), c’è tutto il centrodestra nazionale (Alfano escluso, ndr), ovvero Forza Italia, Lega-Noi con Salvini, Fratelli d’Italia, con i più anche Udc e “Popolari e Autonomisti”. A contendere la vittoria finale c’è Giancarlo Cancelleri, vincitore delle Regionarie grilline di settembre, forte del sostegno di tutto il Movimento 5 Stelle nazionale, da Grillo a Di Maio fino a Di Battista. Terzo candidato alla Regione Sicilia è Fabrizio Micari, dal 2015 rettore dell’Università di Palermo e sostenuto dal Pa, da Alternativa Popolare di Alfano, dalle liste civiche 'Sicilia Futura' e 'Micari Presidente’: la sua candidatura è sostenuta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e frutto delle intese politiche nazionali dell’attuale governo Gentiloni. Quarto candidato Governatore è invece il rappresentante della Sinistra radicale, Claudio Fava (vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia e figlio del giornalista Pippo Fava, ucciso dalla mafia nel 1984), che ha deciso lo strappo col Pd esattamente come a livello nazionale: a sostegno ci sono Mdp, Sinistra Italiana, “Cento Passi per la Sicilia”, Possibile e i Verdi. Chiude l’ultimo candidato Roberto La Rosa, sostenuto dalla lista Siciliani Liberi', movimento indipendentista siciliano.

COME SI VOTA IN SICILIA: ORARIO, FAC SIMILE SCHEDA ELETTORALE

Le operazioni di voto dureranno dalle ore 8 di oggi fino alle ore 22 di questa sera, con le urne aperte in tutti i seggi elettorali distribuiti lungo le 9 province siciliane: nei seggi ogni elettore riceverà una scheda gialla suddivisa (ecco qui in un FAC-SIMILE) in rettangoli ognuno corrispondente ad una lista provinciale, affiancato da una riga riservata all’eventuale indicazione della preferenza per un candidato alla carica di deputato regionale appartenente alla lista. Alla destra invece è riportato il nome del candidato alla carica di Governatore della Regione, affianco da relativo contrassegno (listino regionale). Si dovrà barrare con una X la lista provinciale prescelta, poi un’altra X sul nome del candidato Presidente e infine è possibile scrivere anche il nome di preferenza per un candidato deputato all’Ars. Come molti di voi già sapranno, la legge elettorale siciliana prevede il voto disgiunto: si può infatti votare un candidato alla presidenza e una lista provinciale a lui non collegata; se invece l'elettore volesse indicare solo la preferenza per lista provinciale allora il voto andrà automaticamente al candidato della lista regionale.

EXIT POLL E PRIMI RISULTATI ELEZIONI SICILIA 2017

Le operazioni di spoglio elettorale dopo il voto delle Elezioni arriveranno, secondo la nuova disposizione della Legge regionale confermata dalla Corte Costituzionale, a partire dalle ore 8 di lunedì mattina, 6 novembre 2017. Ricordiamo che le elezioni del Presidente e dell’Assemblea Regionale sono contestuali e sono espresso a suffragio universale diretto: non prevedono dunque un secondo turno di ballottaggio, il Candidato Governatore che avrà anche solo un voto in più del suo avversario vincerà la tornata elettorale 2017 e potrà governare per i prossimi 5 anni. A partire dalle ore 22 di questa sera, alla chiusura dei seggi, arriveranno i primi exit poll che di fatto avranno valore fino alle prime proiezioni di dati reali che avverranno ovviamente solo dopo le ore 8 di domani mattina, lunedì 6 novembre: per avere dunque i primi risultati abbozzati, senza ancora gli eletti, si dovrà attendere mattina inoltrata se non anche il primo pomeriggio di lunedì. Per quanto riguarda l’elezione dell’Assemblea Regionale, i posti per i deputati sono 70 (e non più 90, secondo nuova disposizione decisa dalla nuova legge siciliana, ndr): 62 sono ripartiti secondo metodo proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali; 1 per il Governatore; 1 al capolista della lista che ha preso il secondo numero di voti conquistati in assoluto; fino ad un massimo di altri 6 posti che andranno ai candidati della lista regionale del Presidente eletto. Ricordiamo che secondo la legge elettorale siciliana vigente, non sono ammesse le liste sotto il 5% totale regionale dei voti prodotti. Alle ore 12, alle ore 19 e alle ore 22 sono previste invece le tre comunicazioni ufficiali dell’affluenza generale ai seggi: clicca qui per i risultati in tempo reale.

GLI ULTIMI SONDAGGI

La particolarità di queste Elezioni Siciliane è che si trovano in un periodo politico alquanto delicato, verso la fine della Legislatura nazionale e senza altre amministrative in corso nella medesima scadenza elettorale: per questo motivo, fin da subito, si sono tramutate in un laboratorio nazionale a pochi mesi dal voto delle Politiche, a discapito dei cittadini siciliani che vivendo molte difficoltà in termini economici, sociali e politici, e venendo da un’esperienza di governo poco felice del Governo Crocetta, avrebbero preferito una campagna elettorale più dedicata a temi e contesti locali. Invece tra il centrodestra, le mire dei grillini e la crisi interna al Pd con un Renzi già criticato per la poca presenza affianco a Micari, le Regionali sono diventate uno specchietto per le prossime scelte nazionali politiche. Guardando gli ultimi sondaggi prodotti da Index Research prima del silenzio elettorale, Nello Musumeci è il favorito per vincere lo scontro elettorale domenica in Sicilia, visto che secondo la legge elettorale regionale vince chi ottiene anche un solo voto in più dell’avversario. Stando ai dati prodotti da Index, il candidato sostenuto da Lega, Forza Italia e FdI avrebbe un 35% di consenso, seguito dal grillino Giancarlo Cancelleri al 32% e dal candidato sostenuto da Pd e Ap, Fabrizio Micari, al 22%. Il membro scelto e avanzato dalla sinistra extra Renzi, Claudio Fava, non riuscirebbe ad andare oltre al 9% ma nelle ultime settimane, specie con lo scontro tra Pd e Bersani, potrebbe aver recuperato qualche voto anche se non bastevole per finire davanti ai due favoriti proto-Governatori. Per vedere invece gli ultimi “sentiment” raccolti nelle sedi dei partiti, dunque senza valenza ufficiale, può essere utile consultare questi dati forniti da Affari Italiani dove la forbice tra Musumeci e gli altri candidati sarebbe addirittura ancora più ampia con un risultato dunque semi-già scritto.


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