Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Tuesday, January 26, 2016

Poveri ma rissosi, ecco il patto per la Sicilia che divide: Finisce al Csm il caso del processo sull'inquinamento ambientale. 'Il pm ha sbagliato imputati'

Poveri ma rissosi, ecco il patto per la Sicilia che divide

Economia | 25 gennaio 2016
Sul patto per la Sicilia il governo Crocetta è riuscito- tanto per cambiare- a creare una situazione di confusione, fino ad alimentare lo scontro all’interno stesso della Giunta.  L’assessore  alle infrastrutture Pistorio ha dichiarato al quotidiano catanese  “La Sicilia” che “il patto per la Sicilia è insoddisfacente e migliorabile”.  La rivendicazione , a quanto si capisce, è relativa al finanziamento di tutte le opere riguardanti la viabilità secondaria, compresi i progetti definitivi (cioè non immediatamente cantierabili ndr) e le grandi infrastrutture stradali”. Il suo collega Marziano denuncia il taglio da parte di “Roma “ delle risorse destinate alle ex provincie per la manutenzione delle scuole e per i bus”. Nel frattempo, in Commissione Bilancio dell’ARS molti deputati protestano per l’eccesso di risorse che sarebbe stato destinato a Gela ed a Termini Imerese.  Insomma, si è scatenata una bella lite localistica perché alcuni parlamentari avrebbero scoperto che nei territori cari a Crocetta e a Lumia arriverebbero troppi soldi: eccoci di nuovo al piccolo mondo antico della gara clientelare tra territori che  si sospetta godano di sostenitori potenti ed altri che invece si rammaricano di venire trascurati. Siamo messi proprio bene! Siccome a noi siciliani piace abbondare, è anche esplosa una polemica su cinque miliardi che mancherebbero all’appello dei fondi da destinare allo sviluppo dell’isola, conto fatto  (mi verrebbe di dire “alla fimminina”, ma non oso e mi scuso se sono tentato dialettismo maschilista) sottraendo dai circa sette miliardi di dotazione prevista per la Sicilia nella programmazione del FSC 2014-2020, i 2,5 miliardi di risorse contenute nel Patto. Ad esse vanno comunque  aggiunti i fondi, sempre FSC, destinati ai tre patti con le aree metropolitane di Catania, Messina e Palermo che – per le notizie che circolano- dovrebbero valere complessivamente tra otto e novecento milioni di euro.  Per il settennio sono attualmente disponibili (vedi Linee giuda del Masterplan sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri) 39 miliardi di euro di FSC, mentre l’intervento previsto dai patti in questione (otto con le regioni meridionali e sette con le aree metropolitane) , la cui spesa va concentrata tra il 2016 e il 2017, non dovrebbe superare in totale gli 11 miliardi di euro. L’intervento non riguarda quindi l’intero FSC né i cosiddetti programmi complementari (PAC) 2014-2020 derivanti dall’abbattimento del cofinanziamento nazionale ai fondi strutturali europei; queste risorse andranno programmate con apposite delibere CIPE ed è fondamentale che le Regioni e le forze economiche e sociali si attivino per evitare che- com’è avvenuto in passato- esse vengano dirottate verso la spesa corrente. Cos’è allora questo patto per lo sviluppo della Sicilia che tante polemiche sta suscitando?
Conviene leggere le carte e contribuire, per quanto possibile, all’accertamento dei fatti.
Il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio del 17 dicembre 2015 dava conto dell’avvenuto incontro conclusivo per la stipula del patto per la Sicilia  tra il governo regionale e quello di Roma ed annunciava la firma del documento “per la prossima settimana”. Sono passati Natale e Capodanno, ci avviciniamo pericolosamente a carnevale, ma della firma non vi è più traccia. Che si aspetti la Pasqua per far risorgere un governo regionale che ormai appare morto da ben più di tre giorni? Utilizzando le delibere della Giunta regionale si può ricostruire il complesso iter della definizione delle proposte presentate dalla Regione siciliana (o almeno dal suo presidente, on. Crocetta) al tavolo di confronto con il Governo nazionale. La delibera della Giunta regionale n.288 del 26/11/2015 aveva definito le priorità strategiche del patto insistendo sulla necessità di “selezionare pochi e specifici interventi per un massimo di due o tre per ogni settore prioritario” A tal fine s’individuavano i criteri di eleggibilità in interventi già finanziati ed in corso di esecuzione per i quali il completamento, l’avvio e la progettazione potessero determinare un impatto rilevante per gli anni 2016 e 2017. Quindi, interventi di rapida cantierizzazione e con progettazione esecutiva completa o completabile in breve tempo. Dalla tabella allegata, pubblicata in calce alla delibera, si constata che 1,6 miliardi di euro erano destinate alle infrastrutture (compresa la viabilità autostradale del Consorzio autostrade siciliane), 646  milioni all’ambiente, 70 al turismo ed alla cultura, 343,5 allo sviluppo economico e produttivo. In sostanza, gli interventi per la viabilità in questo documento pesavano per oltre il 60% dell’intero pacchetto.  Da Roma deve evidentemente  essere arrivato lo stop a             quest’impianto, tanto che la Giunta  è stata costretta a  rimetterci mano e con la delibera n.344 del 29/12/2015 ha  approvato una seconda versione del Patto, concordata con la Presidenza del Consiglio, nella quale gli interventi sull’ambiente salgono al 45% del totale 911 milioni), quelli sulle infrastrutture si ridimensionano al 41%  (per la viabilità 605milioni su 833  del capitolo), allo sviluppo economico va l’8% (170 milioni con l’azzeramento dell’intervento sulla cantieristica navale), a turismo e cultura il 4% (84 milioni), al capitolo welfare e legalità il 2% (40milioni). Nel capitolo dello sviluppo produttivo si ripropone la zona franca urbana rafforzata, cioè un meccanismo di agevolazione fiscale nei limiti della regola europea del “ de minimis”. Si tratta di un elenco di decine di interventi, altro che poche e selezionate priorità strategiche. La grande viabilità autostradale non è compresa (né francamente poteva esserlo): l’assessore Pistorio, che ora si lagna, era forse distratto?  Non ci si ferma qui, però: compare un allegato B nel quale vengono previsti oltre 133 milioni, dei quali 63 sono destinati alla realizzazione del porto turistico di Santo Stefano di Camastra e il resto, tranne qualche spicciolo in provincia di Palermo e Siracusa, vanno a Gela. Qui, com’era facile prevedere, casca l’asino. Naturalmente, tutta questa vicenda si svolge in assenza di qualsiasi confronto del governo Crocetta con i corpi intermedi e le organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Mentre la Regione, ormai prigioniera del proprio solipsismo, ignora ogni interlocutore che non sia funzionale al perseguimento dei propri disegni, i sindaci delle tre città metropolitane, assai più virtuosamente, hanno coinvolto il partenariato economico e sociale nelle definizione delle scelte. Infatti sui rispetti patti non sono nate polemiche significative. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, verrebbe da dire. Tuttavia a pagare il conto di questo modo di governare, che per carità di patria non aggettivo, saranno le possibilità di sviluppo della Sicilia e di nuova occupazione per tante donne ed uomini. E’ la medesima logica  distorta per la quale diverse decine di migliaia di famiglie siciliane impoverite dalla crisi stanno pagando le proposte sbagliate sulla lotta alla povertà inserite nel disegno di legge regionale, mentre s’impedisce che vada in discussione il disegno di legge d’iniziativa popolare che ha raccolto oltre quindicimila firme. Usque tandem Catilina abutere patientia nostra? (libera traduzione: quando riusciremo ad arrabbiarci? ndr)
 di Franco Garufi 


PATTO PER LA SICILIA 2015 26 NOVEMBRE 2015 DELIBERA GIUNTA CROCETTA 288 PISTORIO 1 MILIARDO 600 MILIONI INFRASTRUTTURE 646 MILIANI AMBIENTE 70 MILIONI TURISMO 
PISTORIO,PATTO PER LA SICILIA,RENZI,LUMIA,GELA,FARAONE,BONIFICHE.PORTI,TURISMO DELIBERA GIUNTA CROCETTA 288 2015,BACCEI, AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE,CUSPILICI,CUTGANA, Finisce al Csm il caso del processo sull'inquinamento ambientale. "Il pm ha sbagliato imputati"



di ALESSANDRA ZINITI




Finisce al Csm il caso del processo sull'inquinamento ambientale. "Il pm ha sbagliato imputati"


Le motivazioni dell'assoluzione per gli ex governatori Cuffaro e Lombardo. Il presidente del tribunale: “Alla sbarra dovevano andare i dirigenti, non i politici”




PROCEDIMENTO N 17603 2012 PROVENIENTE DAL N 9963 2009  G.I.P. PETRUZZELLA PROCURATORE DOTTORESSA CLAUDIA BEVILACQUA CON ORDINANZA DEL 13 NOVEMBRE 2014 SI DISPONE L'IMPUTAZIONE COATTA PER ANZA' TOLOMEO SPARMA GUP NICASTRO 

7 APRILE 2015   SI È TENUTA L'UDIENZA CONTRO ANZÀ, LA CLOACA E SPARMA (EX ASSESSORE DELL'ARTA) A SEGUITO DELL'IMPUTAZIONE COATTA CHIESTA DAL GIP PETRUZZELLA RELATIVA AI MANCATI INTERVENTI SULLA QUALITÀ DELL'ARIA (ANCHE IL PIANO COPIATO); IL 28 APRILE SI TERRÀ L'UDIENZA DAVANTI AL GUP NICASTRO; L'AVVOCATURA DELLO STATO SI È COSTITUITA PARTE CIVILE PER L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.

3 NOVEMBRE 2015 GUP NICASTRO PROCEDIMENTO 2550 RINVIO A GIUDIZIO 1° UDIENZA 1 FEBBRAIO 2016 3° SEZIONE 
Nessun atto contro l'inquinamento Il gip: "Processate l'ex assessore regionale"
IL PUBBLICO MINISTERO AVEVA CHIESTO L'ARCHIVIAZIONE
SALVO PALAZZOLO
14 NOVEMBRE 2014
GIÀ dal 2002, le centraline di rilevamento sparse per la Sicilia indicavano livelli preoccupanti di inquinamento. E, intanto, l'Unione europea invitava a prendere provvedimenti. Ma solo nel 2010, la Regione Sicilia ha varato il piano di risanamento dell'aria. Otto anni di ritardo, davvero tanti. E adesso il giudice delle indagini preliminari Marina Petruzzella chiama in causa l'ex assessore al Territorio Gianmaria Sparma e gli ex direttori generali Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo. Per il troppo tempo trascorso, la procura aveva chiesto l'archiviazione, il giudice ha invece disposto l'imputazione coatta. Con parole durissime: «Senza mezzi termini, gli uffici della Regione siciliana obbligati dalla legge di tutti gli specifici atti a tutela della salute pubblica contro l'inquinamento atmosferico sono tra i diretti principali responsabili della scadente qualità dell'aria in molte zone dell'isola », ma anche dei «livelli crescenti di inquinamento oltre i limiti consentiti dalla legge, che da anni non smettono di registrarsi nell'isola».
Per tutti gli indagati l'accusa è quella di omissione di atti d'ufficio. La stessa contestata inizialmente ad altri indagati fra ex assessori ed ex dirigenti: Mario Milone, Mario Parlavecchio, Gioacchino Genchi e Giovanni Lo Bue. Per loro è scattata l'archiviazione per prescrizione. Mentre, per le stesse accuse, è già in corso un processo per gli ex presidenti della Regione Salvatore Cuffaro e Raffaele Lombardo, per gli ex assessori Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Giovanni Di Mauro.
Agli atti dell'ultima inchiesta sono rimasti i verbali delle audizioni di burocrati e assessori: nel più classico gioco all'italiana, si rincorrono in un vorticoso rimpallo di accuse. Al giudice Petruzzella non resta che stigmatizzare il «numero di dipendenti assegnati al Dipartimento Ambiente dell'assessorato Territorio, le operazioni a vuoto compiute e le somme spese e perdute». Un duro atto d'accusa nei confronti della Regione, nel 2012 bacchettata anche dall'Unione europea per il mancato rispetto dei limiti di Pm10 in 55 zone, fra il 2006 e il 2007. Nel luglio di quest'anno, l'Europa ha fatto scattare una nuova procedura d'infrazione per il superamento dei limiti delle polveri sottili. Sotto accusa ci sono dieci regioni, la Sicilia è in cima alla lista. Tutto ciò fa dire a Marina Petruzzella, uno dei giudici più preparati in materia di tutela dell'ambiente, che esiste un «sistema di omissioni», che passa anche dalla dismissione delle centraline di rilevamento in diverse città siciliane, fra cui Palermo.
Disposta l'imputazione coatta per Sparma e per i dirigenti Anzà e Tolomeo
IL GIUDICE
Il giudice delle indagini preliminari Marina Petruzzella (nella foto sopra) ha disposto l'imputazione coatta per l'ex assessore regionale al Territorio Gianmaria Sparma
SMOG, ACCUSE PIÙ PESANTI PER LOMBARDO E CUFFARO
Gen 28, 2015
PALERMO - Si complica la posizione processuale degli ex presidenti della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro e di quattro ex assessori regionali all’Ambiente: Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Giovanni Di Mauro, tutti accusati di omissione di atti d’ufficio perché non avrebbero adottato misure per contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell’aria.
Il pm di Palermo Gery Ferrara ha modificato il capo di imputazione all’udienza di oggi in cui era prevista la requisitoria. Agli ex amministratori, sulla base della legge regionale 15 del 2000, è stato contestato il non avere diffidato i dirigenti regionali a disporre i provvedimenti idonei a diminuire l’inquinamento e successivamente, vista la loro inerzia, di non avere nominato un commissario ad acta come impone la normativa.
 
Nella vicenda vennero coinvolti anche gli ex assessori Mario Milone, Mario Parlavecchio e Calogero Sparma e i dirigenti regionali Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo per i quali, però, la Procura aveva chiesto l’archiviazione. Per Sparma, Ansà e Tolomeo il gip Marina Petruzzella ha disposto l’imputazione coatta.
 
I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009.

SMOG, IMPUTAZIONE COATTA  PER L'EX ASSESSORE SPARMA

Venerdì 21 Novembre 2014


Secondo l'accusa, gli amministratori non avrebbero adottato misure idonee a contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati sulla qualità dell'aria.
PALERMO - Il gip di Palermo Marina Petruzzella ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dal pm e ha disposto l'imputazione coatta per gli ex dirigenti dell'assessorato regionale all'Ambiente, Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo, e per l'ex assessore Gianmaria Sparma, accusati di omissione d'atti d'ufficio. Secondo l'accusa, gli amministratori non avrebbero adottato misure idonee a contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati sulla qualità dell'aria. Erano stati già rinviati a giudizio, sempre per lo stesso reato, anche gli ex presidenti della Regione Salvatore Cuffaro e Raffele Lombardo, assieme ad altri ex assessori all'Ambiente che si erano succeduti nel tempo. I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009. E' stata invece disposta l'archiviazione nei confronti di Mario Milone, Mario Parlavecchio, Gioacchino Genchi, Giovanni Lo Bue e Ignazio Marinese. 


PROCEDIMENTO N 17603 2012 PROVENIENTE DAL N 9963 2009  G.I.P. PETRUZZELLA
PROCURATORE DOTTORESSA CLAUDIA BEVILACQUA
7 APRILE 2015   SI È TENUTA L'UDIENZA CONTRO ANZÀ, LA CLOACA E SPARMA (EX ASSESSORE DELL'ARTA) A SEGUITO DELL'IMPUTAZIONE COATTA CHIESTA DAL GIP PETRUZZELLA RELATIVA AI MANCATI INTERVENTI SULLA QUALITÀ DELL'ARIA (ANCHE IL PIANO COPIATO); IL 28 APRILE SI TERRÀ L'UDIENZA DAVANTI AL GUP NICASTRO; L'AVVOCATURA DELLO STATO SI È COSTITUITA PARTE CIVILE PER L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.

'Nessun intervento contro lo smog' i pm indagano Lombardo e Cuffaro
QUESTA volta, il presidente Raffaele Lombardo non deve fare i conti con pentiti e intercettazioni, ma con una montagna di numeri che non dicono niente di buono sulla qualità dell' aria in Sicilia. Per mesi, quei numeri sono stati raccolti dalla Procura di Palermo nelle centraline di rilevamento dell' inquinamento atmosferico sparse per le nove province siciliane. I pm Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua hanno fatto anche di più: hanno chiesto ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di andare alla Regione e di prendere i vecchi dati sull' aria in Sicilia, fin dal 2002. Il quadro emerso è sconfortante per la salute dei siciliani. Così è nato l' ultimo atto d' accusa contro Lombardo e il suo predecessore, Salvatore Cuffaro, che si trova in carcere a scontare una condanna per favoreggiamento alla mafia. Le nuove imputazioni sono di omissione d' atti d' ufficio e getto pericoloso di cose. Secondo la ricostruzione della Procura di Palermo, i due governatori della Sicilia non avrebbero adottato tutte le misure previste dalla legge per fronteggiare l' emergenza inquinamento. In particolare, le giunte avrebbero dovuto attuare un piano di risanamento specifico per la qualità dell' aria. Adesso, i pm chiamano in causa anche gli assessori al Territorio e all' ambiente che si sono succeduti nel tempo. Sono Mario Parlavecchio (in servizio dal 2003 al 2004); Francesco Cascio, attuale presidente dell' Assemblea regionale, che ha ricoperto la carica di assessore all' Ambiente dal 2004 al 2006; Rossana Interlandi (per il 2006-2008); Giuseppe Sorbello (2008-2009); Mario Milone, oggi assessore al Comune di Palermo, nel 2009 alla Regione; Giovanni Di Mauro (2010) e Gianmaria Calogero Sparma, assessore regionale da ottobre 2010. Dunque, anche i titolari della delega all' ambiente saranno chiamati in giudizio fra una ventina di giorni, quando i procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Nino Gatto formalizzeranno la richiesta di rinvio a giudizio. Lombardo affida la sua difesa a una nota: «Il piano regionale di coordinamento della qualità dell' aria-ambiente è stato modificato e aggiornato nel 2008», spiega. «Nello stesso anno la Regione ha realizzato l' inventario regionale delle emissioni in ambiente, la valutazione della qualità dell' aria e sempre nel 2008 la zonizzazione del territorio regionale». Il governatore parla anche dell' attivazione di un tavolo di coordinamento regionale e di alcuni tavoli provinciali, «per arrivare - dice - alla concertazione di tutte le azioni da porre in essere per la tutela della qualità dell' aria». Nell' autodifesa di Lombardo figura anche un piano per la «ridislocazione delle reti di monitoraggio». Ma alla Procura di Palermo, che in questi mesi ha acquisito numerosi documenti alla Regione, non è bastato. Nel capo d' imputazione notificato ieri pomeriggio si parla di «prolungata esposizione della popolazione a valori di inquinanti dell' aria superiori ai limiti fissati dalla normativa nazionale e comunitaria». Nel fascicolo sono finite decine di segnalazioni di funzionari e tecnici dell' assessorato all' Ambiente, per far partire le cont r o m i s u r e c o n c r e t e all' inquinamento, e non solo piani di studio, tavoli tecnici e monitoraggi. Anche per questa ragione, i funzionari che inizialmente erano stati indagati dalla Procura usciranno probabilmente di scena, con una richiesta di archiviazione. Loro avevano fatto il loro dovere, sollecitando un intervento politico. Legambiente annuncia già una costituzione di parte civile e attacca: «In questi anni la Regione non ha mai affrontato la vicenda nonostante le nostre sollecitazioni».
17 GIUGNO 2011
SALVO PALAZZOLO


PROCEDIMENTO N 17603 2012 PROVENIENTE DAL N 9963 2009  G.I.P. PETRUZZELLA
PROCURATORE DOTTORESSA CLAUDIA BEVILACQUA

7 APRILE 2015   SI È TENUTA L'UDIENZA CONTRO ANZÀ, LA CLOACA E SPARMA (EX ASSESSORE DELL'ARTA) A SEGUITO DELL'IMPUTAZIONE COATTA CHIESTA DAL GIP PETRUZZELLA RELATIVA AI MANCATI INTERVENTI SULLA QUALITÀ DELL'ARIA (ANCHE IL PIANO COPIATO); IL 28 APRILE SI TERRÀ L'UDIENZA DAVANTI AL GUP NICASTRO; L'AVVOCATURA DELLO STATO SI È COSTITUITA PARTE CIVILE PER L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.







PROCESSO-SMOG-PALERMO-PROCEDIMENTO-9963-2009-PERIZIA-PIANO-ARIA-REGIONE-SICILIA-CTU-CUFFARO-LOMBARDO-CASCIO-INTERLANDI-SORBELLO-DI-MAURO-1-PARTE




PROCESSO-SMOG-PALERMO-PROCEDIMENTO-9963-2009-PERIZIA-PIANO-ARIA-REGIONE-SICILIA-CTU-CUFFARO-LOMBARDO-CASCIO-INTERLANDI-SORBELLO-DI-MAURO-2-PARTE











A CURA DEL
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE OVE INSISTE IN PIENO
CENTRO ABITATO IL CEMENTIFICIO DELLA
ITALCEMENTI AZIENDA CLASSIFICATA COME INDUSTRIA INSALUBRE DI PRIMA
CLASSE

Finisce al Csm il caso del processo sull'inquinamento ambientale. "Il pm ha sbagliato imputati"

ANZA, CUFFARO, DI MAURO, IMPUTAZIONE COATTA, INTERLANDI, Lombardo, NICASTRO, ORDINNZA PETRUZZELLA 13 11 2014 PROVV 17603 2012, PETRUZZELLA, PROVV 2550 NICASTRO, SANNA, SMOG IN SICILIA, Sorbello, Sparma, TOLOMEO,

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