Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Monday, February 15, 2016

Gela, dal governo nazionale 20 milioni per le bonifiche Soldi risalenti al 1995, finora spesi solo cinque milioni

Gela, dal governo nazionale 20 milioni per le bonifiche Soldi risalenti al 1995, finora spesi solo cinque milioni 

ANDREA TURCO 19 FEBBRAIO 2016

CRONACA – Dalla conferenza dei servizi di ieri arriva la conferma dei fondi già previsti da vent'anni per bonificare aree pubbliche. Saranno destinati a due discariche di idrocarburi a cielo aperto, dove continuano a pascolare le pecore. Probabile anche la rimozione della nave New Rose, incagliata dal 1991 al porto rifugio



Tempo di bilanci, a Gela, dopo la conferenza dei servizi che ieri che si è tenuta a Roma e che riguardava le bonifiche. Il risanamento ambientale del territorio passa da due tipi di interventi: quelli pubblici, soprattutto quelle ricadenti nel Sito d'Interesse Nazionale, e quelli privati all'interno del perimetro industriale. 
Per le bonifiche in aree pubbliche il governo nazionale ha confermato 20 milioni di euro di trasferimenti alla Regione Siciliana. Non si tratta di nuovi stanziamenti, ma di quelli risalenti al Piano di Risanamento Ambientale datato1995. Vent'anni si parlava ancora in lire, e per Gela l'allora ministro dei Lavori Pubblici e dell'Ambiente Paolo Baratta aveva decretato 40 miliardi per un totale di 47 interventi, di cui 14 a carico delle aziende e 33 a carico dello Stato. Di quei soldi, al tavolo romano di ieri, si è appurato che finora la Regione siciliana ne ha spesi per progetti di bonifica appena 5 milioni.
«I quasi 15 milioni utilizzabili – ha spiegato il vicesindaco Simone Siciliano – saranno impiegati, ad esempio, per le discariche Cipolla e Marabusca. Da parte sua l'amministrazione comunale emetterà a giorni un'ordinanza di interdizione totale dell'area che verrà delimitata con strutture amovibili, impiegando risorse regionali». Cipolla e Marabusca sono discariche di idrocarburi a cielo apertoche si trovano una in piena zona agricola della piana di Gela e l'altra nella zona periferica nord dell'area industriale, con vista sulle ciminiere. Su questi siti, dove capita di vedere persino pascolare le pecore, negli anni si sono sommate le denunce delle associazioni ambientaliste. Tra i più attivi c'è sicuramente Emilio Giudice, responsabile locale della Lipu. «La recinzione non impedirà certo all'inquinamento di continuare a diffondersi - dice -. Ci vuole un progetto di messa in sicurezza: isolare l'area in primis, poi monitorare la falda acquifera e in seguito ripristinare l'area, ad esempio insediando alberi e boschi». 
Giudice però, presente alla Conferenza dei servizi in qualità di direttore dellariserva naturale del Biviere, si mostra scettico anche sulla possibilità che i fondi vengano effettivamente sbloccati. «Bisogna verificare se quei soldi a cui si fa riferimento e che sono di tanti anni fa, ci sono ancora. E poi bisogna vedere se questa sarà la volta buona che verranno dati». Il vertice fiume, durato sette ore con un lungo elenco di punti all'ordine del giorno, si è concentrato anche sulla rimozione del relitto della motonave New Rose. L'imbarcazione è incagliata dal 1991, a seguito di un violento nubifragio, sul molo di ponente del porto rifugio di Gela, il cosiddetto pontile dell'Eni. L'occasione sarà propizia per sottoporre il porto rifugio a interventi di dragaggio, di rinforzo e di ripristino funzionale. Finora invece lo scalo malconcio ha impedito ad Eni di trasportare nel proprio perimetro le due camere coke che sono parcheggiate da tre anni nel porto della città. 
Per quel che riguarda invece le aree che non ricadono nel Sito di Interesse Nazionale, la Regione ha annunciato a giorni la conclusione di alcuni dei procedimenti autorizzativi. Altrimenti le suddette aree potrebbero rientrare nella nuova riperimetrazione del Sin, dunque diventare di competenza ministeriale e non più regionale. «Ma chi propone la ripetrimetrazione del Sin è la Regione, come ha chiarito all'incontro il ministero - ricorda Giudice -. Serve una delibera di giunta». L'ultima annotazione vale per le bonifiche relative ai siti di Versalis, la società che si occupa di chimica e che Eni vuole dismettere. Per tutti gli altri procedimenti in itinere, che riguardano progetti di caratterizzazioni e di bonifiche relative a suoli e falde, questi dovranno essere chiusi in 60 giorni. 
Il ministero dell'ambiente ha poi promesso procedure d'urgenza che impongono tempi estremamente contenuti. Anche qui però Giudice rimane caustico. «Una tempistica in queste conferenze viene sempre data - conclude Giudice -, ma i tempi certi si sono ottenuti solo sulle aree industriali private, poi bisogna vedere se Eni rispetta le scadenze».
http://meridionews.it/articolo/40776/gela-dal-governo-nazionale-20-milioni-per-le-bonifiche-soldi-risalenti-al-1995-finora-spesi-solo-cinque-milioni/


Ignorati tanti Comuni, ma pioggia di soldi a Gela  Bufera sul “Patto per la Sicilia” da 2,5 miliardi



di ACCURSIO SABELLA - Il governo Crocetta a novembre ha suddiviso i contributi frutto dell'accordo con Palazzo Chigi. Un mese dopo ha aggiunto venti nuovi interventi: quindici di questi riguardano la città del governatore. E anche la maggioranza insorge: "Con quali criteri sono stati distribuiti i fondi?". COMUNE PER COMUNE, TUTTI I FINANZIAMENTI Il Pd di Gela: "Dai deputati polemiche strumentali".     





PALERMO - L'elenco è lungo. E ha anche un'appendice. E come si sa, spesso il veleno è sulla coda. In questo caso, sull'aggiornamento a una delibera di giunta. Una modifica con la quale il governo Crocetta ha aggiunto ai progetti finanziabili tramite il “Patto per la Sicilia”, altri venti interventi. Di questi, quindici sono indirizzati a Gela. Città d'origine del governatore. Quanto basta per far scoppiare la polemica.

Del resto, la “torta” è di quelle succulente. Due miliardi e mezzo in tutto. A tanto ammonta il plafond di investimento frutto dell'accordo tra la Regione siciliana e la presidenza del Consiglio dei ministri. A dire il vero, Palazzo Chigi si è limitato ad accogliere le proposte della Regione, che dovevano semplicemente essere compatibili con i requisiti generali fissati da Roma. Nella delibera si fa chiaramente riferimento alla “definizione dei vari interventi” operata dagli assessori. Senza nemmeno il coinvolgimento del'Anci, cioè dei Comuni destinatari degli interventi stessi. E le scelte della giunta hanno già scatenato polemiche e accuse.

Anche perché il Patto ha subìto recentemente una modifica assai “discussa”.
 La prima versione del documento, infatti, approvata a novembre, prevedeva il finanziamento di 129 progetti. A dicembre, però, ecco la novità. La giunta di riunisce per approvare una variazione a quel patto. In pratica, l'aggiunta di altri venti interventi per altri 97 milioni di euro. Quindici di questi venti progetti sono destinati a Gela. Tra questi, anche quello che prevede lo stanziamento di 17 milioni per la costruzione di una piscina coperta nella “zona sportiva” della cittadina che ha dato i natali al presidente della Regione. Oltre a questi, ecco altri 8,8 milioni come misura di contrasto al dissesto idrogeologico nella zona dell''”Orto pasqualello”, 19 milioni destinati alla “riqualificazione urbana” di undici diverse vie di Gela, 350 mila euro per l'”ingresso pedonale Sud dell'Ospedale con annessa villetta e area giochi”, e 200 mila euro per gli ex granai del Palazzo Ducale che oggi sono utilizzati per convegni e mostre.

Ma i finanziamenti per Gela non sono rintracciabili soltanto nella “modifica” al patto. Diversi contributi erano presenti anche nell'elenco originario. Tra questi, anche i 250 mila euro per la creazione di un'area verde attrezzata “per cani con percorso agility” nella contrada Macchitella. Sempre di Gela, caput mundi. O quantomeno capitale dei contributi distribuiti dal governo di Crocetta.. Che stridono con l'esiguità dei finanziamenti destinati ad altre città siciliane.

In realtà, la maggior parte degli investimenti riguarda interventi di consolidamento di strade, versanti e costoni; oltre a interventi di contrasto e prevenzione al dissesto idrogeologico. Previsti anche contributi per la bonifica dall'amianto (50 milioni), il trattamento del punteruolo rosso (1,7 milioni), un centinaio di milioni destinati a Termini Imerese (tra cui i 29 milioni per il porto turistico della cittadina termitana), 120 milioni finanzieranno il credito d'imposta, 115,8 milioni i collegamenti con l'aeroporto di Comiso, 190 milioni un mega impianto di depurazione nel Catanese. Molti i finanziamenti anche destinati alla zona di Messina.

Proprio la distribuzione “geografica” dei contributi ha però scatenato più di una polemica.Due giorni fa, ad esempio, in commissione bilancio il clima era incandescente. E il presidente Vincenzo Vinciullo ha dovuto faticare non poco per cercare di calmare gli animi dei deputati. La commissione adesso vuole vederci chiaro, anche perché nessun rappresentante del governo era presente durante la seduta e neppure il dirigente generale della Programmazione, Vincenzo Falgares, impegnato a Roma.

Ma come detto, ecco le accuse al governo. La maggior parte delle quali, tra l'altro, provenienti da esponenti della maggioranza. Il deputato del Pd Mario Alloro, ad esempio, ha parlato di delibera vergognosa: “Anzi, definire quel Patto una 'vergogna' – ha rincarato la dose il parlamentare - è un eufemismo. Siamo in presenza di un puro ‘negoziato politico intrattenuto con la Presidenza del Consiglio’: infatti non c’è traccia di interventi organici né di un progetto complessivo di sviluppo per la Sicilia. Il ‘Patto’ - ha aggiunto Alloro - non è altro che un’accozzaglia di misure rivolte a determinati territori che vengono favoriti in maniera abnorme rispetto ad altri. Per non parlare di aree che vengono totalmente escluse: nessun intervento, infatti, è rivolto alla provincia di Enna. Ma su 20 interventi previsti nell’emendamento aggiuntivo, ben 15 sono destinati a Gela”. Attacco al governo anche dall'altra area del Pd, quella del renziano Luca Sammartino: “L’assegnazione delle somme fatta dal governo regionale – spiega il parlamentare – non ha tenuto conto delle aspettative di tante aree dell’Isola, in particolar modo l’area metropolitana di Catania, che sono state penalizzate nonostante la necessità di affrontare i danni del rischio idrogeologico e gli interventi di bonifica ambientale. E’ indispensabile – conclude Sammartino - che il governo chiarisca i criteri usati per la suddivisione e le motivazioni che hanno portato all’esclusione di vaste zone del’isola”. E una stoccata arriva anche dal capogruppo dell'Udc Mimmo Turano: “Non voglio contestare – ha detto - la pioggia di milioni per Gela ma la sostanziale esclusione del territorio trapanese dalla programmazione del Patto per la Sicilia. Forse per qualcuno i problemi ed i disagi dei siciliani non sono tutti uguali”. E, dato il riferimento a Gela, è facile intuire chi è “qualcuno”.










AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE, ARPA, BIMBI MALFORMATI, CLOROSODA DICLOROETANO, CROCETTA, eni, ENIMED, GELA, PETCOKE, RAFFINERIA, SINDYAL Spa, SOSTANZE TOSSICHE CANCEROGENE, TUMORI, UDIENZA 11 MAGGIO 2016,

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