Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Friday, February 26, 2016

Ars: destino segnato per Sviluppo Italia Sicilia, pausa per Riscossione Sicilia e veleni su Sicilia E-servizi Sicilia, maratona Finanziaria: azzoppata Sicilia E-Servizi. Le altre novità giovedì, 25 febbraio 2016





Ars: destino segnato per Sviluppo Italia Sicilia, pausa per Riscossione Sicilia e veleni su Sicilia E-servizi


Questa, in sintesi, gli argomenti affrontati nella seduta di stamattina all’Ars. Il clima è sempre molto nervoso. per quello che si riesce a capire, non sembra di tutti i parlamentari abbiano condiviso la gestione e, con molta probabilità, le scelte adottate dalla presidenza del Parlamento siciliano. Se a questo si aggiungono le ‘operazioni’ speculative in corso su alcune società collegate, non è difficile capire il perché di tanta tensione
Sviluppo Italia Sicilia spa, Riscossione Sicilia spa e Sicilia E-Servizi. Il dibattito sulla manovra economica e finanziaria 2016 andato in scena questa mattina a Sala d’Ercole è stato per lo più imperniato su queste tre società.
Per Sviluppo Italia Sicilia il destino sembra segnato. Il governo Renzi, o meglio, interessi che si celano dietro la volontà dell’assessore-commissario all’Economia, Alessandro Baccei, lasciano pensare alla volontà di chiudere questa società. Non per fare risparmiare la Regione, ma per affidare il servizio svolto oggi da questa società a un soggetto esterno alla Regione, ma sempre con il denaro della Regione. Il problema è dove collocare gli attuali 76 dipendenti.
Insomma, largo alle ‘operazioni’ speculative nel nome di finti risparmi. Del resto, da quando Rosario Crocetta è stato eletto presidente della Regione, la Sicilia somiglia sempre di più a l’ultima delle colonie italiane. Dove l’unica regola che vale è il celebre “Guai ai vinti!”. Dunque non c’è da stupirsi se i dipartimenti della Regione non hanno affidato commesse a Sviluppo Italia Sicilia, ma si sono rivolti, per esempio, a Invitalia. “Guai ai vinti…”.
Invitalia, per la cronaca, è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimento e lo sviluppo d’impresa e fa capo al Ministero dell’Economia. Con Baccei catapultato in Sicilia dal PD di Renzi, piuttosto che attrarre investimenti, Invitalia attrae le commesse della Regione: è la Sicilia, infatti, a portare i propri soldi al Ministero e non il Ministero dell’Economia a portare investimenti in Sicilia… Su questo particolare la CGIL siciliana non sembra molto d’accordo.
Detto questo, molti degli argomenti trattati stamattina potrebbero tornare in commissione Bilancio e Finanze per ulteriori approfondimenti.

In Aula, intanto, si è consumato l’ennesimo scontro su Riscossione Sicilia spa. Il governo regionale, anzi il presidente Crocetta vorrebbe assicurare 2,5 milioni di Euro per ricapitalizzare la società e, quindi, per scongiurare la chiusura.
“Chiedo ai deputati di non vanificare lo sforzo di risanamento di finanza pubblica. Se chiude Riscossione Sicilia per mesi non avremo soldi per pagare nessuno e avremmo problema di chi ci riscuote le tasse. La società incamera 500 milioni di Euro e ne perde 15. Insomma, le entrate le garantisce”.
Per il presidente della Regione – che è tornato a farsi vedere in Aula perché, a quanto pare, l’argomento gli interessa (il presidente di Riscossione Sicilia, l’avvocato Antonio Fiumefreddo è stato nominato da lui) – sbaraccare Riscossione non sarebbe una passeggiata: “Io dico di salvare la società, ma chiarisco che non stiamo dando soldi in più, stiamo dicendo di fare un’operazione di revisione della spesa e di usare una parte dei trasferimenti per vecchi debiti per ripianare i debiti”.
Dopo l’intervento di Crocetta Sala d’Ercole ha deciso di accantonare l’argomento. Verrà affrontato dopo un chiarimenti tra i partiti.
E’ sempre polemica su Sicilia e-Servizi, società informatica della Regione presieduta dall’ex pubblico ministero, Antonio Ingroia. Quest’ultimo è in rotta di collisione con la politica siciliana per il taglio dei trasferimenti. L’Aula ha confermato la cura ‘dimagrante’ per la società. E’ la norma che consentirà ai dirigenti dei dipartimenti della Regione di avvalersi non solo di Sicilia E-Servizi, ma anche di altre società.
Da quel poco che si capisce, né Crocetta, né Ingroia hanno dimostrato di conoscere l’arte della mediazione politica, se è vero che entrambi sembra siano riusciti a mettersi contro la maggioranza dell’Ars. E infatti l’Aula ha ‘bocciato’ anche il tentativo di piazzare l’ufficio informatico dal quale dipende Sicilia e-Servizi sotto l’egida della presidenza della Regione: cioè alle dipendenze dello stesso Crocetta. Per quello che si è capito, l’ufficio che controlla la società presieduta da Ingroia finirà tra le ‘grinfie’ dell’assessorato all’Economia, con il quale il presidente di Sicilia E-Servizi è in polemica.
Per il resto, non siamo riusciti a capire che cosa la Regione intenda fare dell’Istituto Zootecnico. Di questo ente conosciamo la bellezza dei luoghi, allietati ultimamente dagli animali dell’ormai ex zoo di villa d’Orleans che la presidenza della Regione sta smantellando.
Ultimo particolare: si risparmia su tutto, tranne che sui testimoni di giustizia che vengono assunti, senza concorso, alla Regione. per pagargli lo stipendio ci vorranno 300 mila Euro quest’anno e oltre 500 mila Euro il prossimo anno.
Una domanda: quanti saranno i testimoni di giustizia da assumere nei prossimi cinque anni? Ci sarà un momento in cui la Regione bandirà i concorsi pubblici per assumere i giovani bravi, o passeremo dalle stabilizzazioni dei precari alle assunzioni per chiamata diretta dei testimoni di giustizia?  
Ultimo ma non meno importante argomento: le scelte operate dalla presidenza dell’Ars, che non sembrano essere andate a genio a molti parlamentari. Da qui il nervosismo. ma di questo parleremo domani in un approfondimento tecnico-politico.    
Sicilia, maratona Finanziaria: azzoppata Sicilia E-Servizi. Le altre novità  giovedì, 25 febbraio 2016


Continua all’Ars la maratona sulla finanziaria. Vediamo le ultime novità
Arriva una doccia fredda per il governo. Va sotto infatti sullo stop alla possibilità di dare appalti informatici a società diverse da Sicilia e-Servizi. Per i servizi informatici, la Regione «può non avvalersi» di Sicilia e-Servizi, società in house, e dunque affidare la gestione a imprese private. Lo prevede una norma della finanziaria (articolo 30), approvata dall’Ars, che modifica quanto previsto dalla legge 6 del 3 maggio del 2001, che all’articolo 78 vincolava l’amministrazione regionale ad avvalersi della Spa pubblica. Il governo su impulso del governatore Rosario Crocetta avrebbe voluto sopprimere il comma della norma, approvata in commissione Bilancio dell’Ars su proposta del deputato renziano del Pd Luca Sammartino, ma è stato battuto in aula con voto segreto, con l’assessore all’Economia Alessandro Baccei che si è rimesso alla volontà dell’aula. Inoltre la competenza sulla Spa passa dalla Funzione pubblica all’Economia. Solo per la fibra ottica quest’anno la Regione ha a disposizione 400 milioni di euro, 300 milioni nel 2017. E sulla vicenda interviene, ovviamente in modo critico, Antonio Ingroia che è a capo della partecipata: «Una babele totale», dice. E poi: «Oc’è qualcosa che non funziona o il governo non ha una maggioranza. È la conferma che i Palazzi della politica sono lontani dagli interessi dei siciliani». Per l’ex pm e amministratore unico di Sicilia e-Servizi si tratta di «un passo indietro, perché smentisce la legge di riordino sulle partecipate e rappresenta un passo avanti verso la speculazione». «Quella norma non c’entra nulla con la finanziaria – aggiunge – modifica la legge istitutiva di Sicilia e-Servizi. Ieri ho lanciato un appello a governo e Parlamento per una scelta di campo: andare nella direzione della legalità e sviluppo con la nuova Sicilia E-servizi, che in questi due anni ha perseguito risparmi fino al 500% o aprire alla speculazione selvaggia del libero mercato in un momento in cui ci sono 400 milioni di euro di risorse Ue». «Prendo atto – dice ancora – che la maggioranza apre alla liberalizzazione selvaggia». Per Ingroia «ci sono tre ragioni per cui il voto dell’Ars rappresenta uno smacco ai siciliani: il primo è che è stata punita un’azienda perché è stata virtuosa; il secondo è che evidentemente i 400 milioni di euro che l’Ue potrebbe destinare all’informatica siciliana fanno gola a molti e affidarsi ai privati significa acquistare, a parità di servizio, a un costo maggiore; l’azienda privata deve trarre profitti, quella pubblica no. Il terzo è che, se ognuno può affidarsi al privato che vuole, viene meno la garanzia di sinergia e interscambiabilità tra vari soggetti della pubblica amministrazione, anche questo a danno dei cittadini». «Evito processi alle intenzioni – conclude – anche se è fin troppo chiaro che torneremo alle opacità del passato».
TESTIMONI DI GIUSTIZIA. E’ polemica su un articolo, il 26, che alla fine viene approvato e prevede lo stanziamento di 288.000 euro a integrazione di un capitolo di spesa, per l’assunzione di ulteriori nove testimoni di giustizia. La norma autorizza la spesa per il 2017 di 510 mila euro in favore dei testimoni di giustizia, attraverso l’assunzione nella pubblica amministrazione. Con un emendamento del governo, illustrato dall’assessore alla Funzione pubblica Luisa Lantieri, entrano nel 2016 negli uffici pubblici altri nove testimoni di giustizia. La norma inizialmente era stata accantonata dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, a seguito di una richiesta delle opposizioni. Si sono espressi contro il M5S, secondo cui “si determina un debito fuori bilancio che sara’ segnalato alla Corte dei conti”, Mpa, per il quale “il Viminale deve trasferire alla Sicilia le somme per pagare gli stipendi”, e Lista Musumeci che ha parlato di norma confusionaria.
ECOTASSA. L’ARS ha approvato, tra gli altri, l’articolo 35 della legge di stabilità che regola il tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi (Ecotassa), cioè il sistema di misure incentivanti e disincentivanti che verranno applicate ai Comuni in base alla percentuale di rifiuti solidi urbani differenziati che verranno conferiti nelle discariche e negli impianti di trattamento.
Il deputato regionale Girolamo Fazio, capogruppo del Misto, s’è dichiarato contrario alla introduzione di questa norma, almeno nella formulazione con cui è giunta in aula, ed ha presentato una serie di emendamenti soppressivi dei commi che costituiscono l’articolo 35, che però non sono stati accolti.
«Votando questa norma – commenta Fazio – questo Governo e questa maggioranza, hanno caricato sulle spalle dei siciliani decenni di ritardi della classe politica e hanno messo le mani nelle tasche dei cittadini per sanare i guasti prodotti nel sistema dei rifiuti. Belle e nobili le intenzioni dell’articolo 35 ma il sistema di incentivi per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, e soprattutto il sistema di sanzioni per i Comuni che non raggiungono le percentuali di differenziata previste con questa legge di stabilità è, nella realtà, una tassa a carico degli stessi Comuni, e quindi dei cittadini».
«Gli obiettivi che vengono posti per i Comuni in termini di percentuali di differenziata – afferma Fazio, che ha votato contro l’approvazione della norma – sono irraggiungibili ed irrazionali  e sono stati introdotti da questa maggioranza senza che siano state prese in esame le singole realtà territoriali ed urbanistiche che per caratteristiche, anche di tipo organizzativo ed operativo, andrebbero distinte di volta in volta. Se alcuni Comuni non hanno fatto crescere la raccolta differenziata, o non l’anno neppure attivata, non è solo colpa loro. La Regione ed il dipartimento dei rifiuti hanno svolto un ruolo centrale nei ritardi che si sono accumulati e che oggi si chiede vengano scontati dai Comuni. Non è introducendo un sistema sanzionatorio che si incentiva la raccolta differenziata. Soprattutto non è con un sistema sanzionatorio che si può intervenire su un territorio, quello siciliano, che già paga, in ordini ai rifiuti, i tributi più alti in assoluto del Paese. Piuttosto la Regione doveva immaginare percorsi che agevolassero i Comuni nella raccolta differenziata dei rifiuti».
http://ilmattinodisicilia.it/16992-16992/


Manovra economica e finanziaria 2016: gli errori di ‘stile’ di presidenza dell’Ars e Segreteria generale


Contrariamente all’impegno ‘solenne’ che ha assunto all’atto del proprio insediamento sul più alto scranno del Parlamento siciliano, il presidenteGiovanni Ardizzone ha ‘confezionato’ un confuso e raffazzonato disegno di legge omnibus. Non solo. Invece di stralciare le norme non attinenti alla materia finanziaria quando il governo ha inoltrato il ‘Bozzone’ alla presidenza dell’Ars, l’ha fatto dopo che la commissione Bilancio e Finanze ha discusso e approvato il testo. Una prassi che forza (e forse viola) il regolamento e che, soprattutto, non è rispettosa del lavoro svolto dai parlamentari. Lo ‘scivolone’ della Segreteria generale dell’Ars
In questo articolo sui lavori dell’Assemblea regionale siciliana – dov’è in corso un dibattito molto noioso sulla manovra economica e finanziaria 2016 (e dove ancora non abbiamo capito che fine faranno i crediti che la Regione vanta da decenni nei riguardi dello Stato: i vari Rosario Crocetta, Giovanni Ardizzone e via continuando li ‘regaleranno’, a Roma, come dicono i vertici di Sicilia Nazione, o questa storia non è vera: sarebbe bene che la presidenza dell’Ars facesse chiarezza su questo punto) – proveremo ad affrontare un argomento che sta a monte del dibattito stesso: le regole del gioco.
Siamo sicuri che quanto sta avvenendo, in termini di applicazione del regolamento d’Aula, sia corretto? I vertici burocratici dell’Ars – con riferimento al segretario generale, Fabrizio Scimè, e al vicesegretario generale, Turi Pecoraro – stanno aiutando il Parlamento siciliano in questa fase, o qualche ‘bocciatura’ potrebbe il frutto di ‘consigli’ affrettati, o un po’ troppo ‘estensivi’?
A nostro modesto avviso, il dibattito su questa manovra economica e finanziaria 2016 è contrassegnato da due ‘vizi’ di sostanza che stanno segnando in negativo non soltanto lo stesso dibattito, ma anche la qualità della stessa legge: il ‘confezionamento’ di un disegno di legge omnibus e una forzatura del regolamento in ordine alla cosiddetta ricevibilità dei testi. Proviamo ad illustrare questi due ‘vizi’.
Ddl omnibus – Già è discutibile che Roma debba dettare i ‘numeri’ economici e finanziari della Sicilia, calpestando, di fatto, l’Autonomia. Già è discutibile – lo ribadiamo ancora una volta – che possa essere in corso un’operazione per cancellare tutti i crediti che la Regione vanta verso lo Stato (se ciò risponderà al vero pubblicheremo i nomi di tutti i deputati che voteranno in favore di questo Bilancio 2016, invitando i siciliani a non votare coloro i quali si configurerebbero, a tutti gli effetti, come ‘ascari’). Insomma, già di cose che non vanno, in questa manovra, ce ne sono tante.
Ma aggiungere alla manovra – e a iosa – argomenti che nulla hanno a che vedere con una legge finanziaria e, ancora peggio, forzare il regolamento, se non eluderlo, per motivi di bassa ‘cucina’ politica, con l’acquiescenza, o magari grazie ai suggerimenti, degli alti burocrati dell’Ars, beh, ci sembra troppo.
Abbiamo assistito, nei giorni scorsi, a una scena veramente penosa: il presidente della Regione che diserta i lavori parlamentari mentre si discute un disegno di legge fondamentale; l’assessore-commissario, Alessandro Baccei – che nessuno ha eletto e che è stato addirittura imposto da Roma a una compagine politica e di governo non proprio esaltante – che rappresenta il governo e che, a un certo punto, cede il posto all’assessore al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce – anche lui non eletto all’Ars – per discutere di argomenti che nulla hanno a che vedere con la finanziaria (urbanistica, cementificazioni del territorio e altri argomenti ‘pregevoli’).
Il presidente Ardizzone ha spiegato di aver adottato il seguente criterio: ha ammesso al dibattito gli argomenti discussi nelle commissioni legislative di merito; e ha stralciato tutto ciò che non era stato discusso e approvato nelle commissioni legislative di merito. Ma questo, con rispetto parlando, è un criterio e non il criterio che la presidenza dell’Ars avrebbe dovuto seguire. Non perché lo diciamo noi, ma perché una legge finanziaria non va ‘riempita’ di argomenti che poco o punto hanno a che vedere con la stessa materia finanziaria.
Del resto, se non ricordiamo male, è stato lo stesso presidente Ardizzone, all’atto del suo insediamento, ad affermare che non avrebbe consentito l’esame e l’approvazione di leggi omnibus. Evidentemente al presidente dell’Assemblea regionale siciliana piace smentirsi.
Ricevibilità dei testi. Questo è un punto cruciale sul quale la presidenza dell’Ars mette in gioco la propria credibilità istituzionale e la tutela della dignità parlamentare dei deputati.
Il governo, una volta definito il ‘bozzone’ con la manovra – che oggi si chiama legge di stabilità – lo consegna alla presidenza dell’Ars. E’ a questo punto che il presidente del Parlamento siciliano, in collaborazione con gli alti burocrati di Palazzo Reale, decide quali parti del disegno di legge debbano essere stralciate.
Invece – da quello che abbiamo capito – la presidenza dell’Ars, supponiamo con la ‘benedizione’ della Segreteria generale del Parlamento dell’Isola, ha preso il ‘bozzone’ e l’ha inviato, ‘a sacco d’ossa’, alle commissioni legislative. Poi, dopo che la commissione Bilancio e Finanze ha lavorato una settimana, la presidenza dell’Ars – supponiamo sempre con il ‘conforto’ e la ‘scienza’ della Segreteria generale – ha deciso di stralciare norme già votate e approvate dai parlamentari della stessa commissione Bilancio e Finanze.
A nostro modesto avviso, questo modo di procedere della presidenza dell’Ars non è corretto: non è corretto perché forza in modo improprio il regolamento (e forse lo viola); e non è corretto, soprattutto, perché non è rispettoso del lavoro svolto dai parlamentari.
Insomma, se abbiamo ben capito, la presidenza dell’Ars, lungi dall’applicare il regolamento, ha interpretato il regolamento a proprio uso e consumo, lasciando le norme che gli facevano comodo e stralciando le norme che non gli facevano comodo.
Ci rendiamo conto che questa prassi l’abbiamo già vista nel recente passato: ma gli errori di stile (e di contenuti) del passato non giustificano la riproposizioni di tali errori. Cosa, questa, che qualche parlamentare ci ha fatto notare.
Insomma, siamo davanti a una pesante caduta di stile della presidenza dell’Ars e, soprattutto, della Segreteria generale del Parlamento siciliano. 
P.S.
Tutto questo è successo perché, con molta probabilità, la presidenza della commissione Bilancio e Finanze non è in grado di fare rispettare le regole del gioco…
http://www.inuovivespri.it/2016/02/25/manovra-economica-e-finanziaria-2016-gli-errori-di-stile-di-presidenza-dellars-e-segreteria-generale/

Sicilia: gestione delle spiagge ai Comuni, lidi aperti tutto l’anno





“Nell’ambito della finanziaria abbiamo approvato due articoli importanti che aprono un nuovo percorso di gestione e valorizzazione del demanio marittimo in Sicilia: spiagge  e litorali potranno essere mantenute e ‘vissute’ tutto l’anno, non solo nei mesi estivi”. Lo dice Mariella Maggio, presidente della commissione Territorio e Ambiente all’Ars, a proposito dell’esame della manovra economica all’Ars.
“Con l’articolo 41 – aggiunge Maggio – si avvia l’affidamento ai Comuni della gestione amministrativa dei beni del demanio marittimo, aprendo una fase di decentramento e responsabilizzazione degli enti locali. Con l’articolo 43 si sancisce invece la ‘destagionalizzazione delle attività complementari’, ad esempio lidi o attività balneari: in questo modo si ‘allunga’ la stagione turistica con vantaggi dal punto di vista della manutenzione delle aree demaniali e dei risvolti occupazionali”.

“Insomma – conclude Maggio – due norme che vanno nella giusta direzione, coniugando la manutenzione del territorio con la valorizzazione, soprattutto dal punto di vista turistico, delle nostre delle nostre spiagge e dei nostri litorali”.

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