Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Thursday, February 18, 2016

LA STANGATA DEI SINDACI

LA STANGATA DEI SINDACI



La stangata dei sindaci. Oggi la Confcommercio ha fornito  la radiografia su quanto pesano veramente le tasse sulle spalle di noi contribuenti. Viene fuori che la pressione fiscale non è al 43,% come dicono le statistiche ufficiali ma al 47%. Nel calcolo, infatti, vanno inserite anche le imposte locali che in vent’anni sono praticamente triplicate (+248%). È accaduto un fatto molto semplice: lo Stato centrale, nel tentativo di contenere le spese, ha tagliato i trasferimenti verso i comuni e le altre amministrazioni territoriali. Per tutta risposta i sindaci hanno incrementato le aliquote delle tasse esistenti o ne hanno inventato di nuove. Non a caso le tasse locali fra il 1995 e il 2015 sono passate da 30 a 103 miliardi con una crescita del 248%. Quelle centrali da 228 a 393 miliardi con un aumento del 72%.
La più stupefacente invenzione dei comuni è il ticket per attraversare le Zone a traffico limitato (Ztl) o Area C che dir si voglia. Il balzello è stato giustificato come un intervento anti-smog. In realtà è solo un modo per tirar su un po’ di soldi considerando che per entrare basta pagare. Per tacere del fatto che, in molti casi, pagano anche i residenti.
La furia tassatoria dei sindaci è diventata incontenibile a partire dal 2011, con l’arrivo di Mario Monti. Nel periodo 2011-2015 le imposte sugli immobili sono cresciute del 143% passando da 9,8 miliardi a 23,9 miliardi. Quest’anno ci sarà un taglio del 19% grazie alla riduzione sulla prima casa. Negli stessi cinque anni la tassa dei rifiuti è cresciuta del 50%. La corsa però non è finita e, secondo Confcommercio, quest’anno è destinata a diventare frenetica. le imposte sugli immobili e sui rifiuti cresceranno complessivamente dell’80% rispetto al 2011, passando da 15,4 a 27,8 miliardi. Una conferma che il 2016, a differenza di quanto il governo ama ripetere, sarà l’anno della grande stangata.
ARRIVA UNA SUPER-STANGATA DA 15 MILIARDI
Prepariamoci ad una nuova stangata. Le cifre ufficiali arriveranno solo il mese prossimo con il Dpef. Tuttavia già adesso qualche calcolo è possibile e non è proprio leggero. Viaggiamo all’incirca sui 15 miliardi da trovare entro la fine dell’anno secondo le indicazioni che arrivano dalla Cgia di Mestre. Altrimenti dal 2017 subiremo una botta ancora più forte a causa dell’incremento dell’Iva delle accise e di tutti gli altri balzelli che gravano sui poveri contribuenti. Sono le cosiddette clausole di salvaguardia previste dalle regole europee sul pareggio di bilancio.
La “narrazione” del governo assume ogni giorno di più il suono del pifferaio magico. Un incantesimo destinato a durare ancora per poco. Purtroppo tutti gli indicatori stanno volgendo verso il peggio: la cassa integrazione a gennaio è cresciuta del 12,8%, le sofferenze bancarie sono salite ancora e l’Abi, nel tentativo di nascondere la realtà ha smesso di fornire le cifre complete. Una censura che accresce i dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano. Nel frattempo il debito pubblico è cresciuto di altri 34 miliardi al record di 2.169. La velocità di salita è di 111 milioni al giorno.
Inutile girarci intorno. La situazione è tanto complicata che, come ultima pensata, è arrivato l’attacco alle pensioni delle vedove. Certamente il settore della reversibilità ha bisogno di un riordino visto che era stato pensato per un tempo in cui l’occupazione femminile era molto bassa. Tuttavia le idee che circolano al ministero hanno un solo obiettivo: tagliare dove possibile per alleggerire i conti dell’Inps. L’idea che emerge è quello di un governo sempre più in affanno che, per seguire gli ordini che arrivano da Bruxelles ha impostato una politica economica chiaramente sbagliata. Per uscire dalla crisi il Paese avrebbe bisogno di maggior crescita economica ma fino a quando resteranno in vigore le regole imposte dalla Ue le speranze di crescita saranno basse se non nulle. È una contraddizione da cui non si esce. A pagare saremo noi poveri cittadini.
http://uneuropadiversa.it/arriva-una-super-stangata-da-15-miliardi/


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