Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Thursday, February 18, 2016

Trasferimenti erariali alla Sicilia, Massimo Costa: “Il grande imbroglio della Ragioneria dello Stato”




Trasferimenti erariali alla Sicilia, Massimo Costa: “Il grande imbroglio della Ragioneria dello Stato”


Non solo ci rubano un sacco di soldi, ma hanno anche la sfacciataggine, come sottolinea il professore Massimo Costa, leader degli Indipendentisti siciliani, di far passare mediaticamente “notizie false e tendenziose”. L’ennesima dimostrazione che l’Italia, come scrive lo stesso Costa, è ormai “la Repubblica di Pulcinella”
La Sicilia riceve un sacco di soldi dallo Stato? A giudicare da quello che ha fatto sapere la Ragioneria generale dello Stato sembrerebbe proprio di sì. Sarebbe addirittura tra le prima Regioni italiane in termini di trasferimenti erariali da parte di Roma. Peccato che siamo davanti a una balla siderale. Una delle tante balle messe in giro dallo Stato, dall’occupazione che sarebbe cresciuta alla fiducia degli italiani per i consumi e invenzioni varie.
Ma soffermiamoci sui trasferimenti erariali alle Regioni del nostro Paese, dando la parola al professore Massimo Costa, leader di Siciliani Liberi, il movimento degli indipendentisti siciliani (parliamo degli indipendentisti siciliani seri, quelli non ‘Promessi sposi’ a Forza Italia).
“Impazza in questi giorni su tutti i quotidiani – scrive il professore Costa – una classifica dei trasferimenti erariali per Regione pro capite, diffusa dalla Ragioneria generale dello Stato dalla quale risulta che prima in classifica è la Provincia autonoma di Bolzano, seguono le altre Regioni a Statuto speciale, ultima delle quali la Sicilia, poi le Regioni a Statuto ordinario, dalle più piccole alle più grandi, con una leggerissima prevalenza del Mezzogiorno sul Nord, e a chiudere la Lombardia. Dati presi per oro colato dalla stampa nazionale”.
Secondo il professore Massimo Costa la classifica stilata dalla Ragioneria generale dello Stato è “falsa e tendenziosa”. 
“Sorvoliamo sul fatto che la stessa classifica tra le Regioni a Statuto ordinario – sottolinea il leader degli Indipendentisti siciliani – è inversamente proporzionale alla densità di popolazione e al reddito pro capite (ciò che è assolutamente fisiologico e normale in uno Stato civile), e concentriamoci sul fatto che il confronto tra le due classi di Regioni si basa su dati del tutto eterogenei ed è, quindi, metodologicamente scorretto”.
“Gravissimo – prosegue il professore Costa – che questa scorrettezza venga proprio dalla Ragioneria generale dello Stato, che dovrebbe essere l’ufficio custode della veridicità dei conti pubblici. La Ragioneria, infatti, conta come ‘trasferimenti’ i tributi erariali devoluti, cioè quelle tasse che le Regioni autonome trattengono sul proprio territorio per far fronte alle spese che lo Stato accolla loro e che invece sostiene direttamente nelle Regioni a Statuto ordinario”.
“Lo Stato quindi – dice ancora il leader di Siciliani Liberi – per mezzo della Ragioneria, fa finta di raccogliere quei tributi che non sono suoi e poi di distribuirli. Non sono quindi trasferimenti da altre Regioni a carico di tutta la collettività statale, come viene fatto passare nel messaggio, bensì tributi del tutto locali, nei quali lo Stato non c’entra proprio nulla”.
Per rendere ancora più chiara la scorrettezza operata dalla Ragioneria generale dello Stato, il professore Costa cita il seguente esempio: “E’ come se noi annettessimo l’Albania, sequestrassimo l’IRPEF degli albanesi, ne dessimo poi una parte al governo albanese (diventato Regione d’Italia) e dichiarassimo quella parte come trasferimento statale dell’Italia verso l’Albania”.
“Insomma un vero imbroglio degno della Repubblica di Pulcinella – commenta il leader degli Indipendentisti siciliani -. Per Siciliani Liberi è ora di finirla con questa disinformazione a senso unico, disinformazione che ormai ha assunto i contorni di un vero e proprio linciaggio quotidiano. Se la Sicilia fosse veramente un peso per l’Italia, che ci diano l’indipendenza una buona volta. Che se ne vadano! E poi vediamo chi mantiene chi…”.
http://www.inuovivespri.it/2016/02/03/trasferimenti-erariali-alla-sicilia-massimo-costa-la-ragioneria-dello-stato-imbroglia/






L’annuncio a effetto di Baccei-Pangloss: “Ecco a voi i soldi per i Comuni”. C’è da crederci?


L’annuncio è strano, perché la vera notizia di questa storia è che oggi, l’assessore all’Economia spedito da Renzi in Sicilia per smantellare quello che resta dell’Autonomia dell’Isola, avrebbe dovuto incontrare i sindaci. Invece, ieri, ha annunciato l’arrivo di 400 milioni di Euro circa e se n’è andato a Roma piantando in asso i sindaci. E volato nella Capitale per cercare di reperire i soldi che ha già ‘venduto’ con l’annuncio di ieri? Speriamo di no
E’ semplicemente incredibile come una notizia negativa, in virtù di un annuncio, si trasformi in una notizia positiva, facendo passare in secondo piano la stessa notizia negativa. Il tema è quello di Comuni siciliani portati sull’orlo della bancarotta dal governo nazionale di Matteo Renzi e dal governo regionale di Rosario Crocetta. Vediamo che è successo ieri sera.
Ieri sera l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, l’uomo spedito in Sicilia da Renzi per smantellare quello che resta dell’Autonomia siciliana, si deve essere accorto che l’indomani – cioè oggi – non avrebbe avuto nulla di nuovo da dire ai sindaci dei Comuni della nostra Isola. Per oggi, infatti, era previsto un incontro tra una delegazione dell’ANCI (Associazione Nazione dei Comuni Italiani) Sicilia e l’assessore Baccei.
Ma l’assessore Baccei ha rinviato l’incontro (cosa che fa spesso). Ma l’ha fatto con un annuncio alla Pangloss, dove tutto è positivo: di fatto il baratro finanziario che sta travolgendo i Comuni non c’è più, perché il governo regionale è pronto a versare ai Comuni dell’Isola le risorse del 2015 fino ad oggi bloccate: 280 milioni di Euro per la quota corrente e – udite udite! – persino i 115 milioni della quota capitale (cioè i soldi che un tempo servivano ai Comuni per le opere pubbliche e che, oggi, i Comuni utilizzano, per lo più, per pagare le rate dei mutui).
Nell’annuncio ridondante dell’assessore Baccei mancano solo – abbiamo notato noi: ci sbagliamo? – i circa 100 milioni di Euro per finire di pagare i 24 mila precari degli stessi Comuni. ma questo non è più un problema, dal momento che, muto tu e muto io, i Comuni siciliani stanno pagando i precari – in verità a singhiozzo – con i soldi degli altri ignari cittadini, cioè aumentando la pressione fiscale locale.
L’arrivo di questi soldi è stata data per certa. Noi, invece, nutriamo dubbi? Sì. Per un motivo semplice: perché se questi soldi fossero già ‘cassa’, l’assessore Baccei non avrebbe avuto problemi ad incontrare oggi i sindaci. Anzi, insieme con gli stessi sindaci avrebbe dato la notizia alla stampa.
Invece Baccei se n’è andato a Roma. Forse a cercare i soldi che, con l’annuncio alla Pangloss, ha già ‘erogato’, sulla carta, ai Comuni siciliani?
Non ci resta che attendere.



La sceneggiata di Crocetta: la Regione siciliana affama i Comuni e poi li commissaria!


Ormai la politica siciliana oscilla tra la farsa e l’operetta oscena. Il governo Renzi taglia i fondi alla Regione e ai Comuni. I Comuni non ricevono i soldi dallo Stato e dalla Regione. Risultato: 250 Comuni dell’Isola – e siamo già nel Febbraio del 2016! – debbono ancora approvare i bilanci di ‘previsione’ del 2015. La Regione – che insieme con il governo Renzi ha causato tutto questo disastro – invia i commissari nei 250 Comuni e stabilisce che la diaria gli dovrà essere pagata dagli Comuni… Le parole del vice presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta. La sceneggiata sui mutui dei Comuni e sui Liberi Consorzi… 
Nel 2015 la Regione siciliana non ha erogato i fondi ai Comuni come previsto dalla legge. Per mancanza di liquidità circa 250 Comuni dell’Isola non hanno potuto approvare i bilanci di previsione del 2015. E che ha fatto, per tutta risposta, il governo regionale di Rosario Crocetta? Li ha commissariati! Sì, li ha commissariati imponendo agli stessi Comuni di pagare la ‘diaria’ ai commissari regionali! Insomma, Luigi Pirandello non avrebbe potuto fare di meglio. 
Siamo nel regno dell’assurdo? No, siamo nella Regione di Crocetta e del PD siciliano. Dove tanti Comuni siciliani sono sull’orlo del dissesto finanziario. provocato non da cattiva gestione da parte dei sindaci, ma dai tagli incrociati del governo nazionale e del governo regionale.
Da una parte c’è il governo Renzi che, per i Comuni della Sicilia, ha applicato a senso unico la legge nazionale sul federalismo fiscale: ha messo in atto i tagli, ma l’altra parte della legge – la perequazione infrastrutturale e fiscale – rimane lettera morta. Lo Stato toglie ai Comuni siciliani, ma non dà. Poi arriva la Regione siciliana che, nel 2015, dovrebbe versare 650 milioni di Euro. Ma ne ha erogati solo 140. Risultato: i Comuni dell’Isola sono creditori, dalla regione, di 510 milioni di Euro.
A causa della mancanza di queste risorse 250 Comuni dell’isola, come già accennato, debbono ancora approvare i bilanci di ‘previsione’ del 2015. Ad approvarli – senza soldi! – ci penseranno i commissari inviati dal governo Crocetta che, per il ‘disturbo’, verranno pagati dai Comuni…
In compenso – affrontiamo l’argomento con il vice presidente dell’ANCI Sicilia,Paolo Amenta – sui giornali si comincia a leggere che i Comuni siciliani sono alla frutta.
Già è un passo avanti, no?
“A dir la verità, il sottoscritto denuncia le difficoltà economiche e finanziarie dei Comuni siciliani da oltre un anno. In ogni caso, è importante che i giornali e in generale, il mondo dell’informazione punti l’attenzione sulle grandi difficoltà dei Comuni”.
Ci faccia capire: il governo Renzi applica a senso unico la legge sul federalismo fiscale; poi taglia i fondi alla Regione e la Regione non eroga i contributi ai Comuni: ma questo l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei lo sa? E’ al corrente di questo giochetto?
“Certo che lo sa. Ma a Roma fanno finta di non capire. Il governo nazionale ha deciso di trasferire sulla fiscalità locale i fondi che prima erogava Roma”.
In pratica, i trasferimenti ai Comuni che prima pagava lo Stato adesso li pagano i cittadini.
“Sì, è così. Ma in Sicilia c’è un piccolo problema che il governo Renzi finge di non vedere”.
Quale?
“Che in Sicilia il tasso di disoccupazione è il doppio rispetto al resto del Paese. Pere non parlare della disoccupazione giovanile, che è alle stelle. In Sicilia hanno chiuso i battenti oltre 40 mila aziende. Ciò significa che la fiscalità locale non potrà mai sostituirsi allo Stato. Per un motivo semplice: perché in Sicilia famiglie e imprese non sono più nelle condizioni economiche per pagare”.
Ha spiegato questo al presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando?
“In che senso, scusi?”.
Nel senso che il sindaco di Palermo vuole aumentare la pressione fiscale con una cervellotica ZTL per rastrellare altri 30 milioni di Euro all’anno per foraggiare AMAT e Tram.
“Guardi, non mi occupo di Palermo”.
Cambiamo argomento: è vero che i Comuni siciliani non sono più in grado di pagare i mutui che hanno contratto?
“Sì”.
E perché?
“Perché la Regione ha ridotto i trasferimenti in generale e ha abolito del tutti i trasferimenti in conto capitale”.
Quindi senza trasferimenti in conto capitale, niente pagamento dei mutui. Le banche come la prenderanno?
“Penso non bene”.
Ma non è che l’assessore Baccei – che è il vero commissario della Regione siciliana per conto di Renzi – vuole fare fallire i Comuni siciliani?
“E’ proprio quello che penso. Ad ogni modo domani, dopo che incontreremo Baccei, ne saprò di più”.
A che punto sono i Liberi Consorzi di Comuni?
“Siamo alla farsa: i Comuni sono senza soldi, le ex Province siciliane sono fallite. Questi iberi Consorzi dovrebbero nascere falliti. Ripeto, siamo alla farsa”.
Foto tratta da canicattiweb.com
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