Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..  “ Non c’è niente di più profondo di ciò  che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


Tuesday, May 07, 2019

1984 28 29 OTTOBRE L' offensiva della giustizia La piovra-mafia non è più inattaccabile Buscetta interrogato come teste a Rebibbia La «commissione» decise l'omicidio di Marchese Il boss pentito ha inchiodato alle sue responsabilità Michele Greco, che all'epoca era a capo del supremo organo della mafia 1988 13 APRILE L' AGGUATO DI PIAZZA SCAFFA UNA STRAGE SENZA COLPEVOLI 1988 13 APRILE L' AGGUATO DI PIAZZA SCAFFA UNA STRAGE SENZA COLPEVOLI 1984 23 ottobre SEDUTA DI MARTEDÌ PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIUSEPPE AZZARO INDI DEL PRESIDENTE LEONILDE IOTTI 1984 22 AGOSTO MAFIA TRASFERITA DALL' UCCIARDONE

1984 28 29 OTTOBRE L' offensiva della giustizia La piovra-mafia non è più inattaccabile


Buscetta: Greco era il «capo»

Intervista a Salvo Ando'  

Di Domenico Bruno 

Grosse falle si aprono nelle organizzazioni  malavitose - Pagata duramente l'assenza dello Stato Contro la cultura del «sospetto unilaterale»

Deponendo ieri come teste, nel carcere romano  di Rebibbia, sull'assassinio del boss Pietro Marchese, Tommaso Buscetta ha fatto ieri  precise affermazioni sulle gerarchie mafiose.  «Don Masino» ha detto che l'omicidio fu deciso dalla «commissione» e ha inchiodato alle sue responsabilità Michele Greco, indicato come capo della potente cosca di Ciaculli, che all'epoca dei fatti presiedeva il supremo organo

«La mafia in queste ultime settimane è stata 

duramente colpita dall’azione paziente e coraggiosa delle 

forze dell'ordine e della magistratura, ma questi risultati 

positivi non  vanno enfatizzati pur rappresentando un 
segnale di incoraggiamento  importante a favore del buon 
lavoro svolto dagli investigatori».

Salvo Andò responsabile problemi dello Stato in seno all'esecutivo del PSI non ha dubbi sulla importanza della nuova fase apertasi un mese fa con le «rivelazioni» di don Masino Buscetta, che giorno dopo giorno aggiunge segmenti di verità al grande mosaico criminale. Dalle fila della delinquenza organizzata spuntano «confessioni» e collaborazioni, l'ultima maturata nei giorni scorsi. Si è avviato un effetto psicologico che può rivelarsi decisivo perché si accentuano e si moltiplicano - spiega Andò – situazioni di disfacimento per rancori o per paura all'interno dei vari clan. La «piovra» non è più inattaccabile, delle maglie si sono rotte, per l'azione dello Stato, che ora diventa incalzante, inizia a produrre squarci nelle varie organizzazioni malavitose. Sempre più chi vede cadere i propri familiari sotto il piombo dei sicari di altri «famiglie» sceglie come «vendetta» la legge. E ' un meccanismo che va stimolato adeguatamente, anche se una sua codificazione deve prevedere delle garanzie di controllo per il cittadino data la delicatezza delia materia trattata, come aveva suggerito lo stesso generale Dalla Chiesa prima del suo assassinio.

L'efferato eccidio di Piazza Scaffa a Palermo, come quello precedente a Torre Annunziata raffreddano un po' gli animi degli entusiasti di questi blitz. Tu come valuti questi atti di vero e proprio terrorismo mafioso?

Non condivido mai da un lato l'ottimismo • eccessivo, e dall'altro il pessimismo esasperato; ogni fatto va inserito in un contesto generale in cui valutarlo obiettivamente. Lo Stato è al contrattacco dopo un periodo troppo lungo della storia repubblicana, distratto e sotto tono nell'impegno contro le «centrali» malavitose. I due episodi citati sono indubbiamente gravi e preoccupanti e dimostrano come l'euforia sia spesso cattiva compagna. Il ripetersi di positive azioni antimafia testimoniano l'accentuarsi degli sforzi e dei successi per arrivare a «santuari» fino ad ora inviolati al «terzo livello» e alle connessioni con ambienti di spregiudicato affarismo nazionale ed internazionale.

Titoli di scatola sui giornali per Ciancimino che ha rappresentato a Palermo un modo ed uno stile di far politica degli anni '50 fino a periodi più recenti, non rappresentano forse una personalizzazione troppo spinta di un fenomeno più complesso ed articolato?

Certo, Ciancimino è stata uno degli architravi di un sistema di potere e dì una mentalità che era divenuta egemone nel modo di far politica in Sicilia e nel Mezzogiorno.
Nonostante infatti i diversi canali strutturali della organizzazione mafiosa o para-mafiosa, i diversi traffici amministrati, la diversa consistenza dei profitti, c'è un dato che accomuna vecchia e nuova mafia. Da un lato la complicità del potere ufficiale, o di frange (ora questa area si è ristretta) di esso, senza cui la criminalità non può trovare la possibilità di espandersi su città e territori. A fianco e intorno alla galassia malavitosa si è consolidato un consenso sociale che ora con sforzo lo Stato cerca di erodere. Il Sud ha una economia che reca in alcune aree i segni profondi del sottosviluppo, per questo i ragazzi di Corso dei Mille o di Ottaviano rappresentano le profonde radici di una criminalità che si avvale sempre di più di una «cintura» di minori o giovanissimi.
Non è un caso che nel momento in cui si accentua la pressione delle forze di polizia sulle bande organizzate mafiose, la micro-delinquenza diventa più aggressiva e violenta, il che dimostra l'insediamento sociale su cui la criminalità trova appoggi e consensi. A proposito della vecchia mafia, Sciascia scriveva che «il mafioso di allora funzionava come giudice di pace, ed in questo ruolo la gente Io conosceva, era possibile incontrarlo».

Era l'esempio più concreto che il boss era il vero Stato in assenza di una presenza di Roma. Siamo ancóra,  al tuo parere, lontani da una nuova statualità che faccia dimenticare certe latitanze dello Stato?


Ci sono delle aree di non-presenza delle istituzioni, di radicamento difficile in fasce territoriali in cui Roma è solo rappresentata dalla più vicina stazione di carabinieri, ma su cui manca una struttura articolata di rappresentanza e di controlli da parte delle istituzioni.

La criminalità con cui abbiamo a che fare oggi è una azienda.condotta in modo mdnageriale che rastrella i propri proventi in modo illecito e violento ma li investe in attività edilizie, in BOT, in apparati industriali e commerciali. 

La lotta alla mafia richiede inoltre un migliore funzionamento degli uffici giudiziari, più mezzi e uomini professionalmente più capaci, precisi accordi garantiti anche dalla legge tra uffici giudiziari che agiscono in zone criminali omogenee. Il problema non è solo quello di riformare istituti e strutture del processo penale, ma anche il processo civile. Non c'è dubbio che la difficoltà' di recuperare un credito e di risolvere facili controversie civili agevoli il ricorso a organizzazioni mafiose o illegali per salvaguardare diritti ai quali invece dovrebbe provvedere la legge.

A questo punto della sua analisi Salvo Andò affronta una polemica di grande attualità; la ramificazione della criminalità con il mondo economico e l'inflazione nei partiti. Dice convinto: «Trovo strumentale, dannoso per l'immagine stessa delle istituzioni e per il perseguimento di finalità trasparenti della lotta alla mafia, criminalizzare per intero la società siciliana, o far addensare sospetti generali ed ingiustificati sul mondo imprenditoriale isolano o comunque su tutti coloro che hanno trovato lavoro in Sicilia.

«L'equazione; imprenditoria siciliana attività mafiosa e paramafiosa non solo offende gli imprenditori perbene ma finisce per creare uno stato di confusione tra la gente di cui si può valere solo chi pesca nel torbido. E questo discorso vale anche per le cooperative, rosse, bianche o gialle che operano in Sicilia. Vi è una polemica su questo terreno della quale bisogna cogliere le finalità ultime. Non trovo sospetto il fatto che una grande organizzazione cooperativa lavori a Palermo o Catania così come lavora a Roma 0 Bologna. Il problema è diverso. Si tratta - specifica il dirigente socialista - di capire se amministrazioni che sono al di sotto di ogni sospetto conferendo appalti a  determinate società 0 imprese cooperative intendano privilegiare non tanto una convenienza economica o una capacità professionale,
ma soltanto tacitare una parte politica.

Va appurato se in questa materia si è definitivamente
affermato un sistema di lottizzazione all'interno del quale trovano soddisfazione i partiti di maggioranza e di opposizione, pena il mancato raggiungimento di ogni possibile accordo. Se questi infatti sono gli obiettivi è chiaro che procedura, regole e controlli sono fatti su misura per favorire un accordo, se non l'interesse generale, e il contesto in cui le amministrazioni si muovono diventa generalmente e fatalmente omertoso e tendenzialmente malavitoso.

«Taluno ha indicato nel PCI una delle parti, insieme alle altre forze politiche, di questi grandi accordi. La cosa ha destato sorpresa proprio per gli atteggiamenti manifestati dal PCI in questa materia. Occorre però evitare, sia da una parte che dall'altra, che ci si lanci solo manciate di fango, e invece valutare i fatti e non i sospetti. Devo dire che sono fastidiose talune reazioni dei comunisti allorché, chiamati in causa, anziché smentire e replicare alle accuse si comportano come se fosse grande peccato il solo dubitare della parola del PCI. La stessa vicenda De Luca, le reazioni manifestatesi alla denuncia fatta dal deputato liberale alla Camera, la singolare vicenda dell'autorizzazione a procedere negata confermano questo strano modo di intendere la questione morale da parte comunista».

Non ti sembra che questa rigidità del PCI sìa sicuramente indicativa di una pregiudiziale che offusca la capacità di analisi del fenomeno mafioso?

Sì, abbiamo segnalato con preoccupazione il fatto che gli imprenditori chiacchierati hanno conseguito credibilità illimitata se associati a organismi cooperativi o a imprenditori progressisti. A mio giudizio una seria azione di rinnovamento delle istituzioni, nelle zone interessate alla lotta alla mafia non tollera distinguo strumentali nè nominalistiche garanzie di trasparenza. Occorre, con riferimento a qualunque soggetto economico, qualunque sia la finalità più o meno sociale  perseguita, verificare le condizioni nelle quali diviene interlocutoria della Pubblica Amministrazione. Se determinate procedure concorsuali appaiono discutibili, una trattativa privata appare concessa in forme sospette; se si realizzano condizioni contrattuali di privilegio, se nonostante gare formalmente ineccepibili sono sempre gli stessi organismi ad avere una quota fissa di commesse, evidentemente siamo di fronte ad una situazione irregolare, siamo di fronte ad amministrazioni che certo non praticano la trasparenza, anche se hanno la migliore immagine di questo mondo o se favoriscono organismi cooperativi.

Bisogna evitare sempre, in sostanza, che vi siano enti o soggetti economici che siano al di sopra di ogni sospetto, che lo siano a prescindere dalle scelte, dalle attività che concretamente compaiono.

La durezza dello scontro politico sta mettendo in luce, facendo affiorare vicende anche poco recenti della vita economica, in ordine alle quali era finora prevalsa una sorta di collettiva regola del silenzio. Sì assiste a verità e a personaggi «significativi» coinvolti
o duramente colpiti anche dalle vicende degli ultimi tempi che contribuiscono a facilitare questo affioramento in superficie di verità da troppo tempo occultate.
Qual è la valutazione di questi fatti?

Certamente la collaborazione di Buscetta si sta rivelando preziosa.

Sta traducendo in certezze intuizioni che prima si presentavano nei termini di vere e proprie ipotesi di lavoro. Appare sempre più evidente come sono mutati gli obiettivi fondamentali delle organizzazioni mafiose: ieri si trattava di guadagnare organizzando una serie di attività malavitose; oggi il problema fondamentale è quello di spendere e di spendere profitti sempre più cospiqui; da ciò l'esigenza di percorrere le molte piste del Nord già individuate, di indagare all'interno dei nuovi collaboratori della mafia reclutati dai colletti bianchi soprattutto col compito di riciclare denaro sporco; di individuare ancora quel terzo livello che agevola con la propria autorità questa circolazione di capitali illeciti verso obbiettivi leciti.

La Guardia di Finanza in questo senso sta dimostrando notevole capacità professionale, notevole coraggio, abbandonando magari antiche prudenze, cautele, che recenti scandali hanno rivelato in tutta la loro complessità.

Certo c'è il rischio che una Guardia di Finanza impegnata in modo così consistente nella lotta contro la criminalità economica, trascuri molte delle attività^ istituzionali, non faccia cioè le verifiche fiscali contribuendo per tal via alla creazione di probabili zone franche dal punto di vista dell'evasione fiscale.

Ma c'è anche dell'altro che ha favorito queste rivincite dello Stato. C'è una maggiore copertura politica sull'attività degli organi inquirenti.

Prima magari c'erano le leggi ma le si applicavano con molte esitazioni.

Adesso vediamo che in questo senso c'è più determinazione, basta pensare ai molti decreti di confisca dei beni già emanati, e basta pensare ai soggetti illustri ai quali i beni sono stati confiscati.

Ma c'è soprattutto da sottolineare una mobilitazione della società civile che non ha precedenti.

I giovani e i cittadini che sfilano sotto la casa dei Greco imprecando contro la famiglia del potente boss rappresentano un fatto rivoluzionario se raffrontato ad antiche onestà.

L'immobilismo amministrativo, il non governo non ti sembrano un buon «aiuto» alla criminalità in colletto bianco?

Una regione che funziona, amministrazioni comunali che riescono a spendere bene e in fretta le risorse di cui possono disporre risolvendo problemi antichi della collettività, creano una grande alleanza contro la mafia tra i cittadini ed amministratori pubblici, una grande solidarietà. E per conseguire questo obbiettivo bisogna lavorare con convinzione e con fermezza. Esistono nel Sud troppe amministrazioni in crisi da sempre, paralizzate da anni, che producono vuoti di potere spaventosi al cui interno la mafia impone le proprie regole e la propria arrogante invadenza. Rendere viva la democrazia e partecipazione del Mezzogiorno, trovare terreni comuni di iniziativa politica fra amministrazioni pubbliche e comunità costituisce una scelta obbligata capace di immunizzare la società siciliana e meridionale rispetto a certi fenomeni infettivi, contagiosi.



Buscetta interrogato come teste a Rebibbia 
La «commissione» decise  l'omicidio di  Marchese
Il boss pentito ha inchiodato alle sue responsabilità Michele Greco, che all'epoca era a capo del supremo organo della mafia


Per Tommaso Buscetta si è trattato di uno degli impegni meno problematici da quando ha deciso di mettersi a disposizione della giustizia italiana. «Don Masino» è rimasto tredici minuti soltanto davanti ai giudici della corte d'Assise di Palermo, in trasferta a Roma per raccogliere le dichiarazioni del «boss» mafioso.Non fosse stato per il gran numero di giornalisti e fotografi presenti alle sue spalle nell'aula bunker degli edifici giudiziari del carcere di Rebibbia, Buscetta avrebbe potuto dire di aver assolto oggi ad una semplice formalità.

Dell'uccisione di Pietro Marchese, assassinato il 25 febbraio di due anni  f a nel carcere dell'Ucciardone nell'eterna lotta tra le cosche rivali, Buscetta ha potuto infatti dire ben poco. Ha confermato comunque che f u un delitto deciso dalla «commissione», l'organo
manoso più in alto di grado e composto dai «capo famiglia». Il delitto, naturalmente, aveva però il nulla osta di Michele Greco, capo della potente famiglia di Ciaculli ritenuto, insieme con Filippo Marchese, cugino della vittima, il mandante dell'omicidio. «So tutto questo ~ h a spiegato Tommaso Buscetta al presidente della corte Vincenzo Maurici - perché sono anch'io un uomo d'onore e come tale facevo parte dell'associazione». Tutto qui. Esattamente come aveva fatto pochi minuti prima, al momento dell'ingresso nell'aula, Tommaso Buscetta è tornato a ripararsi il volto con un paio di occhiali scuri e , scortato da due carabinieri, è rientrato nella sua cella di massima sicurezza.

Durante la breve deposizione fatta come teste, Buscetta ha risposto senza esitazioni ad alcune domande del pubblico ministero Domenico Signorino. 

Elegantissimo, in un completo spezzato con giacca blu e pantaloni grigi,

«Don Masino», 56 anni, ha detto che Pietro Marchese apparteneva alla stessa famiglia mafiosa dei Greco di Ciacuili capeggiata da don Michele. Sollecitato dal presidente della corte di «boss pentito» h a nuovamente ribadito che nessun delitto può avvenire nelle zone controllate dalia mafia senza il preventivo accordo dei capo famiglia che formano la «commissione». «Ogni tre «famiglie» r h a aggiunto Buscetta - dispongono di un loro rappresentante all'interno della commissione. E ' questo il capo mandamento delle tre famiglie territorialmente contigue. Non c ' è dubbio che l'uccisione di Marchese f u decisa dalla "commissione" nella quale era anche come capofamiglia Michele Greco».
La «caccia» a Pietro Marchese e al cognato Giovanniello Greco, sempre secondo la versione di Tommaso Buscetta, era nella logica della guerra di mafia che li vedeva come «traditori della loro "famiglia". Questo perchè essi si erano legati, erano anzi «intimi amici», ai capi della cosca avversaria, gente come Salvatore Inzerillo e Stefano Boutade.

E di Filippo Marchese, cosa sa «Don Masino»? 

Buscetta ha ricordato solo che «era un uomo d'onore» e «era a capo della famiglia di corso dei Mille».
Si è parlato anche di un altro imputato  «Pippo Cambino». Non sapevo - ha affermato Buscetta - che «Pippo» fosse un uomo d'onore, ma recentemente in  arcere un amico mi ha detto che anche lui faceva e f a parte della famìglia «perdente» dei Bontade, o meglio era legato a Stefano Bontade perchè solo il capo f u perdente e non il resto della famiglia che si è alleata con le cosche vincenti tradendo il capo». Un'ultima battuta d i Buscetta per dire di non aver mai conosciuto altri due imputati.

Lo Presti e Lo Bocchiaro.

La corte d'Assise rientrerà nel pomeriggio a Palermo. La deposizione dì Buscetta, anche lui trasferito subito dopo l'interrogatorio nel carcere di massima sicurezza a poca distanza da Roma, è stata fatta come audizione di un teste a domicilio per motivi di sicurezza e all'udienza non erano presenti nè gli imputati nè i loro difensori.

1988 13 APRILE L' AGGUATO DI PIAZZA SCAFFA UNA STRAGE SENZA COLPEVOLI 


PALERMO La strage di piazza Scaffa, la più feroce commessa a Palermo con otto morti, resta senza colpevoli. Anche nel processo d' appello i quattro imputati sono stati assolti. In un unico punto il verdetto pronunciato ieri dalla Corte di assise d' appello si differenzia con quello emesso nel processo di primo grado: il commerciante catanese Antonino Fisichella, indicato dall' accusa come il mandante del massacro, è stato scagionato per insufficienza di prove. Due anni fa venne assolto invece con formula piena. Confermata la sentenza per gli altri tre imputati: non hanno commesso il fatto, secondo la Corte presieduta da Antonio Saetta. Un verdetto di innocenza piena dunque per il boss catanese Nitto Santapaola (latitante, condannato all' ergastolo al maxiprocesso anche per il delitto Dalla Chiesa), per Carmelo Zanca (anche lui latitante, ritenuto esponente della cosca di corso dei Mille) e per Pietro Vernengo (rinchiuso all' Ucciardone per l' ergastolo inflittogli nel processone alla mafia). I giudici della I sezione della Corte d' assise d' appello non hanno ritenuto dunque fondate le richieste del Pg Domenico Signorino che per Santapaola e Fisichella aveva sollecitato la massima pena (per gli altri due l' accusa aveva chiesto l' assoluzione). Non c' è nessun elemento, hanno stabilito dopo tre ore di Camera di consiglio, che indichi i due come gli organizzatori della notte di sangue del 18 ottobre di 5 anni fa. Secondo la ricostruzione dell' accusa Fisichella, un commerciante di carni catanese, era da ritenersi il mandante della spedizione punitiva. Movente dell' agguato uno sgarro commesso dalla famiglia Quattrocchi: per acquistare i cavalli destinati alla macellazione si rivolsero ad un barese, provando a saltare l' intermediazione del Fisichella. Per vendicarsi dell' affronto, sempre secondo le conclusioni cui erano giunti prima il Pm e adesso il Pg nel processo d' appello, il commerciante si rivolse al boss Santapaola. Proprio il boss del clan dei catanesi avrebbe a questo punto organizzato il commando: il gruppo entrò in azione in una stalla all' interno di cortile Macello, facendo fuori 4 componenti della famiglia Quattrocchi e altre 4 persone che in quel momento si trovavano lì per accudire i cavalli. Una carneficina portata a termine con l' assenso dei boss palermitani della zona? Un' ipotesi che anche il Procuratore generale Signorino aveva escluso nella sua requisitoria, chiedendo infatti l' assoluzione per Zanca e Vernengo ritenuti personaggi non di primo piano nel territorio di corso dei Mille controllato invece da Filippo Marchese (ma del boss da molto tempo non si hanno più notizie). La Corte, ieri, ha accolto questa lettura dei fatti, ma anche per gli altri due imputati non ha riscontrato elementi di colpevolezza. E tuttavia, in qualche modo, in questo secondo processo per la strage le accuse lanciate dalla vedova di Cosimo Quattrocchi hanno avuto un certo peso. Pietra Lo Verso ha puntato il dito anche stavolta contro Fisichella, indicandolo come il mandante del delitto. Ha parlato delle pressioni che avrebbe esercitato sul marito per impedirgli di sganciarsi dal suo giro. E la Corte, assolvendo ma per insufficienza di prove Fisichella, ha avanzato dei dubbi sull' imputato probabilmente proprio in relazione alle dichiarazioni della vedova. Assolti infine, con formula piena, anche due imputati minori accusati di falsa testimonianza: Antonino La Torre (il fornitore barese di cavalli) e Biagio Amico.  di Umberto Rosso.

1984 23 ottobre SEDUTA DI MARTEDÌ   PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIUSEPPE AZZARO INDI DEL PRESIDENTE LEONILDE IOTTI


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: Interrogazioni. Le seguenti interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente:


Gunnella, Di Re, Alibrandi e Germanà, al ministro dell'interno,


 «per conoscere quale giudizio esprima in merito al gravissimo eccidio di Palermo; se esso vada inquadrato nei fenomeni di criminalità mafiosa ; quali ulteriori provvedimenti il Governo intenda prendere per prevenire e reprimere episodi di sempre più frequente criminalità» (3-01279);


Pumilia, Bonfiglio, Mannino Calogero, Russo Ferdinando e Mattarella, al ministro dell'interno,


«per sapere — premesso che la efferata strage di oggi 18 ottobre a Palermo ripropone la presenza di una criminalità che alza sempre di più il tiro contro la vita umana e la convivenza civile — quali orientamenti emergono dalle indagini e quali provvedimenti ulteriori si intendono adottare per rendere sempre più efficace la lotta contro la violenza mafiosa» (3-01281);


Napolitano, Mannino Antonino, Rizzo , Occhetto, Violante, Bottari, Rindone, Spataro, Pernice, Columba, Sanfilippo, Rossino e Mancuso, al ministro dell'interno ,


«per conoscere — premesso che: nella mattinata di oggi giovedì 18 ottobre 1984, in una stalla sita nei pressi di piazza Scaffa a Palermo, la polizia, su segnalazione di ignoti, ha rinvenuto i cadaveri di 8 uomini, quasi tutti pregiudicati uccisi a colpi di arma da fuoco; quasi tutte le vittime della strage risultavano dedite al commercio e alla macellazione di cavalli ; una delle vittime, pur essendo pregiudicato, gestiva una macelleria e teneva in uso la stalla teatro della strage, di proprietà di un noto pregiudicato assassinato nel 1981 — quale valutazione dia dell'efferata strage; se giudichi adeguato il grado di vigilanza, di prevenzione e di applicazione delle misure antimafia ; quali misure intenda adottare per rendere più incisiva nel territorio di Palermo la presenza delle forze dell'ordine ; se ritenga che la strage sia in qualche modo collegabile ad una recrudescenza ben determinata e pilotata della strategia terroristica mafiosa, anche tenendo conto del rilevante numero di mafiosi latitanti da tempo esistente in provincia di Palermo e del consistente furto di armi avvenuto in Palermo la scorsa settimana » (3-01282);


Rizzo, al ministro dell'interno,


«per conoscere, premesso che la barbara strage di Palermo ha chiare connotazioni mafiose; tenuto conto della personalità delle vittime, della zona in cui l'azione delittuosa è stata realizzata e dell'ambito nel quale può individuarsi il movente del delitto; tenuto conto che la brutalità e la spettacolarità dell'efferato delitto stanno chiaramente a dimostrare come a Palermo riescano ad operare impunemente efferate organizzazioni criminali mafiose , malgrado l'impegno della magistratura e delle forze di polizia e gli arresti effettuati a seguito delle rivelazioni di Tommaso Buscetta — quale valutazione dia della nuova arrogante esplosione della criminalità mafiosa; quali provvedimenti intenda adottar e per rendere efficiente l'azione dello Stato contro le cosche mafiose, tenuto conto anche dell'elevato numero di pericolosi mafiosi che riescono a mantenere lo stato di latitanza» (3-01289);


Lo Porto, al ministro dell'interno,


«per conoscere: le condizioni delle strutture di polizia di fronte al fenomeno dei criminosi fatti di mafia verificatisi a Palermo;come possa essersi verificato che, in pieno giorno e in pieno centro di città, una armeria sia stata interamente svuotata delle armi, servite verosimilmente all'eccidio delle ultime otto vittime, e che tale eccidio possa essersi perpetrato nella più temeraria e aperta sfida ad ogni sistema di prevenzione, chiaramente rivela - tosi inconsistente» (3-01290);


Fiorino, Alagna, Amodeo, Andò e Barbalace, al ministro dell'interno,


«per conoscere quali misure il Governo intenda adottare o proporre sul piano legislativo, su quello della pubblica amministrazione e su quello della prevenzione e repressione della criminalità mafiosa a seguito della strage di piazza Scaffa a Palermo , che rappresenta il più grave e plateale attacco alla società palermitana provocando una carica intimidatoria finora mai registrata nei confronti della convivenza civile e che si presta ad essere letta non solo come regolamento di conti fra cosche, ma piuttosto come avvertimento da parte della mafia all'intera comunità regionale; se il Governo intenda assumere iniziative per rivedere la legislazione antimafia e la relativa regolamentazione applicativa al fine di renderla da una parte più incisiva e dall'altra suscitare un maggiore consenso popolare in appoggio ad essa , considerato che è urgente saldare pienamente la coscienza antimafiosa  ormai largamente diffusa con l'opera dello Stato e dei poteri pubblici per la progressiva emarginazione ed espulsione della mafia dal tessuto civile, sociale, e politico della Sicilia; come intenda fare applicare i provvedimenti di ordine pubblico, preventivi e repressivi contro la mafia evitando la generale ed indiscriminata criminalizzazione di fenomeni sociali, di attività economica, considerato che la chiarezza rap - presenta uno dei presupposti fondamentali per una efficace lotta alla mafia ; quali iniziative intenda assumere per rendere l'azione amministrativa e l'intervento pubblico in economia trasparente e celere onde evitare che nella opacità dei provvedimenti e nei ritardi della spesa si infiltrino intermediazioni di tipo mafioso che indeboliscono il ruolo dei poteri democratici e provocano la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni repubblicane ; il giudizio del Governo sulla inquietante constatazione che, come alla fine dell'attività della prima Commissione antimafia si è registrata la strage di viale Lazio, così a due anni dalla legge La Torre-Rognoni e dalla istituzione dell'alto commissario, si registra l'eccidio di piazza Scaffa» (3-01291); 

Reggiani, al ministro dell'interno, 

«per conoscere le notizie in possesso del Governo in ordine alla strage di otto persone verificatasi a Palermo nella notte tra il 1 7 e il 18 ottobre 1984 e quali provvedimenti intenda adottare per far fronte all'ondata di criminalità che imperversa in quella città» (3-01292); 

Pollice, al ministro dell'interno, 

«per conoscere quali provvedimenti sono stati assunti a Palermo dopo l'orrenda strage che ha causato 8 vittime ; quali orientamenti e quale direzione hanno assunto le indagini anche in ordine ai primi maldestri tentativi di non considerare mafioso l'eccidio ; quali indirizzi e linee di azione preventiva erano state assunte nei confronti del mondo criminale in cui operavano gli uccisi, notoriamente facenti parte di un gruppo malavitoso conosciuto a Palermo, nel quartiere specifico» (3-01293); 

Cicciomessere, Spadaccia, Melega, Pannella e Crivellini, al ministro dell'interno, 

«per conoscere le sue valutazioni sulla strage di chiara marca mafiosa verificatasi a Palermo il 18 ottobre in una stalla nella quale sono stati trovati otto cadaveri; le misure adottate e da adottare per rendere più incisiva l'azione delle forze dell'ordine contro il fenomeno mafioso; se conferma inoltre le opinioni espresse alla stampa sulla estensione ai criminali mafiosi della cosiddetta legislazione "premiale" o se — dopo più attenta riflessione — ritenga di dovere scartare una simile eventualità» (3-01294); 

Bozzi, De Luca, Serrentino e Patuelli, al ministro dell'interno, «per sapere se e quali elementi sono in possesso del Governo per dare precisa connotazione all'eccidio degli otto giovani compiuto nella stalla di piazza Scaffa a Palermo e se e quali altre iniziative s'intendono prendere: per prevenire e reprimere nell'area in questione un'ulteriore spirale di criminosa violenza che ha ormai raggiunto livelli di effettivo allarme sociale; per individuare e colpire il cosiddetto terzo livello che offre alla criminalità organizzata grande copertura nel mondo economico e politico» (3-01295). 

L'onorevole ministro dell'interno ha facoltà di rispondere. 


OSCAR LUIGI SCÀLFARO, Ministro dell'interno. 

Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, desidero iniziare pregando lei, onorevole Presidente, di essere autorevole tramite per un mio personale ringraziamento al Presidente della Camera, sia per aver fissato questo punto all'ordine del giorno, ma più ancora perché, essendomi rivolto al Presidente della Camera ed al Presidente del Senato nei primissimi momenti successivi all'arrivo della notizia del delitto avvenuto a Palermo, ho trovato una profonda comprensione; ero infatti in partenza per una riunione da svolgersi in Sardegna a causa dell'intensificarsi preoccupante dei sequestri di persona e scrissi, allora, una lettera ai Presidenti dei due rami del Parlamento, dichiarando, come mio dovere, la totale disponibilità a riferire alle Camere. Ora, mi trovo a dare la notizia dei fatti, quando vi è un'istruttoria ai primi passi e, quindi, in fondo, sui fatti molte notizie in più non si sanno. E per stare ai fatti: alle 6,40 del 1 8 ottobre perveniva alla centrale operativa della questura di Palermo una telefonata anonima con la quale si segnalava, in modo generico, che all'interno di una stalla nei pressi di piazza Scaffa si trovavano otto cadaveri. 

A seguito di minuziose ricerche, alle ore 7,30 circa, personale della polizia di Stato localizzava la stalla tra Corso Mille e via Brancaccio — in un a zona decentrata della città — in un agglomerato di box e casupole semidiroccate, siti su terreno di proprietà comunale e adibita abusivamente a ricovero per equini. Nel luogo venivano rinvenuti effettivamente i corpi di otto uomini, uccisi con armi da fuoco. Tre cadaveri si trovavano negli spiazzi antistanti alle stalle, mentre i corpi degli altri cinque giacevano nei due locali ove erano custoditi una quindicina di equini. 

La loro identità veniva accertata, per alcuni, con i documenti di riconoscimento, per altri, a seguito di accertamenti. Le persone sono state così identificate: Cosimo Quattrocchi, nato a Palermo il 17 agosto 1946 ed ivi residente in largo Medaglie d'Oro n. 4, macellaio con esercizio di vendita di carne equina in via G . Naso n. 2, pregiudicato per atti osceni in luogo pubblico; Francesco Quattrocchi, fratello del primo, nato a Palermo il 2 1 luglio 1950, ivi residente in via Capinere n. 17, commerciante di bestiame, pregiudicato per furti aggravati e associazione per delinquere (denunzia anno 1974), violenza carnale, contravvenzioni per porto abusivo di armi, lesioni e diffidato ai sensi della legge n. 1423 del 1956; Cosimo Quattrocchi, nato a Palermo il 10 gennaio 1956 ed ivi residente in via Corrao, cugino dei fratelli Cosimo e Francesco, macellaio con esercizio di vendita di carne equina in via Gustavo Roccella n. 83, incensurato; Marcello Angelini, nato a Palermo il 9 marzo 1961 ed ivi residente in via Capinere 17, genero di Francesco Quattrocchi , che collaborava con il suocero nel commercio del bestiame, incensurato; Salvatore Schimmenti, nato a Polizzi Generosa (Palermo) il 31 marzo 1945 e residente a Palermo in via Piediscalzi 2, dipendente dell'Ente acquedotto siciliano e mediatore di bestiame, pregiudicato per furto ; Giovanni Catalanotti, nato a Palermo il 23 ottobre 1944 ed ivi residente, venditore ambulante di frutta e verdura, pregiudicato per furti e associazione per delinquere (denunzia anno 1971), porto abusivo d'armi, diffidato ai sensi della legge n. 1423 del 1956 e già sorvegliato special e della polizia; Paolo Canale, nato a Palermo il 14 agosto 1960 ed ivi residente in via Brancaccio 24, straccivendolo, pregiudicato per porto di coltello di genere vietato; Antonino Federico, nato a Palermo i l 1 0 luglio 1959, ivi residente in via XXVII maggio n. 28, disoccupato, incensurato . Dalle prime indagini esperite in collaborazione dalla polizia di Stato e dall'Arma dei carabinieri, d'intesa con la magistratura, è emerso che il delitto era stato commesso all'incirca tra le 21,30 e le 22 del giorno precedente, come è stato accertato da successiva perizia necroscopica. Gli esecutori, che verosimilmente avevano fatto irruzione improvvisa nei locali ove erano riunite le vittime, avevano usato almeno una pistola calibro 9 Parabellum bifilare ed un fucile calibro 1 2 caricato a pallettoni (lupara). Non sono state riscontrate tracce di colpi di arma da fuoco non andati a segno. Le vittime si trovavano in quel luogo probabilmente per accudire a circa 20 cavalli, la maggior parte dei quali prelevati in precedenza presso la stazione ferroviaria. Detti cavalli, provenienti dalla Romania e destinati alla macellazione, erano stati acquistati da Cosimo Quattrocchi e Salvatore Schimmenti dalla SIEB, società a responsabilità limitata dei fratelli Michele e Rocco La Torre, con sede in Molfetta. Altri due cavalli, già in precedenza nella stalla, erano di proprietà, rispettivamente, di Giovanni Catalanotti e Paolo Canale. 

Tali locali, adibiti a stalla, sono limitrofi a quelli già utilizzati, per deposito e demolizione di autovetture, da Giuseppe Ambrogio, ucciso 1'11 marzo 1981 ad opera di appartenenti al noto gruppo mafioso della zona — facente capo alle famiglie dei Marchese, Vernengo, Zanca e Greco — perché ritenuto persona loro avversa e non affidabile. Sul luogo del delitto sono stati rinvenuti: 7 cartucce per fucile calibro 12   esplose alcune supercorazzate e altre solo corazzate; 1 cartuccia per fucile calibro 12 inesplosa, caricata a pallettoni; 1 cartuccia inesplosa per pistola calibro 9 lungo marchio NATO anno fabbricazione 1978 — Fiocchi Lecco; 1 bossolo per pistola calibro 9 lungo; 1 proiettile della stessa arma. Nei cadaveri, nel corso dell'autopsia, sono stati rinvenuti complessivamente: 1 6 pallettoni tipo 3/0; 10 pallettoni tipo 8/0; 30 pallettoni tipo 11/0; 1 proiettile calibro 9 Parabellum. 

Le vittime, incensurate o con precedenti penali di non particolare rilievo, non risulterebbero affiliate o collegate alla mafia, anche se operavano nel settore del commercio del bestiame, da sempre ritenuto oggetto di attenzione e di scontro da parte di gruppi mafiosi. Dediti a tale commercio erano, in particolare, i Quattrocchi, Schimmenti ed Angelini, mentre Catalanotti e Canale avevano interessi collegati alla proprietà ed all'attività agonistica dei propri cavalli. Nessun particolare interesse è invece, al momento, attribuibile al Federico. Allo stato, non sussistono elementi univoci di riscontro che consentano di attribuire una precisa matrice al fatto criminoso in argomento, anche se le modalità di esecuzione del delitto sembrano proprie della mafia o, comunque, della criminalità organizzata. Sono comunque considerate e seguite tutte le possibili ipotesi. In primo luogo, il delitto potrebbe essere stato causato da motivi di vendetta per questioni connesse all'attività di commercio dei cavalli. L'azione sarebbe stata diretta, in tale caso, soprattutto nei confronti dei Quattrocchi e gli altri sarebbero verosimilmente rimasti coinvolti nell'eccidio perché presenti in quel momento sul posto. Altra ipotesi sarebbe quella della mancata sottomissione e dell'atteggiamento ostile eventualmente mostrato dalle vittime nei confronti dell'anzidetta cosca mafiosa predominante nella zona. In tal caso, si tratterebbe di punizione diretta a riaffermare il proprio prestigio. Si è pensato anche che il delitto sia maturato nell'ambiente delle corse dei cavalli. Infine, l'azione criminosa — nell'ipotesi che le vittime o parte di esse operassero con la protezione del citato gruppo mafioso — potrebbe avere avuto il fine di colpirlo indirettamente. In tal caso, il delitto potrebbe avere una relazione con la recente uccisione di Rinaldo Rimi, appartenente ad una delle famiglie ritenute attualmente soccombenti nelle lotte di mafia degli ultimi anni. Non sussistono, al momento, elementi per suffragare l'ipotesi di un collegamento con le rivelazioni del noto mafioso Tommaso Buscetta. 

Sta assumendo, comunque, maggiore consistenza l'ipotesi della mancata sottomissione e dell'atteggiamento ostile nei confronti del clan mafioso avente prevalenza criminale nella zona e della conseguente spedizione punitiva, con intenzionale platealità a evidente scopo intimidatorio. Ha perso invece del tutto consistenza l'ipotesi secondo cui fra i moventi del crimine potesse esservi un collegamento delle vittime con l'ambiente delle scommesse e corse clandestine dei 'cavalli. Infatti, gli animali rinvenuti nella stalla, teatro dell'eccidio, erano sicuramente destinati alla macellazione, né sono emersi elementi che possano indurre a ritenere che qualcuna delle otto vittime si interessasse alle corse o fosse dedita alle scommesse clandestine. Da parte delle forze dell'ordine sono in corso accurate ed approfondite investigazioni. Sono stati controllati quartieri, eseguite numerose perquisizioni, in massima parte riguardanti sospetti mafiosi. Sono state fermate quaranta persone sul conto delle quali sono stati esperiti accurati accertamenti ed alcune di esse, particolarmente sospette, sono state sottoposte a rilievi dattiloscopici ed al guanto di paraffina. Sono state identificate ed interrogate le persone abitanti in prossimità di piazza Scaffa al fine di acquisire eventuali testimonianze. Si stanno svolgendo, infine, approfondite indagini volte a ricostruire nel modo più completo la vita e la condotta delle otto vittime.


La polizia di Stato e l'Arma dei carabinieri, con rapporto congiunto del 21 scorso, indirizzato alla procura della Repubblica, hanno altresì chiesto di esperire accertamenti bancari. È chiaro che sono in corso altri accertamenti, ma la Camera comprende che sono coperti da riserbo e segreto istruttorio. Per quanto riguarda il potenziamento dell'attività di polizia, si rileva che già in precedenza era stato intensificato il controllo del territorio cittadino mediante il notevole aumento delle pattuglie volanti, il cui numero è stato recentemente portato da dodici a trenta. Ultimamente è stato istituito il commissariato di pubblica sicurezza di Brancaccio e al più presto sarà creato, non appena reperiti i necessari locali, un nuovo ufficio di polizia intermedio tra i quartieri San Lorenzo Colli e Cardillo. 

Al fine di conseguire un sempre più efficace coordinamento tra le forze di polizia, e con la magistratura, è stata intensificata l'attività del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che si riunisce con assidua frequenza, con l a partecipazione anche di un rappresentante dell'autorità giudiziaria, degli enti locali, di uffici statali o regionali. Da parte sua, l'alto commissario 1'1 1 ottobre scorso ha tenuto un'apposita riunione per imprimere impulso all'attività di prevenzione e repressione nei confronti della criminalità mafiosa e per un esame complessivo della situazione della sicurezza pubblica nella zona. Alla riunione hanno partecipato i questori di Palermo, Caltanissetta ed Enna; il vicequestore vicario di Agrigento, i comandanti delle legioni dei carabinieri e della Guardia di finanza di Palermo, nonché i comandanti del nucleo regionale di polizia tributaria e del gruppo carabinieri di Palermo. Sono state impartite le seguenti disposizioni: agli organi di polizia di Palermo di approfondire al massimo le indagini per gli omicidi consumati negli ultimi giorni a Bagheria contro l'ex senatore Mineo ed il suo consulente finanziario Salvatore Presentato nonché quelle relative alla rapina, avvenuta di recente in un'armeria di Palermo, di 120 pistole (sempre che rapina sia); 

al vice questore vicario di Agrigento , ai questori di Enna e Caltanissetta, disposizioni particolari per le zone e le questioni di loro competenza ; 

al comandante del nucleo regionale di polizia tributari a di concludere le indagini patrimoniali già richieste da alcuni mesi su Vito Ciancimino, perché possano essere fornite alla magistratura prima della camera di consiglio fissata per il 30 ottobre prossimo venturo. 

Ho riferito al Consiglio dei ministri i fatti di Palermo e le considerazioni che avevo il dovere di fare. Ho inoltre _preso spunto dai fatti di Torre Annunziata, dai risultati delle riunioni tecniche da me presiedute a Sassari e a Palermo (entrambe con la presenza dei massimi rappresentanti della magistratura e dei magistrati direttamente responsabili delle indagini in corso), per chiedere al Consigli o dei ministri che le forze dell'ordine siano potenziate. 

Porterò alla prossima riunione del Consiglio dei ministri delle proposte concrete. Intanto, prima ancora che avvenissero i fatti e in vista soltanto di ciò che era avvenuto a Torre Annunziata ed in Sardegna, avevo già dato disposizioni per la convocazione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito questa mattina. Io stesso ho fatto in quella sede una relazione dettagliata, ma vi sono state anche le relazioni del capo della polizia, dell'alto commissario, del comandante generale dell'Arma dei carabinieri, del comandante generale della Guardia di finanza e del direttore del SISDE, non solo sui problemi attinenti alla Sicilia, ma anche su quelli dell'ordine e della sicurezza pubblica in generale e della Campania, della Sardegna e della Calabria in particolare. 

Avute le proposte che sono in elaborazione, mi riservo di presentare al Consiglio dei ministri le richieste, assoluta - mente essenziali, che le forze dell'ordine siano adeguate, nel numero e nei mezzi, all'aggressione così pervicace allo Stato. Devo aggiungere che, in attesa che tali proposte vengano accolte e possano essere eseguite, il maggiore impegno che era già in corso in queste zone viene intensificato. Ma devo anche dire che un impegno maggiore — che sia intenzione e volontà di attuare — può essere posto in essere solo spostando provvisoriamente delle forze da altre zone del territorio nazionale. È una scelta politica non facile, della quale ho il dovere di assumere la responsabilità, ma che posso condurre a termine solo nel momento in cui il Consiglio dei ministri l'approverà, in modo di avere la certezza che queste soluzioni provvisorie siano veramente tali. Mi riservo, come è mio dovere, di tenere al corrente il Parlamento di ciascuna di queste cose: in Assemblea, nelle Commissioni, ovvero nella Commissione bicamerale presieduta dall'onorevole Alinovi, insomma nella sede che il Parlamento riterrà più opportuna, portando dati precisi e sull'evolversi delle indagini, sia pure nei limiti del segreto istruttorio, e sul concretarsi di provvedimenti per aumentare e rafforzare la presenza dello Stato nelle zone particolarmente aggredite. 

Vengo ora a qualche commento che ritengo che il ministro dell'interno abbia il dovere di fare. Non sottovaluto il fatto avvenuto a Palermo; non lo sottovaluto come terribile prova che la capacità criminosa ha risorse imprevedibili Occorre infatti dire con dura chiarezza che, se fossero stati presenti migliaia di uomini delle forze dell'ordine in più, fatti di questo genere, dolorosamente, sarebbero avvenuti ugualmente, senza averne notizia s e non da telefonate postume. 

Gli uomini delle forze dell'ordine che hanno maggiore esperienza hanno ricordato, in talune delle riunioni di cui ho parlato, alcuni episodi in cui, con certezza aritmetica, sono scomparse più di 10 persone, senza che si sia trovata neppure traccia deì cadaveri. Non sottovaluto il fatto, anche nei' suoi aspetti umani: il disprezzo della vita, una catena che pare invincibile di dolori, di lacrime, di umana disperazione; famiglie lacerate e forse ormai cariche di odio, pronte a terrificanti rivalse; uomini che uccidono quasi certamente su commissione, a prezzo doppiamente vile. 

E il silenzio, -e il buio che avvolgono ogni fatto, spengono il grido delle vittime e l'eco sinistra degli spari. E allora delle domande si impongono: ma c'è lo Stato? 

E la sua presenza serve a qualcosa? 

Ed è possibile prevenire, è possibile impedire che tali barbarie si ripetano? 

E può venire la tentazione di cercare ad ogni costo e comunque colpe, omissioni, connivenze, e soprattutto colpevoli. 

Devo anzitutto testimoniare che lo Stato c'è; sì, ripeto, lo Stato c'è! 

Sarebbe miseria e ingiustizia non dire una parola di solidarietà, di conforto, di appoggio a chi nell'isola e a Palermo rappresenta lo Stato: dalle responsabilità più elevate, a tutti gli uomini delle forze dell'ordine. È impegno duro, the non conosce tregua, che troppe volte non conosce la soddisfazione del successo. 

Lo Stato c'è, ma ha bisogno di due indispensabili condizioni: in primo luogo il rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine. La Campania attende maggiori forze; la Sardegna ne ha vitale necessità anche solo per controllare più e meglio il difficile ed aspro territorio; la Calabria ha zone assai scarsamente coperte; la Sicilia ha urgenza di moltiplicare tali presenze. Il ministro dell'interno, dopo aver alzato la sua voce di allarme al Consiglio dei ministri, la alza qui davanti al Parlamento. 

Gli uomini che abbiamo sono impegnati al massimo delle loro capacità e delle loro possibilità. L'impegno è duro e comporta fatiche e rischi   I mali che combattiamo sono antichi e terribilmente radicati. Occorrono più uomini! Ma vi è una seconda condizione senza la quale ogni sforzo, ogni lotta diventano assai più difficili e perdono di vigore e di efficacia. Forse i colleghi mi assolveranno per questa seconda citazione che è molto legata all'avventura della mia vita, di 39 anni in quest'aula alla quale — ho detto tante volte — sono legato da amore intensissimo. Ed allora, mi consentano di dire che si sente il bisogno, l'indispensabile bisogno, che attorno a questo impegno sia vivo e vigile tutto il Parlamento. 

Non è momento questo di sentire il Parlamento quasi più teso a critica che cerca responsabilità, che non proteso in una solidarietà, anche attenta a manchevolezza e a colpe, ma capace di dare forza allo Stato che è impegnato in una lotta senza quartiere contro ogni crimine e ogni delitto. Non vi chiedo, onorevoli colleghi, al - cuna fiducia per me. Non pretendo questo, non vi penso neppure. I ministri passano. . . 

Ma lasciatemi dire che vi chiedo — e lo chiedo a tutte le parti politiche — solidarietà, conforto, consiglio, protezione, anche critica per tutte queste forze schierate a difesa della sicurezza del cittadino e dello Stato. 

Ricordiamo i tempi più insanguinati del terrorismo. Quante volte il Governo fu qui a questo banco ad annunziare lutti e tragedie che parevano, anzi che erano sconfitte dello Stato! 

E quante volte, passati i tempi di incertezza, la solidarietà si riconfermò decisa e capace di dare forza, di trasfondere fiducia in ogni responsabilità, in ogni uomo. Ora, è il caso di ripeterlo, la situazione della lotta alla criminalità organizzata e comune è fatto più difficile ed anzi di - verso dalla lotta al terrorismo. 

Dissi più volte: il terrorismo aggredisce lo Stato dall'esterno, lo aggredisce da parte di chi è fuori e contro lo Stato; ed è fenomeno nuovo. 

La criminalità organizzata è malattia antica, molto, troppo antica: ha radici lontane ed è male all'interno dello Stato che rende più difficile i l distinguersi, lo schierarsi contro. Il tipo di silenzi e di omertà che avvolge la criminalità mafiosa è ben diverso dal silenzio dei brigatisti, dalla loro clandestinità. 

Di fronte alla criminalità organizzata bisogna prepararsi a momenti difficili, a sorprese del tutto imprevedibili. Ma guai a non vedere i successi, a non prendere atto di tanto lavoro compiuto e di tanti passi avanti realizzati. La collaborazione tra magistratura e forze dell'ordine, il coordinamento tra magistrati, sono realtà, sono conquiste che danno e daranno — lo conferma il ministro dell'interno — con certezza ancora maggiori risultati. Altra indispensabilità è che noi manteniamo i nervi a posto. Io cerco di non tralasciare ogni iniziativa, ogni appoggio, ogni presenza. 

Vorrei però dire qui in Assemblea che ho sentito qualche commento per il fatto che, sia in Sicilia sia in Sardegna, alle riunioni tecniche che sono state svolte non sono stati invitati — ed in un certo senso me ne posso scusare — i presidenti delle due regioni. Ma queste riunioni erano esclusivamente tecniche, tra magistrati, prefetti, questori, rappresentanti dei carabinieri, della polizia di Stato e della Guardia di finanza. La loro finalità era individuare dove vi fosse da rafforzare, dove esistessero lacune; null'altro. Questa è la ragione. Se si fosse trattato di riunioni analoghe a quelle che in altre occasioni ho promesso, ad esse avrei invitato i presidenti delle giunte regionali, che appunto a quelle riunioni tenute in passato furono invitati, per svolgere la relazione di fondo sulla quale si apriva la discussione. Ma, a proposito di presenza, vorrei ripetere che il recarsi del ministro sui luoghi più impegnati e più sofferenti vuole solo essere segno di solidarietà, di conforto, di appoggio. Vuole conoscere cosa si possa fare di più e di meglio; e questo lo vuole chiedere anzitutto ai magistrati che hanno la delicata responsabilità di dirigere le indagini e meritano ogni collaborazione, la più completa, la più esauriente, la più tecnicamente valida ed efficace. A noi viene chiesta prevenzione, sia con attenta opera investigativa, sia con una adeguata presenza di uomini sempre più qualificati e tecnicamente attrezzati. Ma a noi viene anche chiesta grande serenità di valutazione, resistenza al male, ma resistenza pure ad emotività poco consone a responsabili dello Stato. Il cittadino deve essere sicuro che lo Stato è impegnato in ogni modo per la sua sicurezza, per la lotta alla malavita, lotta senza soste e senza quartiere. Il cittadino deve avere certezza che lo Stato, nelle connivenze, nelle responsabilità, respinge generalizzazioni e polveroni, ma vuole con tutte le sue forze cercare e affermare la verità, con il coraggio morale, una volta constatata, di applicare l a giustizia senza tentennamenti, senza discriminazioni, verso tutti, verso chiunque. Quando lo Stato democratico è capace con la sua giustizia attenta, accorta, prudente, paziente, non impulsiva, che non dà spazio a protagonismo, una giustizia non di parte; quando lo Stato democratico è capace di processare veramente a l di fuori e al di sopra di ogni fazione, politici, amministratori, generali, magistrati è uno Stato democratico forte. Rimane ancorato al dettato costituzionale che colpevole è colui che è condannato con sentenza definitiva, ma dà certezza di esser e capace di non fermarsi di fronte a chicchessia. Ripeto, allora: questo Stato è giusto, è forte; dà garanzia al cittadino. Ebbene, onorevoli colleghi, quanto più Parlamento, Governo, magistratura, ciascuno nelle proprie responsabilità, sa - ranno coordinati per lo stesso fine della lotta al crimine, tanto più sarà certo e vicino il momento della totale, conquistata sicurezza per il popolo italiano. A ciascuno di noi l'onore di non essere stati assenti (Vivi applausi). 


PRESIDENTE. L'onorevole Gunnella ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la sua interrogazione n. 3-01279. 

ARISTIDE GUNNELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimiamo la nostra soddisfazione per la risposta data dal ministro alla nostra interrogazione e desideriamo fare alcune sottolineature, per rafforzare il discorso del ministro i n termini di fiducia nello Stato. 

Certamente, soprattutto in questi ultimi tempi, la fiducia nello Stato si è accresciuta i n Sicilia, particolarmente a Palermo, ma chi in quella città vive ed opera si trova di fronte ad una atmosfera di grande penosità, una atmosfera che pesa duramente su ogni attività. Voglio dire, signor ministro, che lo Stato si esprime, nel modo in cui si è espresso in questi ultimi tempi, con efficacia, con coordinazione, moltiplicando gli interventi e tentando sempre più un'azione di prevenzione e, quindi, di individuazione dei focolai di infezione, sia mafiosa che di delinquenza comune. Però l'atmosfera che regna a Palermo non può essere cambiata soltanto con affermazioni; attività economiche che si chiudono portano ad una disoccupazione crescente e l'azione di coordinamento tra magistratura, polizia, carabinieri, Guardia di finanza e tutti gli altri organismi istituzionali dello Stato può dare i suoi frutti se accompagnata, soprattutto in questi momenti delicati, dall'azione economica che deve essere anche prerogativa dello Stat o e non solo degli enti locali .Le proposte che il ministro ha formulato sono indubbiamente serie e devono essere valutate adeguatamente, però vorrei dire che non crediamo all'ipotesi della intimidazione con otto morti, per - ché .l'intimidazione si fa uccidendo, ad esempio, venti cavalli. Siamo di fronte ad un atto di vera e propria mafia e bisogna andare fino in fondo per conoscere la matrice di quell'eccidio in quella zona, che ha terrorizzato Palermo e che potrebbe ripetersi — Io ha detto lo stesso ministro — anche se le forze dell'ordine fossero potenziate. Se dobbiamo andare alla radice di questo fenomeno bisogna moltiplicare gli sforzi anche in direzione di altri obiettivi che abbiamo indicato quali quelli, ad esempio, dei meccanismi economici. 

Indubbiamente è necessario il potenziamento di pattuglie speciali antimafia o anticrimine organizzato per l'individuazione di persone e attività che si collocano al limite del crimine, specialmente in questa zona incerta dove si fabbricano i delitti e i killer; 

bisogna andare non tanto alla ricerca di una complessità di motivazioni, — anche se questo pur bisogna fare —, ma alla individuazione dei killer e dei colpevoli dai quali poi risalire a coloro i quali operano con azioni di terrorismo in una città terrorizzata al di là di ogni e qualsiasi immaginazione e che pertanto deve essere oggetto di particolare attenzione e di fiducia . Devo dire che Palermo ha fiducia negli organi dello Stato. C'era un'atmosfera di scetticismo o di non collaborazione, fra le popolazioni, a volte portate all'indifferenza e all'incredulità che l'azione dello Stato potesse o possa portare a dei risultati positivi; oggi vi sono dei risultati postivi. Il potenziamento di forze specializzate non è tanto nel numero o soltanto nel numero, signor ministro, ma piuttosto nel fatto che tali forze specializzate possano avere nel coordinamento guidato dal commissariato antimafia, un potenziamento non soltanto per colpire i centri mafiosi ma anche i livelli intermedi della criminalità, per arrivare alla sua identificazione. 

A nome del mio gruppo, esprimo pertanto, con la soddisfazione derivata dalla risposta del ministro e con la fiducia riconfermata agli organismi dello Stato , anche l'augurio che le proposte del ministro, integrate da ciò che emergerà da questo dibattito in Parlamento, soprattutto per quanto riguarda le pattuglie speciali, antimafia e anticrimine organizzato , possano trovare accoglimento da parte del Governo e del Parlamento, in modo tale da dare una dimostrazione non sol - tanto che lo Stato è presente, ma che l o Stato può agire ed ottenere risultati positivi.


PRESIDENTE. L'onorevole Pumilia ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto pe r la sua interrogazione n. 3-01281 . CALOGERO PUMILIA.


Signor Presidente, onorevole ministro, io manifesto, anche a nome degli altri firmatari della mia interrogazione, apprezzamento per le dichiarazioni da lei rese e solidarietà per la magistratura e per le forze dell'ordine così duramente impegnate in una battaglia diuturna in una delle zone più difficili del nostro paese. Noi siamo consapevoli della pericolosità e della ferocia del fenomeno mafioso; se non lo fossimo, saremmo richiamati costantemente dallo spessore dell'intervento di questo fenomeno. Noi abbiamo consapevolezza dell'intreccio di interessi — dalla droga ai taglieggiamenti, talvolta all'utilizzazione distorta del denaro pubblico — e del peso che nella realtà palermitana ha un'economia che ha in una misura certamente notevole questa provenienza, dei guasti devastanti che crea nel tessuto sociale, della forza del condizionamento che genera, della capacità di arruolamento di cui dà prova. Noi esprimiamo il timore che, anche in ragione della capacità che ha lo Stato di infliggere colpi crescenti all'organizzazione mafiosa, il peso e il condizionamento di questo tipo di economia, tra virgolette, possa ulteriormente determinare nella realtà siciliana e palermitana in particolare

Riteniamo pertanto opportuno, come lei signor ministro ha detto, potenziare la presenza delle forze dell'ordine, bruciare il terreno della manovalanza criminale, ridurre la disponibilità di giovani disperati che sottraggono vite altrui e preparano la distruzione delle proprie . Certo, lo Stato c'è, signor ministro, e lo vediamo giorno per giorno, dicevo, nell’impegno dei magistrati e nell'impegno delle forze di polizia. Ma lo Stato occorre che ci sia anche sotto un altro aspetto: che sia sempre più crescente la sua presenza in tutti i suoi campi d'azione, in particolare in quello economico, dando una certezza del lavoro che riduca gradualmente lo spazio della disperazione   quindi lo spazio della manovalanza, che finisce per essere uno dei punti di forza sopra i quali opera la mafia. Lo Stato è anche capacità e deve esser e sempre più capacità di far crescere una coscienza civile che induca tutte le espressioni dello Stato stesso all'assolvimento pieno del proprio dovere, riducendo gli spazi del malcostume, del malgoverno, delle protezioni e delle connivenze. L'economia mafiosa, mentre ha dato un potere enorme alla mafia rendendo non essenziale, come in passato, la penetrazione della stessa nelle strutture dello Stato, ha reso però essenziali crescenti connessioni con un livello, il terzo, lo vogliamo chiamare, della società palermitana e di alcuni spicchi della realtà siciliana che erano tradizionalmente estranei alla «cultura», alla mentalità mafiosa. Non sono possibili, pertanto, non dico connivenze, ma silenzi, omissioni, solidarietà di casta, di gruppo o di partito. E necessaria una coscienza forte, vigile; vorrei dire, con una parola che, riferita alle polemiche sempre sottese alle vicende della mia terra, rischia di esser e purtroppo retorica inutile, una coscienza unitaria della pericolosità del fenomeno.


Noi rappresentiamo tutti quanti una Sicilia estranea a questa realtà mafiosa, una Sicilia inorridita; in alcune sue parti, una Sicilia intimidita.  Il fenomeno è antico, certo; difficile da sradicare, signor ministro, e spesso è anche un fenomeno su cu i si rischia di vedere sollevati dei polveroni inutili. Vorrei terminare, signor Presidente, colleghi, leggendo pochissime righe, che condivido, di una giornalista di un quotidiano della sera di Palermo, che non appartiene né è vicino certamente alla mia parte politica: «Vogliamo dire che diffidiamo delle teorie che i fatti poi si incaricano di confondere e contraddire. Vogliamo anche dire che le mafie sono tante e che vanno studiate, indagate, penetrate una per una. Ad ognuna va dato il suo. 

Certo; occorre intelligenza, lavoro paziente, disponibilità di mezzi non indifferenti, freddezza di giudizio anche di fronte a sobbalzi paurosi come quello che ora» — si riferisce al recentissimo eccidi o di Palermo — 

«diciamolo senza enfasi, fa inorridire il mondo civile. Occorre anche che lo Stato, gli inquirenti, i giudici e l a stessa opinione pubblica tracannino un a buona dose di sano pirronismo, di quello scetticismo cioè che nel diciottesimo se - colo indusse i dotti di Francia a sospendere il giudizio sulla attendibilità della storia romana antecedente a Pirro perché infarcita di una quantità di fatti inventati per motivi in parte soggettivi ed in parte oggettivi dai primi storici. E noi, per quanto riguarda la mafia o le mafie, siamo purtroppo ancora fermi alla leggenda, ai romanzi.  

È ora di voltare pagina» — conclude. 

Per terminare vorrei ricordare che a i tempi della prima Commissione antimafia apparve chiaramente e si consolidarono due opposte tendenze: da una parte, di ritenere che tutto fosse mafia, da altre parti di ritenere che nulla fosse mafia. Tra queste due opposte errate concezioni vi è uno spazio notevole di accerta - mento della verità, che non si fermi di fronte a nessuna soglia, di fronte a nessun palazzo, che investa tutta intera l a realtà siciliana per indagarla con il rigore di cui ha dato prova recentemente lo Stato per liberare la regione siciliana dalla piaga che l'affligge.


PRESIDENTE. L'onorevole Antonino Mannino ha facoltà di dichiarare s e sia soddisfatto per l'interrogazione Napolitano n. 3-01282, di cui è cofirmatario.


ANTONINO MANNINO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, onorevole ministro, sono dolente di non potermi dichiarare pienamente soddisfatto della risposta del ministro Scalfaro perché , anche se importanti e significativi sono i propositi annunciati (ed io credo che interessanti potranno anche essere le proposte concrete che verranno avanzate pe r rafforzare la lotta dello Stato democratico contro la criminalità mafiosa), tuttavia non possiamo ritenerci soddisfatti per quello che è avvenuto, per il passato , che pure negli ultimi mesi ha segnato una progressione notevole nell'impegno della lotta alla mafia, da parte dello Stato, ed ha segnato anche qualche successo significativo. Come non ricordare, ad esempio, non senza amarezza — e questo non certo pe r polemica — il fatto che in quest'aula appena qualche mese fa avevamo postulato l'esigenza di operare un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine in una zona particolarmente calda come quella compresa, per esempio, tra Capace e Castellammare del Golfo, e che proprio lì sono avvenuti fatti quali l'uccisione di Leonardo Rimi e del suo guardaspalle, di un noto imprenditore e così via? Tutto ci ò ha evidenziato quanto fosse insufficiente il grado di previdenza da parte delle forze dello Stato, e quanto fondata fosse la nostra preoccupazione. Prendo atto della richiesta di solidarietà che qui è stata avanzata dal ministro dell'interno; vorrei ricordare, però, che è necessario che qualcosa cambi, sia nell'atteggiamento delle forze politiche dominanti, e in particolare della democrazia cristiana, sia nell'orientamento e nella concreta politica di polizia e di sicurezza dello Stato. Signor Presidente, signor ministro, è u n fatto che nella città di Palermo la violenza sembra ormai dominare tutto. È una citt à dove nulla funziona, neppure il campo sportivo: non funziona la scuola, non funzionano i trasporti, il cittadino si deve arrangiare; è giorno per giorno una sorta di corsa ad ostacoli. C'è una crisi profonda della vita democratica, che ha lasciato quel comune in crisi per mesi: ma a fronte di questo ancora una volta non è venuta una risposta chiara, un appello al popolo, agli elettori. Adesso probabilmente si arriverà ad un commissariamento. Noi chiediamo un intervento alto e autorevole dello Stato, che consenta una soluzione adeguata ai problemi di direzione di quella città. Rispetto a quei problemi sentiamo la responsabilità di sottolineare che due cose devono cessare. Deve cessare l'idea antica — da cui partirono molti uomini d i Governo della democrazia cristiana, del suo partito, signor ministro — che in fondo i voti e il consenso elettorale non puzzano; che si potesse impunemente, come è avvenuto negli anni '50, proceder e alla cooptazione di forze di mafia, ad incoraggiare la loro pressione sul potere costituito, in qualche modo a legittimarle. Questo deve cessare una volta per tutte, perché quello che è emerso dagli atti della vecchia Commissione antimafia torna ad emergere clamorosamente, e dice che il «terzo livello» non è una invenzione nostra, una invenzione dell'opposizione.


RAFFAELLO RUBINO. Ma ricordati che c'è anche qualcuno della democrazia cristiana che è stato ammazzato!


ANTONINO MANNINO. Sì, ed è a questo che vengo! E proprio la presa d'atto del fatto che un antico modo di fare politica deve cessare, che ha portato anche voi a d aver avuto i vostri morti! E noi li abbiamo sostenuti, abbiamo lavorato con loro per anni, abbiamo compiuto sforzi inauditi per anni, abbiamo avuto molta pazienza, e vi abbiamo dato molte aperture di credito, forse oltre il necessario! E questo ci è stato pure rimproverato! E alcuni di voi sanno che io lo posso affermare in tutta coscienza e consapevolezza! Quando Reina viene ammazzato, viene ammazzato perché tenta di cambiare in qualche modo rispetto al punto di vista del suo partito, della sua corrente. Il tavolo delle decisioni — quello al quale a Palermo siedono insieme uomini politici, affaristi, professionisti, esponenti della burocrazia — è stato da noi definito il «comitato di affari». Ed è lì che si doveva colpire, perché è di lì che è cominciata l'escalation cui abbiamo assistito. Ma di fronte a queste cose deve anche mutare l'orientamento delle forze dello Stato e della politica di polizia: non si può pensare di poter continuare ad utilizzar e piccoli o grandi delinquenti, magari per avere notizie. 

Devono finire quell'atteggiamento, quella mentalità che una volta facevano dire al comandante delle forze di repressione in Sicilia che tutto sommato a qualcosa la mafia era servita, se era servita ad abbattere Giuliano. 

Oggi viviamo nel nostro paese giorni tristi per la democrazia; emergono trame oscure, complicità, connivenze realizzate grazie a forze degli apparati dello Stato. Ma la gente, per avere fiducia nelle istituzioni e nella democrazia, deve avere chiarezza, deve avere certezza. E debbono averle anche i palermitani, tutti i siciliani, le cui speranze sono sempre state deluse, e sempre più spesso sono ancora deluse. Ma in questo senso noi riteniamo che debba esserci un'azione più convinta e più generale del Governo.Noi abbiamo fatto proposte precise, i n merito alla costituzione di un centro nazionale per le perizie e di gruppi di ricerca di latitanti, al rafforzamento de l centro elettronico interregionale, al ricorso all'archivio della banca dati dei conti correnti della Banca d'Italia. Questi sono argomenti decisivi: il ministro ha fatto riferimento alla lotta contro il terrorismo. E vero, contro il terrorismo noi fummo uniti, ma perché la classe operai a italiana ebbe il coraggio di rivedere alcuni tabù, alcuni di quelli che sembravano punti irrinunciabili della sua concezione. E scese così in campo ad appoggiare pienamente l'azione delle forze dello Stato. 

Ma oggi, negli orientamenti di determinate istituzioni dello Stato (le grandi banche, certi settori della borghesia) vediamo — come abbiamo potuto verificare nella visita a Milano — una certa resistenza a riconoscere che vi sono leggi, strutture, modi di funzionamento della società capitalistica (dal Comitato per il credito e il risparmio alla questione del segreto bancario) che sono autentici tabù che non si vuole colpire. E invece è proprio lì che bisogna colpire, come ha dimostrato la «legge La Torre», per debellare il fenomeno. Ed è proprio rispetto a questo problema che noi verificheremo il grado effettivo di solidarietà, e la vera volontà politica del Governo di combattere la mafia (Applausi all'estrema sinistra e de i deputati del gruppo della sinistra indipendente).


PRESIDENTE. L'onorevole Rizzo ha facoltà di dichiarare se sia sodisfatto per la sua interrogazione n. 3-01289.


ALDO RIZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro, devo anche i o dichiararmi insoddisfatto della risposta data dal ministro dell'interno alla mia interrogazione. E dico questo pur non mettendo in dubbio il sincero impegno del ministro Scalfaro nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. La mia insoddisfazione, signor ministro, è dovuta al fatto che anche dalle sue parole a me pare emerga un quadro chiaro, che mette in evidenza come ancora oggi, nonostante i tanti fatti delittuosi che si sono verificati, le forze di polizia non siano all'altezza della situazione che devono combattere. La strage di piazza Scaffa indubbiamente è un fatto da attribuire alla mafia, signor ministro. 

È impensabile che l'assassinio contemporaneo di otto persone, commesso in una zona a forte presenza mafiosa, possa essere commesso senza l'imprimatur, senza una chiara decisione di grossi boss della mafia. 

È un delitto certamente mafioso, anche se noi non riusciamo a capire quale è stato il movente specifico che lo ha determinato. 

Credo che sia opportuno mettere in evidenza come questa efferata azione delittuosa — che certamente segnala, conferma direi, il grado di arroganza al quale sono pervenute le organizzazioni criminali mafiose — sia da attribuire ad un a potente organizzazione mafiosa, che si è avvalsa di killer professionisti, se è vero, come è vero, che nessun colpo sparato dagli assassini è andato a vuoto. 

Attraverso quest'ultimo gravissimo episodio, quindi, abbiamo la conferma che ancor a oggi Palermo è alla mercé di efferate e potenti organizzazioni criminali mafiose. 

Ed io credo che questo meriti di essere sottolineato, perché dopo le rivelazioni di Buscetta in qualche modo stava per prendere piede la convinzione di trovarci ad una svolta decisiva nella lotta contro la mafia. . 

Credo invece che ci si debba guardare dal facile ottimismo, e vorrei, mettere in evidenza, signor ministro, che le pur importanti rivelazioni di Buscetta non hanno prodotto in concreto alcun proficuo risultato, perché la maggior parte dei boss mafiosi denunciati da Buscetta sono da sempre latitanti (i Greco, gli uomini di Liggio, i Reina, i Provenzano, i Bagarella e via dicendo); 

essi, pertanto, sono in grado di esprimere al massimo la loro efferatezza criminale. Abbiamo quindi un grave problema sul tappeto, signor ministro, che è quello della ricerca dei latitanti; e a me pare che l'azione in questo senso sia debole, si a insignificante. 

Credo che occorra operare una grossa svolta di qualità, e forse è i l caso di organizzare apposite squadre, ciascuna delle quali abbia per obiettivo la cattura di un determinato latitante. È inutile dire che presso le questure sono stati creati degli uffici che hanno come precipuo compito la ricerca dei latitanti, perché se devono ricercare tutti costoro, finiranno, come accade, per non ricercar e nessuno, o, quanto meno, la loro azione sarà assai difficoltosa. In realtà bisogna procedere per indagini mirate, i grandi boss della mafia devono essere catturati! 

E inaccettabile che un Greco possa stare tranquillamente a Casteldaccia, possa incontrarsi con i suoi difensori a Caltanissetta, e che per lo Stato italiano continui ad essere latitante. 

Questo è un settore nel quale dovrebbe esserci un serio, efficace intervento d a parte del Ministero del 'interno. Altro grosso problema, che emerge anche dall'esame di questa ultima vicenda delittuosa, è il controllo del territorio da parte delle forze di polizia: la riforma di polizia vedeva questo come un punto focale nella lotta contro la criminalità; e certamente il controllo del territorio è un momento fondamentale anche nella lotta contro la mafia. 

Lei, signor ministro, ci ha letto i precedenti penali concernenti le vittime dell'efferato e barbaro assassinio, commesso a Piazza Scaffa: è facile rilevare che sono tutti precedenti che risalgono a dieci, quindici anni fa; le forze di polizia non sono cioè in grado di darci notizie più aggiornate sugli assassinati, su tutte l e attività da loro svolte in questi ultimi anni. 

E qui c'è il grave problema dei commissariati, che dovrebbero avere funzioni non burocratiche, ma di intervento, di controllo, di vigilanza del territorio. C'è il problema del potenziamento degli organici, ed io con piacere, signor ministro, accolgo la notizia secondo la quale dovrà esserci un aumento degli organici delle forze di polizia.

 Ma non basta l'aumento degli organici, occorre anche la professionalità, e vorremmo sentire qualcosa su questo punto, signor ministro, perché non basta man - dare più uomini negli uffici di polizia se poi in concreto costoro non sono in grado di svolgere una capace azione contro la mafia. Vorrei concludere, signor ministro, ricordando quello che ha detto l'onorevole Mannino: per combattere la mafia bisogna anche spezzare i cordoni ombelicali che da sempre hanno collegato la mafia a parti dello Stato, a uomini politici. 

Non possiamo fermarci soltanto al nome di Vito Ciancimino; è inoltre assai strano che Tommaso Buscetta abbia fatto soltanto questo nome. Questa è, forse, una pagina sulla quale dovremo soffermare la nostra attenzione. 

Mi pare opportuno sottolineare che è necessaria una svolta di qualità, effettiva, nella lotta contro la mafia. Occorre che ci sia una strategia complessiva, che ancor oggi purtroppo, signor ministro, mal - grado la sua buona volontà, noi non vediamo emergere; e sino a quando non ci sarà un reale salto di qualità, non ci potremo meravigliare se episodi come la strage di piazza Scaffa potranno ripetersi, perché purtroppo l'immagine che è dinanzi ai nostri occhi è che lo Stato, questo Stato, nonostante il sacrificio di tanti e tanti uomini, non è in grado di esprimere una valida risposta contro la mafia e le altre organizzazioni criminali (Applausi dei deputati del gruppo della sinistra indipendente e all'estrema sinistra) .


PRESIDENTE. L'onorevole Lo Port o ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatt o per la sua interrogazione n. 3-01290.

GUIDO LO PORTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro, anche se devo ammettere che il libro dei buon i propositi si è arricchito di un'altra pagina, i fatti tuttavia inducono a considera - zioni amare e pessimistiche e l'ultimo episodio non è che l'ultimo anello di una catena assai lunga di fatti che dimostrano come la presenza dello Stato in Sicilia e a Palermo sia estremamente fragile ed inconsistente. Con ciò non voglio sottrarmi all'invito dell'onorevole ministro a contribuire — come è mio e nostro dovere — all'opera delle istituzioni dello Stato, così intensa e così dura, nella lotta contro la mafia attualmente in atto, ma per lealtà verso me stesso e verso quest'Assemblea non posso che riconfermare un giudizio assolutamente negativo su come lo Stato esplica il proprio potere al cospetto di tale fenomeno. L'onorevole ministro in altre occasioni ha dichiarato che si sta studiando qual - cosa di nuovo per la lotta contro questo tragico fenomeno. Ha accennato alla possibilità di una legislazione premiale nel settore della lotta contro la criminalità mafiosa e tutti abbiamo riconosciuto, all'indomani dell'«episodio Buscetta», che questa era una pagina da leggere e da scrivere. Così come si è fatto per il terrorismo, anche nel campo della lotta alla mafia avremmo, indubbiamente, potuto pensare ad una legislazione che eufemisticamente si chiama premiale. Ma la verità è che da Patrizio Peci a Tommaso Buscetta è facile constatare come siano diverse le condizioni per le quali il fenomeno del pentitismo ha potuto giovar e alla lotta contro il terrorismo, rispetto alle ragioni per le quali lo stesso fenomeno non presenta analoghe virtualità al cospetto del fenomeno mafioso. Dopo Patrizio Peci i brigatisti si sono messi a parlare, dopo Buscetta i mafiosi si son o messi a sparare! Io non voglio anticipar e il giudizio su quello che sarà il dibattito intorno ad un'eventuale legislazione premiale, ma voglio soltanto dire che l'ultimo episodio dimostra che Buscetta è u n fatto a sé, né nuovo né ultimo, perché — lo ha detto qualche collega — la stori a della collaborazione della mafia con lo Stato è vecchia e non è assolutamente nuova. Ma l'episodio di Palermo e la strage con gli otto morti dimostrano, comunque, che c'è una risposta ribalda, provocatoria, temeraria, dei gruppi mafiosi contro ogni ipotesi e contro ogni illusione che il pentitismo possa in effetti abbattere e colpire mortalmente il fenomeno mafioso. Il ministro dell'interno ha detto oggi che occorrono più uomini, ha fornito un elenco di dati tecnici, che, obiettivamente , sono necessari a fronte di tanta virulenza e di tanta pericolosità, ma io mi permetto di dissentire e, dissentendo, di dichiarare la mia più completa insoddisfazione pe r le dichiarazioni dell'onorevole ministro , perché non è più ormai un problema di uomini, come del resto lo stesso ministro ha affermato, quando ha detto che se ci fossero state migliaia di uomini in più gli episodi accaduti sarebbero avvenuti lo stesso, allo stesso modo della strage di viale Lazio, della strage di Torre Annunziata, e così come è accaduta la strage di piazza Scaffa. Non è un problema di mezzi, a questo punto: è un problema di strutture che siano idonee a combatter e un avversario così sofisticato, così pericoloso, così gigantesco. Ci siamo presentati, nella lotta contro questo fenomeno, nella forma più solenne, con istituti enfatici, che avrebbero potuto o dovuto indicare questa volontà dello Stato di colpire seriamente la mafia. Abbiamo creato un alto commissario che convive, a livello locale, con il capo della polizia, con il prefetto, con il questore, con il capo del SISDE. Abbiamo creato questa nuova struttura che ha fatto sperare a tutti, me compreso, che la risposta fosse seria e soprattutto indicativa di una precisa volontà di colpire. Ma questo alto commissariato, al di là della solennità co n cui è stato annunciato all'atto della sua costituzione, al di là dell'enfasi che adopera nell'esercizio delle sue funzioni, non mi pare abbia dato risultati evidenti, risultati che si possano definire immediati e concreti. Manca, cioè, una struttura parallela, manca una capacità di penetrazione. Con quello che sono costati e costano i servizi segreti italiani avremmo certa - mente potuto dedicare alla lotta alla mafia, una parte dei miliardi sprecati per servizi non degni di essere definiti tali attraverso una penetrazione che permettesse il controllo dei movimenti degli uo mini e degli atti che la mafia si accinge a compiere impunemente. E allora, il problema è soltanto quello di rafforzare le unità di pubblica sicurezza, di aumentare il numero dei carabinieri, di arricchire ancora la pagina dei buoni propositi? Certamente no. Il problema è gigantesco. È un problema di carattere sociale, al quale lo Stato deve dare una risposta più ampia e più organica: certamente più uomini, più mezzi , più solidarietà da parte delle forze politiche nei confronti delle forze dell 'ordine, alle quali va la nostra riconoscenza, ma anche una politica di scolarizzazione, una politica di posti di lavori, una politica di protezione sociale, in un tessuto geo-sociale assolutamente abbandonato e ch e sempre di più si distacca dalla convivenza civile dell'intera nazione. Questa è la strada da seguire, una strada lenta, ma certamente vincente: la strada per cui la presenza dello Stato, al di là della solennità e dell'enfasi o, peggio ancora, al di là della mano dura e indiscriminata, abbia anche il fine dell 'arricchimento del livello di vita civile dell e popolazioni del Sud (Applausi a destra). 

PRESIDENTE. L'onorevole Fiorino ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto pe r la sua interrogazione n. 3-01291 . 

FILIPPO FIORINO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro, io non interpreto, ma esprimo l 'assenso dei colleghi cofirmatari della mia interrogazione alla esposizione del ministro dell'interno. Abbiamo posto dei problemi e riteniamo di individuare nella risposta del ministro un'accettazione di quella che è la tematica che, secondo noi, sta alla base o può contribuire ad una efficace lotta alla mafia. 

Riteniamo, per altro, di dover sottolineare alcuni aspetti. Innanzitutto, in democrazia il problema fondamentale è il consenso. Il messaggio che l'organizzazione mafiosa ha voluto lanciare è un messaggio di attacco all'azione preventiva dello Stato, all'azione delle forze dell'ordine, ma è anche un messaggio rivolto alla società. E la tendenza è quella di far intendere che si tratta di una lotta tra poteri: da una parte lo Stato, dall'altra l'organizzazione mafiosa. 

Questo è stato respinto dal ministro nella sua esposizione e, da uomo democratico qual è, chiama il Parlamento, chiama il paese a mobilitarsi e ad impegnarsi per questa lotta. Non solo siamo d'accordo, ma ci sentiamo impegnati a dare il nostro contributo. Ritengo di aver individuato nella risposta del ministro il rifiuto di una criminalizzazione di massa della Sicilia, di Palermo e delle regioni dove questo cancro alligna. Vorrei, così, sottolineare come si a necessario che, pur nella indispensabile collaborazione tra magistratura e forze dell'ordine, la distinzione dei ruoli ed u n impegno maggiore per la sensibilizzazione dei cittadini al fine di ricrearne la fiducia nei confronti dello Stato rappresentino aspetti essenziali. 

Credo che tutti dobbiamo collaborare in tal senso. 

Qual è il significato della strage di piazza Scaffa? 

Può essere accostato a quello che fu il messaggio che la lotta tra le cosche lanciò allo Stato ed alla società con la strage di Viale Lazio, avvenuta a conclusione dei lavori della precedente «Commissione antimafia»? 

La strage di piazza Scaffa avviene a due anni di distanza dall'istituzione dell'alto commissario contro la mafia e, se questo vuol e essere un messaggio, non vi è dubbio che, pur potenziando gli effettivi delle forze dell'ordine, pur affinando ed adeguando i mezzi di lotta, l'aspetto essenziale rimane quello della sollecitazione della collaborazione da parte dei cittadini. 

Credo di poter dire — come del resto hanno fatto altri colleghi — che la coscienza civile di Palermo e della Sicilia, l a coscienza democratica rifiuta la criminalizzazione di una società condizionata dalla mafia; chiedendo giustizia, sul piano generale ed equità di giudizio verso la popolazione della città e della regione, e solidarietà per la battaglia che va condotta, che a volte è eclatante e a volte è silenziosa. 

Ma che certamente è incisiva: questo avviene nelle scuole, nei posti d i lavoro, nelle istituzioni, a cominciare dal comune di Palermo fino alle altre amministrazioni comunali della Sicilia. Un forte impulso a questa battaglia hanno dato il sindacato ed i lavoratori associati e la stessa assemblea regionale, la quale è stata la sede di dibattito per l'avvio della prima «Commissione antimafia» in tempi in cui molti ritenevano impossibile ch e una • tale iniziativa potesse partire dalla Sicilia. 

Ebbene, dalla Sicilia è partita la sollecitazione nei confronti del Parlamento italiano per l'istituzione della prima «Commissione antimafia» ed ora l'assemblea regionale ha voluto fornir e un ulteriore contributo di elaborazione e di stimolo alla conoscenza, con la costituzione di una commissione che potrà certamente svolgere un proficuo lavoro. Con queste considerazioni, onorevole Presidente ed onorevole ministro, i firmatari socialisti dell'interrogazione n. 3- 01291 sono fiduciosi che l'impegno del Governo, anche alla luce della discussione svoltasi in seno al Consiglio dei ministri ed alla luce delle enunciazioni effettuate in quest'aula dall'onorevole ministro, condurrà ad un chiarimento della difficile situazione nella quale ci troviamo, in modo da poter avviare tutti assieme a soluzione questo grave problema (Applausi dei deputati del gruppo del PSI).

PRESIDENTE. L'onorevole Reggiani ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la sua interrogazione n. 3-01292 .


ALESSANDRO REGGIANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un po' difficile dire, in occasione di discussioni d i questo genere, se si è più o meno soddisfatti. Dal punto di vista regolamentare, devo però dire che il mio gruppo è soddisfatto delle dichiarazioni rese dal ministro il quale, come al solito — mi sia consentito dirlo —, ha manifestato impegno e passione nella sua risposta. Siamo dunque soddisfatti della risposta: vorrei però esprimere al ministro una nostra precisa convinzione e cioè che in questo, come in altri casi, non si tratta di una vicenda pur gravissima ma quanto ma i astratta che riguarda un certo tipo specifico di criminalità — che sarebbe incombente o gigantesca, come l'ha definita il collega Lo Porto — che si chiama mafia. A nostro avviso ormai non credo che sia più esatto parlare di mafia, così come s i parlava di questo fenomeno nei decenni scorsi o nel secolo scorso Oggi infatti tale fenomeno è più diffuso e purtroppo diverso rispetto al passato. Siamo in presenza della grande, grandissima e spesso incontrastata criminalità organizzata. Faccio questa premessa perché sono fermamente convinto che sia estremamente pericoloso pensare che le altre regioni del nostro paese siano immuni dalla piaga della criminalità organizzata, e perciò che da esse si possa spostare sia l'attenzione dello Stato che la presenza delle forze dell'ordine al fine di concentrarle in Campania, in Sicilia, in Calabria ed i n Sardegna. Noi siamo convinti che in queste regioni il tasso di criminalità organizzata sia senz'altro più accentuato, ma siamo altrettanto convinti che anche nelle altre regioni la criminalità organizzata, anche quando non si manifesta con le forme che lamentiamo nel corso di questa discussione, è sempre in agguato. Occorre quindi una fermissima propensione all'attività preventiva. E inutile pensare di potenziare il numero delle forze dell'ordine e le loro strutture, senza permettere alle stesse forze dell'ordine di svolgere quell'attività di controllo preventivo, senza la quale non si potrà ottenere alcun risultato apprezzabile. Le forze dell'ordine devono infatti sentirsi autorizzate a controllare il territorio, come ha detto bene il collega Rizzo, intervenendo in sede di prevenzione in modo metodico, consapevole, fermo, illuminato ma tenacissimo. Senza questa premessa qualunque altra attività di pubblica sicurezza finirà co n l'essere vana. Con questa premessa e con questa specificazione noi ci dichiariamo soddisfatti delle dichiarazioni rese dal ministro dell'interno.


PRESIDENTE. L'onorevole Pollice ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la sua interrogazione n. 3-01293.


GUIDO POLLICE. Signor Presidente, non sono soddisfatto della risposta che c i ha fornito il ministro, in quanto tutta un a serie di argomenti addotti possono giustificare la sua figura, la sua attività, ma non possono certamente giustificare l'azione condotta dallo Stato in Sicilia. La spirale della violenza criminosa i n quest'isola dura da molti anni ed ha avuto il suo epicentro la settimana scorsa. Ma c'è stato qualcuno, all'interno della struttura dello Stato, che, a mio avviso, ha abbassato la guardia ed è arrivato anche a dire che molto probabilmente il dato statistico relativo alla diminuzione degli assassinii a Palermo era il segnale che qualche cosa si muoveva e che qualche cosa era stato colpito. Non lo metto in dubbio: qualcosa si è mosso, ma abbiamo avuto l'impressione che si trattasse di un a pace di morte e di violenza e non di altro! Signor ministro, sui fatti accaduti la settimana scorsa, lei non ci ha detto quali misure di prevenzione fossero state attuate nei confronti di questo clan, che ha visto ben tre morti della stessa famiglia. Si trattava di un gruppo ben conosciuto a Palermo, dal momento che agiva soprattutto in quello stesso quartiere. Ebbene, tra i compiti della polizia vi è proprio quello di controllare l'attività di queste cosche. Lei non ci ha detto, ad esempio, che l'attività delle persone uccise ruotava attorno al mondo delle scommesse clandestine. Come tutti sanno a Palermo nell'ambito di questo mondo si muovono enormi interessi. Non è vero che lo Stato è presente a Palermo nella sua interezza: a Palermo si sono mosse alcune parti dello Stato. Quando non si assumono iniziative di prevenzione e non si interviene nel tessuto connettivo di una società, quando non si agisce su quei fenomeni che sono a conoscenza di tutta la città (mi riferisco alle corse clandestine, al lotto clandestino, alle scommesse di ogni tipo), si favorisce il terreno di coltura per l'attività mafiosa o criminosa in genere. Ecco perché, signor ministro, ritengo che a Palermo la guardia sia stata abbassata. Chi riferisce quei dati, secondo i quali in quella città gli omicidii sarebbero in calo, dimostra d i avere un'ottica sbagliata di quella realtà. Signor Presidente, signor ministro, noi di democrazia proletaria potremmo anche sbagliarci, ma a seguito di una attenta analisi fatta sulla situazione di Palermo e della Sicilia dobbiamo esprimer e una considerazione di profonda sfiduci a nei confronti dell'alto commissario. Troppe esibizioni, troppe interviste! Ci vuole più lavoro oscuro e bisogna dotarsi di personale più specializzato. La Sicilia non ha bisogno di mille carabinieri o poliziotti in più, ma ha bisogno di personale specializzato, di polizia scientifica che sappia intervenire con iniziative di largo respiro e non esclusivamente con sistemi repressivi che producono soltanto ritorsioni e delitti. Non intendo evocare il nome del generale Dalla Chiesa, anch'egli colpito ed ucciso dalla mafia: egli era solito parlare poco ed agire molto. Egli ha parlato dopo cento giorni, mentre il commissario De Francesco ogni giorno fa dichiarazioni e rilascia interviste. Ecco perché, signor Presidente, affermiamo che lo Stato è presente in Sicilia solo in minima parte. Esso è presente nella figura di quei magistrati che lavorano quotidianamente a rischio della propria vita, è presente grazie alle forze dell'ordine che agiscono anch'esse con enorme rischio, mentre manca un a stretta collaborazione con il comune. Infatti, il comune e la regione sono assenti! Quando verrà sciolta questa amministrazione comunale? Quando verrà attuato il decentramento a Palermo? Quando arriveranno nei quartieri i momenti di vita associativa? Ci si è spaventati quando ignoti hanno fatto saltare il commissariato di Brancaccio: ma quando ci sono più commissariati, quando ci sono pi ù uffici comunali e regionali, cioè quando si sente vicino il sistema di ordinamento sociale e civile, anche il terreno di coltura della mafia non si sviluppa. A Palermo non c 'è il comune: bisogna sciogliere questa amministrazione che h a coperto e copre troppe cose. Non c'è la regione, e lo sanno tutti. Ecco perché noi diciamo che bisogna cominciare ad agire nella vita sociale, e poi intervenire con la polizia ed i carabinieri (Applausi dei deputati del gruppo di democrazia proletaria).


PRESIDENTE. L'onorevole Spadaccia ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per l'interrogazione Cicciomessere n. 3- 01294, di cui è cofirmatario.


GIANFRANCO SPADACCIA. Signor Presidente, sarei tentato di chiedere al ministro se lui sia soddisfatto della sua risposta, la quale certo soddisfa tecnicamente le domande che erano state poste in ordine alle notizie materiali del delitto avvenuto la notte fra il 17 ed il 18 ottobre. Vorrei però spiegare le ragioni della mia insoddisfazione, innanzitutto della mia preoccupazione. Infatti tra le diverse ipotesi che sono state affacciate in ordine alla strage di Palermo, quella che iI ministro è sembrato avvalorasse oggi (una mancata sottomissione a clan mafiosi) mi sembra la più allarmante. Se questa è l'ipotesi -- non dell'insubordinazione all'interno di una cosca mafiosa, ma di una non sottomissione di non mafiosi ad un clan mafioso — ciò dovrebbe significare che anche chi si ribella ad interessi mafiosi, per sopravvivere deve affidarsi alla logica mafiosa di difendersi da solo, con le armi; l'unica cosa che non gli passa per la testa, signor ministro, è di affidarsi a quello Stato che lei, un po' su di tono, ha affermato esistere in Sicilia. Ho detto ipotesi allarmante perché, s e per avventura essa sarà confermata, costituirà un elemento inquietante sul quale la invito caldamente a riflettere. Altri, in quest'aula, hanno espresso soddisfazione, signor ministro, per la richiesta di ulteriori uomini delle forze dell'ordine e di maggiori mezzi in Sicilia  Io sono più cauto nell' esprimere soddisfazione per questa parte del suo intervento: se è vero che ci troviamo di fronte ad u n fenomeno di criminalità organizzata di vastissime proporzioni, evidentemente il problema non è soltanto quantitativo, m a è anche, e innanzitutto, qualitativo, e cioè di ricostruzione delle strutture delle forze dell'ordine. Questo, a mio avviso, è il vero problema urgente (l'ha già detto il collega Pollice), e si misura con il numero di investigatori in grado di tallonare il fenomeno mafioso in tutte le sue diramazioni è di indagare su di esso, con le attrezzature della polizia scientifica, con la disponibilità di banche dati efficienti ed aggiornate, con il controllo del territorio. Vorrei qui ricordare l'apporto che demmo nella scorsa legislatura, nel pieno della lotta contro il terrorismo, al dibattito sulla legge per la riforma della polizia. Fummo tante volte allora rimproverati di far ritardare tante leggi, di essere ostruzionisti, in quella legislatura; ma della riforma di polizia fummo i sollecitatori costanti, di fronte ai ritardi derivanti dai mancati accordi delle forze della maggioranza o delle maggiori forze politiche della partitocrazia, sia di maggioranza sia di opposizione. E uno dei problemi che sottolineammo con forza in quella circostanza fu il mancato coordinamento e la sovrapposizione dei compiti tra carabinieri e forze di polizia. Se oggi si parla di un problema irrisolto — non soltanto i n Sicilia — di controllo del territorio, ciò è conseguenza del fatto che con troppa facilità si è consentito il superamento dei compiti tradizionali di controllo del territorio (controllo che era stato attribuito all'Arma dei carabinieri), e si sono permessi crescenti insediamenti dell'Arma stessa nelle città, città nelle quali tradizionalmente, nella ripartizione delle funzioni all'interno dello Stato, i compiti cui faccio riferimento erano affidati alla pubblica sicurezza. Lei ha infine rivolto un appello sul quale vorrei dire alcune parole chiare, all'intera Camera e a tutte le forze politi - che. Ho ricordato il caso del nostro impegno, purtroppo frustrato, ma certamente mai venuto meno, in ordine alla riforma della polizia. Io sarei lieto di poterle dire che, con fiducia, siamo disponibili a rispondere positivamente a questo appello. Lo faremmo senz'altro, signor ministro, se dal suo partito, in una città come Palermo, fosse venuta una risposta diversa di fronte ai casi di ingovernabilità di quel comune, se all'opera del senatore Coco non si fosse sostituita, per fretta e per calcoli interni di partito, l'opera dell'onorevole Felici, il cui giudizio è affidato agli uomini della democrazia cristiana di Palermo . . . Ed ancora, se da parte sua, signor ministro dell'interno, di fronte al fenomeno di un partito di maggioranza assoluta che non assicura la governabilità del capoluogo della regione siciliana, da mesi ormai, in una lotta di clan che non riescono ad esprimere nessuna maggioranza (ed a proposito di riforme istituzionali e di semplificazioni elettorali di cui si parla, vi è da dire che in quella zona l a democrazia cristiana ha la maggioranza assoluta), si fosse adempiuto al compito che è suo innanzitutto, che è del ministro dell'interno (o comunque, signor ministro, si sarebbe dovuto assumere la responsabilità di proporlo al Consiglio de i ministri), dello scioglimento del consigli o comunale, con la nomina di un commissario e con l'indizione di nuove elezioni . Se questo fosse avvenuto, e se da part e di altre forze politiche tale richiesta, che viene dalla piccola forza radicale, fosse stata portata avanti con forza (al di fuori dei polveroni che servono nei momenti preelettorali) e in un'opera di costruzione della democrazia (che deve essere effettuata giorno per giorno, in una rivendicazione di legalità democratica contro gli equilibri partitocratici e la costituzione materiale partitocratica, che è il presupposto per condurre la lotta contro le mafie e le camorre nel nostro paese), noi risponderemmo oggi certo in modo positivo. Infine, io non vorrei essere cattivo profeta, ma lei è venuto qui qualche settimana fa a parlarci di una strage a Torr e Annunziata, e viene oggi a parlarci della strage di Palermo; non vorrei che dovesse venire, fra qualche settimana, a parlarci di una strage in qualche località della Calabria ed a risponderci dei latitanti dell'Aspromonte che rimangono inspiegabilmente — ripeto — inspiegabilmente, a scorrazzare nella località di quella regione. Tutto questo in una zona — mi consenta di dirlo e di richiamare al riguardo la sua attenzione — in cui, probabilmente, la nuova mafia non è ancora insediata, ed in cui una popolazione terrorizzata è disponibile, molto più che altrove, alla collaborazione col Governo della Repubblica, se il Governo della Re - pubblica dimostra con chiarezza di voler intervenire per creare una legalità che valga per tutti e non soltanto per alcun i (Applausi dei deputati dei gruppi radicale e di democrazia proletaria).


RESIDENTE. L'onorevole De Luca, cofirmatario dell'interrogazione Bozzi n. 3-01295, ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto.


STEFANO DE LUCA. Mi dichiaro soddisfatto della sua risposta, signor ministro, anche a nome degli altri firmatari dell'interrogazione, soprattutto per le puntuali osservazioni e per l'onestà intellettuale con cui ella ci ha rappresentato anche la sua impotenza, come ministro, di fronte ad un fenomeno così vasto e così efferato. Dobbiamo darle atto del suo impegno: noi l'abbiamo vista a Palermo, attivo e presente, a coordinare le forze dell'ordine i n una così difficile lotta. Dobbiamo tuttavia qui rilevare che, come lei stesso ammetteva, manifestando quell'impotenza di cui parlavo prima, i risultati sono magri.


PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEONILDE IOTTI STEFANO DE LUCA. Se su un certo versante abbiamo avuto dei successi, anche recenti, dobbiamo dire che la risposta dell'organizzazione criminale è stata violenta, e si è assistito ad una recrudescenza del fenomeno che desta in noi grandi preoccupazioni. Sono stati qui citati il re cente omicidio dell'ex senatore Mineo e del suo collaboratore, il duplice omicidio di Rimi e del suo guardaspalle, la rapina dell'armeria Savoca, infine la strage d i Palermo. Questo significa che l'organizza - zione è più forte che mai, ed anzi, nella sua arroganza, vuole sfidare lo Stato. E lo Stato deve raccogliere questa sfida, alzando il tiro, dando risposte all' altezza della gravità della situazione. Non è con un atteggiamento culturale, che non esito a meglio definire pseudoculturale, che tende a criminalizzare tutta la Sicilia, che si combatte il fenomeno della mafia. La Sicilia paga due volte per questa piag : una volta perché la subisce ed una seconda perché c'è un atteggiamento di una certa pseudocultura e di una certa stampa che tende a criminalizzare cinque milioni e mezzo di individui, i quali invece sono cosa ben diversa d a quella che viene descritta. Per questo lei, signor ministro, si è domandato, ed io mi domando: dov'è lo Stato? Noi dobbiamo dare atto, per essere realisti, che lo Stato è stato negli ultimi tempi più presente; per" questa presenza è stata insufficiente, e quindi dobbiamo trovare il modo, rafforzando le forze di polizia e qualificandole ulteriormente, di fare in modo che i risultati siano più concreti. Soprattutto dobbiamo fare in modo che, al di fuori di ogni sospetto, venga individuato quel cosiddetto terzo livello: perché non è concepibile, come notava già prima di me qualche collega, che l 'unico nome de l cosiddetto terzo livello ad emergere sia stato quello dell'ex sindaco di Palermo Ciancimino, del quale già la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia aveva accertato le connivenze. E gli altri? Ha lo Stato il coraggio e la capacità di individuare gli altri corresponsabili compresi in questo terzo livello? E in grado di accertare se sono veritieri i dati forniti dalla Guardia di finanza e di individuare dove finiscono i 20 miliardi che rappresentano il giro d'affari che passa attraverso Palermo della società «droga & C. SpA »? E si pensi che una cifra del genere supera la consistenza dell'intero bilancio della regione siciliana, che è una regione a statuto speciale: ci si deve domandare allora come possano sparire somme di tale entità, chi le ricicla; e se su questa strada non abbia trovato la morte il prefetto di Palermo, che aveva individuato nelle indagini bancarie l'unica via per rompere la connessione tra il potere politico ed il potere mafioso. E allora vorrei domandarle, signor ministro, se lei non ritenga necessario pro - muovere, dopo quasi due anni, un dibattito sulla applicazione della legge «Rognoni-La Torre» in Sicilia e sull'attività dell'alto commissario per la mafia per vedere in quali punti quella legge è stata efficace e in quali deve essere corretta. Signor ministro, la invito a rispondere ad una mia interpellanza, che ho presentato nel mese di luglio, sulle troppe interviste rilasciate dall'alto commissario pe r la mafia per sapere, innanzitutto, se ella l'ha autorizzato e se era al corrente preventivamente delle sue attività. La invito, signor ministro, a voler rilasciare comunicazioni che aprano i n quest'aula un dibattito sulla efficienza d i quell'ufficio e sulla utilità di potenziarlo o di trasformarne la struttura, le funzioni e i compiti. Credo che in questo senso dovremo ripensare — le polemiche di questi giorni ne danno conferma — alla struttura, alla composizione e ai compiti della Commissione antimafia perché anche quella — a mio avviso — al di là di molta propaganda, non ha fornito i risultati che c i aspettavamo. Siamo molto fiduciosi nel suo impegno, di cui le abbiamo dato atto, però i problemi della Sicilia e quelli della criminalità organizzata sono talmente grandi che non bastano l'impegno di un ministro, ma è necessario — lei ce lo ha chiesto e il Parlamento, credo, le è solidale — u n impegno più vasto, perché altrimenti non riusciremo ad andare molto avanti.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni sull'eccidio di Palermo del 18 ottobre.



1984 22 AGOSTO MAFIA TRASFERITA DALL' UCCIARDONE

PALERMO - Criminalità in ribasso in Sicilia. Nel rapporto presentato alle forze di polizia, le cifre dicono che nell' ultimo anno sono vistosamente diminuiti gli omicidi, le lupare bianche, i tentati omicidi, le estorsioni. Ma mentre a Palermo e nel resto dell' isola gli investigatori tracciano bilanci soddisfacenti, l' allarme viene per la situazione a Catania. La palma della città più violenta è passata al capoluogo etneo, che ha "soppiantato" Palermo. Il quadro è stato anche confermato dal ministro degli Interni Oscar Scalfaro, nel corso dell' ultimo vertice antimafia che si è tenuto a Palermo alla fine del luglio scorso. Un ribasso della criminalità dovuto anche alla "pace mafiosa" firmata fra le varie cosche, con lo schiacciante predominio di alcuni clan? Il ministro ha detto di no: "E' stato il grande impegno delle forze dell' ordine a fermare la mano della violenza in Sicilia". Le cifre dicono che nel carcere dell' Ucciardone sono rinchiusi 1100 detenuti. Mentre i principali esponenti delle cosche mafiose sono stati trasferiti in altri carceri italiani, a Palermo i detenuti in attesa di giudizio sono circa trecento. Di questi, sono un' ottantina quelli per i quali è ancora in corso l' istruttoria, mentre i rimanenti hanno già subìto condanne. Dal primo gennaio al 15 luglio di quest' anno sono state arrestate 6424 persone, fra le quali una ventina di boss latitanti. Tra i personaggi di primo piano finiti in manette Tommaso Buscetta, arrestato a San Paolo del Brasile e Gaetano Badalamenti, arrestato a Madrid, tutti e due indicati come esponenti della "mafia perdente". Altri latitanti di "spicco" sono stati arrestati: come i due boss del quartiere dell' Arenella Fidanzati e Galatolo, sotto accusa per alcuni omicidi e traffico di droga, e per riciclaggio di soldi "sporchi". Sono in galera anche Pietro Vernengo, il "braccio armato dei fratelli Greco", accusato dell' omicidio Dalla Chiesa e per la raffineria di eroina scoperta nel febbraio dell' 82, e Vincenzo Savoca legato al clan dei Marchese. E ancora Salvatore Davì, accusato dell' omicidio dell' agente Cappiello avvenuto nel ' 73 durante un tentativo di estorsione ai danni dell' industriale Angelo Randazzo. In Sicilia quest' anno gli omicidi sono stati centotredici (contro i 331 dell' 82 e i 290 dell' 83). A Palermo ne sono avvenuti ventinove (150 nell' 82, 110 nell' 83). Sono scesi anche i tentati omicidi, 145 in tutta l' isola, venti a Palermo. Erano rispettivamente 325 e 51 lo scorso anno. Le lupare bianche solo due a Palermo, dieci in Sicilia. Rispetto alle 19 e alle 29 dell' 82. Per i sequestri di persona, dall' 82 nessun caso registrato a Palermo. Le estorsioni: ne sono state compiute 123 nell' isola (contro le 310 dell' anno passato) e una a Palermo finora (contro le cinque passate). Sono scese anche, per quanto riguarda le misure di prevenzione, le richieste di diffida di soggiorno obbligato. E il traffico di droga? Quattrocentottantuno sono stati gli arrestati per spaccio in Sicilia, novantotto a Palermo. Sequestrata quasi una tonnellata di droga, mille chili della quale solo a Palermo. Quanto alle indagini patrimoniali della guardia di finanza sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore di duecentocinque miliardi. Catturata dalla finanza, tra l' altro, la Viking, al largo delle Eolie, una motonave con bandiera panamense utilizzata per il traffico di armi.
di UMBERTO ROSSO

1984 24 LUGLIO INZERILLO ACCUSATO DELL' OMICIDIO COSTA

CATANIA - Palermo, 6 agosto 1980, ore 19,30. Un uomo, colpito a morte da cinque colpi di P28 agonizza sul marciapiede di via Cavour: è il procuratore della Repubblica Gaetano Costa. Quattro anni dopo, le prime risposte dell' inchiesta ai perchè dell' assassinio. Il giudice istruttore catanese, Antonino Cardaci, ha firmato il mandato di cattura contro Salvatore Inzerillo, 27 anni, cugino di don Totuccio, il boss "perdente" falciato da una raffica di kalashnikov, l' 11 maggio 1981. accusato di concorso in omicidio. L' alibi che gli ha permesso di restare in libertà è crollato davanti alle perizie ed alle testimonianze. Per il giudice è una conferma: a firmare la condanna a morte per Gaetano Costa è stato il potente clan degli Inzerillo, non ancora dissanguato dagli scontri con la mafia "vincente", collegato con le grandi famiglie degli Stati Uniti e pronto a battersi per controllare il traffico della droga. Gaetano Costa, 64 anni, guidava da due la procura palermitana. Nel maggio dell' 80 aveva preso di mira proprio il clan Inzerillo-Spatola-Gambino-Di Maggio, cementato da alleanze, affari e matrimoni. Il rapporto "Rosario Spatola + 54" parlava chiaro: traffico di droga, associazione a delinquere, immense ricchezze nate dal nulla. Eppure, al sostituto procuratore Sciacchitano, gli indizi non sembravano sufficiente. Ed era toccato proprio a Gaetano Costa firmare gli ordini di cattura: una sfida alla cosca mafiosa che l' avrebbe condannato. Il 4 agosto dell' 80, Salvatore Inzerillo gironzola attorno alla casa del procuratore Costa. Lo fermano, proprio di fronte alla Banca d' Italia, vicino ad un bar. Nonostante il cognome e l' imbarazzante parentela, Salvatore Inzerillo ha una fedina penale senza macchia: non c' è motivo per trattenerlo. Due giorni dopo, un misterioso killer con un cappello blu e scarpe da tennis scende fulmineo da una "A 112" (ritrovata poi bruciata) e spara cinque colpi mortali contro Gaetano Costa, che passeggia tra l' edicola ed una bancarella di libri. Il giorno successivo la polizia decide di far visita a Salvatore Inzerillo, ma trova solo la moglie pronta a spiegare tutto. Salvatore è diventato padre da due mesi: il 6 agosto c' erano da comprare i regali per il battesimo. Marito, moglie suocera ed un nipotino di tre anni si danno appuntamento davanti al cinema "Rouge ed Noir", entrano nella gioielleria Ciulla (poco lontano dalla casa del giudice) spendono un milione e trecentomila lire e sentono persino le sirene della polizia che accorre in via Cavour. L' 11 agosto, Salvatore Inzerillo, accompagnato dal suo avvocato, si presenta spontaneamente, ripete la stessa storia e si lascia docilmente sottoporre al guanto di paraffina che risulta negativo. E torna libero. Dopo gli atti preliminari, istruiti dal sostituto procuratore Aldo Guarino, la corte di Cassazione assegna l' inchiesta alla magistratura catanese. Per un anno, il "caso Costa" resta nelle mani dell' ex procuratore capo Rosario Scalia che lo passa poi al sostituto Aldo Grassi. Solo nel dicembre dell' 82, tra proteste e polemiche per la lentezza dell' inchiesta, il fascicolo approda in istruzione sul tavolo del giudice Antonino Cardaci. Ma, quando nel marzo dell' anno scorso, parte la comunicazione giudiziaria per Salvatore Inzerillo, l' uomo chiave del delitto è già lontano. Le indagini vanno avanti. Cardaci verifica le testimonianze, ordina perizie, controlla gli orari specificati dagli Inzerillo, li confronta con quelli della gioielleria. E l' alibi, che sembrava perfetto, non regge. Rimane in piedi una sola certezza: la sera del 6 agosto Salvatore Inzerillo era in via Cavour. Forse doveva solo fare da "palo", pedinare il procuratore Costa e dare via libera al killer. Ma notificargli il mandato di cattura sarà piuttosto difficile. Le tracce di Salvatore Inzerillo si perdono negli Stati Uniti. Il 25 giugno, per un attimo, la polizia americana crede di averlo arrestato: invece le manette scattano per un altro Salvatore Inzerillo, ricercato dall' 81 per traffico di droga su ordine del giudice istruttore Giovanni Falcone e già condannato a cinque anni di carcere ed otto milioni di multa. Ma bastano poche ore per sciogliere l' equivoco: il "vero" Salvatore Inzerillo è sparito ormai da due anni.

1984 30 SETTEMBRE  FINALMENTE LA VERITA' SU 120 DELITTI

PALERMO - La mafia ha un super pentito. E' Tommaso Buscetta, 56 anni, uno dei cervelli del traffico internazionale dell' eroina, in carcere dal 17 luglio scorso. Don Masino ha deciso di vuotare il sacco, di raccontare ai giudici palermitani le più sanguinose storie di mafia, indicando i mandanti e gli esecutori di centoventi delitti compiuti a Palermo dal 1970 in poi. Non era mai accaduto. I risultati dell' operazione, alla quale hanno partecipato oltre tremila uomini ed è stata condotta oltre che in Sicilia anche a Roma, Milano e Frosinone, sono questi: 366 mandati di cattura, firmati venerdì notte da cinque magistrati dell' ufficio istruzione, 60 arresti di "buon livello", 250 provvedimenti notificati ad altrettanti detenuti, una cinquantina di latitanti di lusso. Una comunicazione giudiziaria, per associazione a delinquere, anche contro l' ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, che solo nei mesi scorsi aveva lasciato la Democrazia Cristiana. C' è adesso chi paragona la testimonianza di Tommaso Buscetta (resa probabilmente a Roma) con quella di Patrizio Peci, il terrorista che con le sue rivelazioni mise in ginocchio le brigate rosse. Gli inquirenti parlano di operazione "storica". Nell' elenco ci sono proprio tutti: dai super boss della mafia "vincente" (i Greco, i Marchese, i Vernengo, Riina, Provenzano, Riccobono, Zanca, ovviaments introvabili) ad insospettabili personaggi della Palermo degli equivoci catturati nella notte tra venerdì e sabato. Ventotto degli arrestati sono stati trasportati con un aereo speciale fino a Pisa, da dove hanno raggiunto diversi psnitenziari: Firenze, Livorno e l' isola di Pianosa. Sono finiti in manette costruttori conosciuti in città (Giovanni Pilo e Luigi Fardetta), Giuseppe Spadaro, fratello del potente don Masino, attualmente in carcere per una storia di droga e per l' omicidio Dalla Chiesa; Giuseppe Greco, figlio di don Michele, il super boss di Croceverde Giardini. E poi commercianti di tappeti, distillatori di vino, vecchi mafiosi come Giusto Picone e Calcedonio Sciarrabba, che riportano alla mente i tragici fatti dei primi anni 70. Ed è da lì che si comincia, da omicidi inquietanti come quelli del giudice Pietro Scaglione e del giornalista dell' Ora Mauro De Mauro ("Non fu la mafia ad ucciderlo", avrebbe detto Buscetta). Per arrivare con un crescendo inarrestabile all' omicidio del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, dei due capitani Emanuele Basile e Mario D' Aleo, del magistrato Cesare Terranova, del procuratore della Repubblica Gaetano Costa, del capo della Mobile Boris Giuliano, del boss mafioso Giuseppe Di Cristina e di Alfio Ferlito, ucciso assieme a cinque carabinieri di scorta nella Circonvallazione di Palermo. Fino a Carlo Alberto Dalla Chiesa e Rocco Chinnici. Rimarrebbero fuori da questa gigantesca ricostruzione soltanto l' esecuzione del presidente della Regione Piersanti Mattarella, del segretario provinciale democristiano Michele Reina, del deputato comunista Pio La Torre e del cronista del Giornale di Sicilia Mario Francese. Uno spaccato incredibile, raccontato da uno dei protagonisti della storia della mafia italo-americana. Un uomo potentissimo, ricchissimo, che probabilmente si è deciso a parlare su sollecitazione dei magistrati palermitani che hanno colto al volo il suo "cedimento psicologico". E' stato il giudice istruttore Giovanni Falcone ad interrogare per primo Buscetta quando si trovava nelle carceri brasiliane prima dell' estradizione e a pochi giorni da un tentativo di suicidio mal riuscito. Probabilmente don Masino avrà capito che questo era l' unico modo per presentare il conto ad avversari irriducibili, a quei capiclan della mafia che lo avevano messo alle corde, colpendolo anche negli affetti più cari. Per Buscetta sono ricordi incancellabili. L' 11 settembre 1982 Antonio e Benedetto, figli del boss, sparirono misteriosamente mentre stavano per salire sulla loro auto. Non s' è mai saputo nulla. Un mese dopo il genero Giuseppe Genova, assieme ad altre due persone, fu trucidato nella pizzeria "New York Place" al centro di Palermo. Dietro la cassa c' era anche Felicia Buscetta, figlia di don Masino, che fu risparmiata solo per caso. Il 29 settembre dello stesso anno toccò a Vincenzo Buscetta, (fratello del boss) e al figlio Benny. Lavoravano all' interno della loro vetreria quando un commando di killer li sorprese freddandoli con una sventagliata di colpi. Immagini di sangue, per un boss braccato, disperatamente legato ad un potere criminale sempre più fragile. Del resto in due anni di guerra di mafia per Buscetta erano caduti i riferimenti "naturali". Dagli Inzerillo a don Gaetano Badalamenti, arrestato pochi mesi fa in Spagna e adesso estradato negli Stati Uniti. Questa, adesso, è la risposta del boss dei due mondi. Una vendetta spietata, un elenco dettagliato di misfatti, un supporto cronologico e interpretativo che gli inquirenti ritengono indispensabile per legare in un unico nesso logico i tremendi fatti della mafia degli ultimi quattordici anni. Ieri mattina grande euforia a Palazzo di Giustizia. Mancavano solo i magistrati che avevano trascorso la notte precedente tra le stanze blindate di piazza Vittorio Emanuele Orlando. Verso mezzogiorno conferenza stampa congiunta del consigliere istruttore Antonio Caponnetto e del procuratore della Repubblica Vincenzo Pajno. Volti radiosi sotto i riflettori tivù e poi le prime ammissioni. Capponnetto: "Non ci troviamo più di fronte a diversi processi di mafia. Questo è il processo alla mafia. Non è azzardato dunque parlare di operazione storica. Siamo riusciti finalmente a penetrare nel cuore della struttura mafiosa". E Pajno: "Un grosso successo, superiore alle attese della vigilia. Ma soprattutto è il risultato di un lavoro di collaborazione tra l' ufficio istruzione e la Procura. Io ve lo avevo promesso: Pajno risponde con i fatti alle polemiche, non con le parole e le insinuazioni". Un riferimento esplicito a quanto detto nelle scorse settimane sul ruolo della Magistratura siciliana, sulla necessità di trasferire altrove i capi dei più delicati uffici giudiziari per evitare "tentazioni alla connivenza e coperture anche involontarie al sistema mafioso". "L' inchiesta è stata condotta da dieci magistrati, tutti siciliani", si diceva ieri mattina nelle stanze di Palazzo di Giustizia. E anche qui un sottile filo di polemica per dimostrare quanto siano ingenerose le generalizzazioni che finiscono col coinvolgere tutta la struttura giudiziaria isolana. Ma anche per sottolineare la vitalità dell' ufficio Istruzione della Procura, proprio all' indomani della visita del Consiglio superiore della magistratura impegnato a far luce sulla corruzione mafiosa a Palazzo di Giustizia di Trapani e sui retroscena dell' arresto del sostituto Antonio Costa, accusato di aver ricevuto i soldi dalla mafia. Durante la conferenza stampa è stato chiesto a Pajno e Caponnetto se per caso tra i mandati di cattura ancora non eseguiti ci siano anche i nomi della mafia del terzo livello, quella superstruttura del crimine che tira le fila dei traffici, che decide le esecuzioni "eccellenti" che manovra boss e manovalanza. "Questa è una tappa di avvicinamento verso il terzo livello, verso la testa della piovra mafiosa", ha ammesso Antonio Caponnetto. "Oggi abbiamo spiazzato un anello importantissimo, che rappresenta il passaggio obbligato verso gli altissimi vertici del potere mafioso". "Comunque non intendiamo fermarci qui. L' operazione continua", ha concluso Pajno. Alla conferenza stampa hanno assistito i vertici della Squadra mobile, della Criminalpol, dei carabinieri e della finanza che ieri notte hanno eseguito i mandati di cattura. C' era chi come Tonino De Luca, capo della Criminalpol e protagonista del processo Chinnici non nascondeva troppo l' euforia: "E' una delle più grosse operazioni di mafia di tutti i tempi. Adesso possiamo leggere con chiarezza nella storia criminale di Palermo degli ultimi anni". Un modo come dire: nel luglio 1982 polizia e carabinieri assieme al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa avevano visto giusto. Allora era venuto fuori il famoso rapporto sui 162 mafiosi dei clan vincenti e perdenti, una radiografia aggiornata dei nuovi schieramenti di mafia e dei delitti compiuti in questi ultimi anni. Adesso sono arrivate le indispensabili conferme per mettere assieme il mosaico della "grande strage" e serrare uno dei colpi più micidiali mai ricevuto dalla struttura mafiosa.
di GIUSEPPE CERASA
inzerillo salvatore 


1984 19 OTTOBRE  STERMINATA DALLA MAFIA LA BANDA DELL' IPPODROMO 

PALERMO - Vestita di nero, gli occhi gonfi senza più lacrime, la donna copre il corpo straziato del giovane figlio con un lenzuolo bianco dal quale sbocciano e si allargano macchie di sangue. Dice con voce tremante: "L' ho ricamato a mano. Per te, figlio mio...". Dietro la mamma di Paolo Canale, ventiquattro anni appena, c' è suo marito, un padre e un uomo distrutto. La prima "volante" della polizia accorsa sul luogo dell' eccidio, l' ha sorpreso alle otto del mattino mentre trascinava il cadavere di Paolo verso la propria automobile, una Fiat 127. Gli aveva ricoperto il volto quasi irriconoscibile con un maglione di lana. Come aveva saputo? Non risponde, piange e scuote il capo. Pochi minuti prima, una telefonata anonima aveva avvisato il comando della mobile: "Andate a piazza Scaffa, c' è stata una carneficina". Subito dopo, un' altra voce, stavolta con nome e cognome: "E' successo al cortile macello. Se volete vi ci conduco io". Eccolo il "cortile macello", brutale appellativo di un luogo che ospita i cavalli destinati al vicino mattatoio. Per arrivarci bisogna percorrere corso dei Mille, oppure il ponte dell' Ammiraglio dove Garibaldi si scontrò vittoriosamente con i Borboni prima di entrare a Palermo; attraversare piazza Scaffa, larga e ventosa, con il distributore dell' Agip al centro, carcasse arrugginite di automobili da una parte e piccole botteghe dall' altra; imboccare una stradina sterrata che sembra la porta per l' inferno: prima depositi di cartoni, vecchie porte e persiane di legno, rottami di ferro; poi, sulla destra, un cancello che si spalanca sul fetido cortile. E' sulla soglia del cancello che gli agenti incontrano il padre di Paolo Canale mentre trascina con sè il corpo del figlio. Ed è in fondo al cortile che scorgono le prime tracce della strage più cruenta che Palermo abbia mai conosciuto. Sotto la tettoia dell' abbeveratoio, fra le gambe dei cavalli, due cadaveri con la faccia immersa nel liquame. Sorretto da una puntina da disegno, svolazza su di una parete un santino con la scritta "cuore di Gesù, benedici e proteggi la nostra famiglia". Sparsi qua e là, selle, briglie, morsi e altri finimenti per cavalli. Dall' abbeveratoio, attraverso un piccolo varco, si accede nelle stalle, due locali con una sola presa di luce, dove regnano buio, sporcizia, un fetore che prende alla gola. Nitriscono i cavalli all' ingresso degli agenti. Bestie di media stazza, tutte dal manto marrone e marchiate con una "x". Hanno schizzi di sangue sulle zampe e sulle code, gli occhi della paura. I loro zoccoli, nella prima stalla, sfiorano altri due corpi riversi al suolo e si ritraggono premurosi al contatto. Nella seconda stalla i morti sono tre e i cavalli cinque. E' ancora più scura e gli odori ancor più intensi. I tre corpi appaiono straziati dalle pallottole, tutte dirette al capo o al torace. L' unico raggio di luce che filtra da un pertugio va ad illuminare la materia cerebrale di una delle vittime, uscita dalla testa e appoltigliata a terra con lo sterco e la paglia. Restano di sasso quei poveri ragazzi della Mobile e dei carabinieri, alcuni sentono bollire lo stomaco. Tra noi giornalisti, pochi reggono senza girar subito i tacchi a quello spettacolo immondo che resterà inchiodato nella memoria durante la complicata ricostruzione della strage. Torniamo allora indietro, alle 21 della sera di mercoledì. Nelle stalle sono presenti otto persone. Il "cortile macello" non è un posto abitato e frequentato da gente senza macchia. E' un crocevia di traffici illeciti che vanno dalla macellazione illegale degli equini alle corse clandestine, dalle scommesse fuorilegge al traffico di droga. Apparteneva a Giuseppe Ambrogio, padre di diciotto figli, assassinato nel marzo dell' 81. Ambrogio era accusato dell' omicidio di Pino Greco, detto "Scarpazzedda", figura di rilievo della potente famiglia mafiosa. Di queste otto persone, quattro sono legate da vincoli di parentela: i fratelli Cosimo e Francesco Quattrocchi, di 38 e 34 anni, il loro cugino anch' egli di nome Cosimo, vent' anni, e il cognato Marcello Angelini, ventitrè anni. Sono in compagnia di Paolo Canale, ventiquattr' anni, Salvatore Schimmenti, trent' anni, Antonio Federico, trentacinque anni, e Giovanni Catalanotti di trentotto. Nessuno di questi ha pendenze gravi con la giustizia: piccoli reati per qualcuno, incensurato qualcun altro. Dei Quattrocchi si sa qualcosa di più: hanno una macelleria equina in piazza Ballarò, lontana da piazza Scaffa dove ora si trovano. Ed erano amici di Vito Pinetti, un celebre ladro di cavalli assassinato nell' aprile dell' anno scorso. Che cosa ci fanno i Quattrocchi con quelle altre persone nel cortile? E soprattutto: chi sono quei quattro? Forse una riunione fra soci di malaffare. Forse una trattativa per la vendita o le scommesse clandestine sui cavalli. Di sicuro, alcuni degli otto personaggi lavorano abitualmente in quel tugurio: calzano stivaloni di gomma per camminare nel liquame e vestono con giubbe sporche e puzzolenti. Alle 21.30, al massimo alle 22.00, nel cortile entra un commando armato di fucili a pompa e pistole "7,65". Dieci killers, forse di più. Ottimi tiratori. Le prime tre vittime cadono sotto la tettoia dell' abbeveratoio. Le altre cinque cercano riparo nelle stalle: un vicolo cieco. Non c' è un' altra porta d' uscita, neanche una finestra. I colpi risuonano negli angusti locali facendo scalpitare i cavalli. Due uomini vengono colpiti a morte nella prima stalla, gli ultimi tre si dibattono come topi nella seconda. La posizione in cui sono stati trovati i loro corpi (tutti ammassati aì piedi della stessa parete) rivela una truce esecuzione: sono stati obbligati ad allinearsi faccia al muro e fucilati con scariche di pallettoni. Uno di essi ha avuto il cranio scoperchiato di netto dalla tremenda esplosione. Non si uccidono così anche i cavalli? No, neanche loro. Le otto vittime del "cortile macello" appaiono irriconoscibili, il volto maciullato, colpiti ripetutamente. I parenti hanno faticato a riconoscerli, molti di essi sono stati aiutati più dall' abito che i morti indossavano che non dalle sembianze stravolte. Intorno ai cadaveri, la disperazione dei familiari. Una folla che è andata lievitando di ora in ora. In molti sono accorsi cercando il figlio o il marito scomparsi anni fa di "lupara bianca". Un rituale che si ripete, a Palermo, ogni volta che il tam-tam della morte risuona per la città. Ma chi è stato? E perchè? Le indagini imboccano subito, è naturale, la direzione dell' inquinato mondo dei cavalli da corsa e da macello. E allora si scopre che nella città più violenta e disastrata d' Europa c' è anche chi campa rubando e ammazzando cavalli, come nel Far West. E che il giro delle corse clandestine è più vasto e ricco di quel che si pensasse. Se ne organizzano ogni settimana, con un giro insospettabile di milioni e di imbrogli. Ma può bastare uno sgarro o una vendetta legata al traffico dei cavalli per giustificare una strage di queste proporzioni? No, non basta. Mai, neanche durante la cruenta guerra di mafia fra l' 81 e l' 83, erano state ammazzate otto persone in una sola volta. E mai nella zona di piazza Scaffa è stato commesso un omicidio senza la direttiva o il consenso delle cosche che dominano il territorio. Cioè i Marchese e gli Zanca (corso dei Mille), i Vernengo (Ponte Ammiraglio). Famiglie "vincenti" che Tommaso Buscetta ha recentemente accusato dei più eclatanti delitti di mafia. Sentiamo le dichiarazioni di alcuni uomini che da anni combattono l' imprendibile piovra. Il giudice Giovanni Falcone: "Un fatto del genere non può realizzarsi senza l' avallo della commissione dei dieci". Un sostituto procuratore: "Applicando il manuale Buscetta, non è possibile pensare ad un semplice regolamento tra bande". Un ufficiale dei carabinieri: "In questa zona perfino uno scippo deve avere il placet dei Marchese". A chi appartengono, dunque, i killer del "cortile macello"? A meno di un improvviso ma poco probabile stravolgimento delle gerarchie mafiose, essi fanno capo alle famiglie "vincenti". I motivi della vendetta possono essere molteplici: una illecita invasione del territorio, uno sgarro in comuni affari, un tradimento (nella bidonville di piazza Scaffa trovano spesso rifugio dei latitanti, può darsi che la stalla avesse ospitato di recente mafiosi di famiglie nemiche). Ma al di là di tutto questo, rimane l' eccezionalità dell' azione: nella sua organizzazione, nel suo massiccio obiettivo, nella sua ferocia. Negli inquirenti si fa strada una convinzione: la mafia "vincente" ha voluto offrire una dimostrazione di imperio e di efficienza nel momento in cui la sua forza veniva posta in dubbio e il suo carisma scalfito dalle rivelazioni di Buscetta e dalle conseguenti retate dei magistrati. Una brutale riaffermazione del potere di fronte ad una presunta sconfitta. C' è chi afferma che la "lezione" sortirà i suoi effetti e che il pugno duro delle famiglie vincenti precederà un lungo periodo di pax mafiosa. C' è chi, invece, dal massacro di ieri l' altro trae auspici meno pacifici, prevedendo vendette a catena. Che ruolo abbiano avuto nella malavita o nella mafia le otto vittime del fetido cortile nessuno ancora lo sa. Ma la voce di uno dei loro parenti, di fronte all' istituto di medicina legale dove erano stati portati i cadaveri, suona come un drammatico presagio. Era un uomo sulla cinquantina, alto e bruno, le labbra strette e gli occhi di fuoco. Ha scandito in dialetto: "Chi ha ucciso ieri ha scavato terra per gli altri. Ora dovrà scavarla per sè". IL RACKET ORGANIZZA LE GARE FUORILEGGE LE CORSE DEI "BROCCHI" SUI VIALI DELLA FAVORITA PALERMO (F.R.) - Cavalli drogati, azzoppati, rubati. Un fantino ucciso tre anni fa. E un giro di scommesse di centinaia di milioni. Il mondo delle corse clandestine inquina Palermo da più di un decennio. Quel mondo al quale - a quanto pare - le otto vittime del "cortile macello" non erano affatto estranee. Piazza Scaffa e il vicino mattatoio costituiscono le centrali di questi brocchi da corsa che possono fruttare una fortuna. Si tratta di cavalli non certo snelli nè allenati a dovere che vengono messi in pista non nel regolare ippodromo della "Favorita", ma lungo strade scelte con oculatezza e sbarrate al traffico per trenta minuti, un' ora al massimo, da motociclette poste all' uscita delle vie trasversali. Queste gare fuorilegge venivano prima disputate in un tratto della circonvallazione, presidiato ora - però - dalla polizia. Le organizzazioni hanno allora trovato altre praterie d' asfalto. Per esempio, via Orsa Maggiore (una ex strada statale in disuso). Oppure, viale delle Scienze, alle spalle della cittadella universitaria. O alcuni viali del Parco della Favorita o strade di campagna dell' immediata periferia. Alle corse partecipano un minimo di due e un massimo di sei cavalli, quasi sempre tutti dello stesso valore. Le giocate possono essere effettuate in varie zone della città. Una delle centrali abituali e tra le più conosciute è quella di piazza Indipendenza, in pieno centro storico. Si accettano soltanto puntate molto elevate. La maggior parte dei bookmakers pone un limite minimo di duecentomila lire e un massimo di un milione. Come avviene per il Totocalcio clandestino, lo scommettitore non viene mai imbrogliato: se vince, riscuote immediatamente. Gli imbrogli avvengono tra le varie organizzazioni clandestine: come si diceva prima, cavalli rubati, o drogati, o azzoppati. Le puntate si abbassano quando in campo scendono i pony, una razza sempre più usata per le corse clandestine in virtù della facilità di spostamento e di trasporto.
dal nostro inviato FRANCO RECANATESI
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/10/19/sterminata-dalla-mafia-la-banda-dell-ippodromo.html






1982 30 novembre

Massacro di Favarella: Rosario “Saro” Riccobono, Salvatore Scaglione, Giuseppe Lauricella e il figlio Salvatore, Francesco Cosenza, Carlo Savoca, Vincenzo Cannella, Francesco Gambino e Salvatore Micalizzi vengono invitati a pranzo nella tenuta di Michele Greco a Favarella (San Giuseppe Jato) per una grigliata all’aperto. Presenti anche Totò Riina e Bernardo Brusca, i quali dopo il pranzo attirano gli “invitati” in una trappola con l’aiuto di Michele Greco e li strangolano o li uccidono a colpi di pistola con l’aiuto di Giuseppe Greco “Scarpuzzedda”, Giovanni Brusca e Baldassare Di Maggio. I cadaveri delle vittime vengono spogliati e buttati in recipienti pieni di acido approntati per l’occasione.
Nella stessa giornata, in ore e luoghi diversi di Palermo, vengono uccisi numerosi associati di Riccobono come Domenico Cannella e Giovanni Filiano, uccisi nel bar “Singapore”, abituale ritrovo degli uomini di Riccobono. Pochi giorni dopo anche il fratello di Saro, Vito Riccobono, viene trovato morto nella sua auto. Il corpo da una parte, la testa dall’altra.
La morte di Riccobono e dei suoi uomini è una decisione di Totò Riina che aveva bisogno di toglierli di mezzo per ricompensare altri suoi alleati palermitani, soprattutto Giuseppe Giacomo Gambino, con la spartizione del territorio già appartenuto alla cosca di Riccobono. Inoltre Riccobono si era schierato con i corleonesi dopo aver tradito Stefano Bontate e per questo non era considerato affidabile.
I nuovi equilibri del vertice mafioso si riorganizzano e Raffaele Ganci, fedelissimo di Riina, prenderà il posto di Scaglione a capo della famiglia della Noce e Giuseppe Giacomo Gambino sostituisce Riccobono come capo del mandamento di San Lorenzo entrando quindi a far parte della Commissione (la Commissione o “cupola”, lo ricordiamo, è un’assemblea di tutti i capi mandamento).
L’invito a pranzo prima dell’esecuzione è uno dei grandi classici della mafia anche la cinematografia lo ripropone in molteplici versioni, ma il motivo per cui è così utilizzato da Cosa Nostra è evidente: si crea un’ambiente amichevole in cui tutti mangiano, bevono e si divertono. Quindi si rilassano, si sentono al sicuro e la loro attenzione si abbassa. A quel punto è molto semplice, per un gruppo di killer spietati, avvicinarsi alla vittima, circondargli il collo con un cavo, e stringere fino alla morte.
CONTRADA L'INFILTRATO CHE SUSSURRAVA ALLA 
MAFIA


di Marco Travaglio
Bruno Contrada, già capo della squadra Mobile di Palermo, poi della Criminalpol e infine numero 3 del Sisde,è stato...
condannato sette mesi fa a 10 anni di reclusione dalla Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa: per il suo trentennale «contributo sistematico e consapevole alla conservazione e al rafforzamento di Cosa nostra». Della sentenza definitiva non si conoscono ancora le motivazioni. Sono note però quelle della condanna d’appello del 2006, chiesta e ottenuta dal Pg Nino Gatto e confermata dalla Suprema Corte: 792 pagine firmate dal presidente Salvatore Scaduti e dai giudici a latere Chiara Boni e Giuseppe Melisenda, che illustrano le accuse a suo carico (lanciate non solo da mafiosi pentiti, ma soprattutto da incensurati: magistrati, poliziotti, parenti di vittime della mafia) e i riscontri che le hanno supportate. Il testo integrale è da oggi sul blog www.voglioscendere.it. Ne riportiamo una sintesi.
Riccobono e Bontate
Gaspare Mutolo, braccio destro del boss di Partanna-Mondello Rosario Riccobono, «uscito dal carcere nel 1981 aveva manifestato al Riccobono la sua preoccupazione di potersi imbattere in qualche controllo di Polizia». Ma «aveva appreso dallo stesso Riccobono che non vi era motivo di preoccupazione, perché avrebbe potuto contare sull’odierno imputato», cioè su Contrada. «Riccobono gli aveva raccontato che per ben tre volte, nel corso della sua latitanza, Bruno Contrada, per il tramite dell’avv. Cristoforo Fileccia, lo aveva tempestivamente avvisato di imminenti operazioni di polizia». Non solo: «Il Riccobono gli aveva svelato che i primi contatti con l’imputato erano stati instaurati non da lui, ma da Stefano Bontate (…) attraverso due soggetti: il conte Arturo Cassina, uno degli imprenditori più importanti di Palermo, già in rapporti con lo stesso Bontate (…), e il dott. Pietro Purpi, dirigente del I° distretto di Polizia. Tali iniziali, ’amichevoli contatti’ di Contrada con Bontate si erano successivamente estesi al Riccobono e ad altri soggetti appartenenti a Cosa Nostra, tra i quali Salvatore Inzerillo, Totò Scaglione, Michele Greco e Salvatore Riina». Mutolo aveva accusato Contrada già «il 16 dicembre 1991 dinanzi al dr. Falcone, all’epoca direttore generale presso il ministero di Grazia e Giustizia, cui aveva chiesto un colloquio nella casa penale di Spoleto. Il dr. Falcone aveva aderito alla richiesta, trasferendosi in quella sede in compagna del collega dr. Giannicola Sinisi, anch’egli al Ministero; ma, non appena il Mutolo aveva fatto i nomi del dr. Contrada e del dr. Signorino come soggetti collusi con la mafia, s’era affrettato a chiarire che i suoi compiti non gli consentivano di procedere alla formazione di un verbale, e gli aveva suggerito di contattare il direttore della Dia De Gennaro». La prova? «Tale circostanza è stata confermata da Sinisi» e da «documenti acquisiti presso il Ministero (…), a firma Falcone e Sinisi». Poi, dopo la strage di Capaci, Mutolo parla delle collusioni mafiose di Contrada «con il dr. Paolo Borsellino poco prima che questi fosse ucciso (19 luglio 1992), come emerso dalle testimonianze del tenente Carmelo Canale».
Patente a Bontate e Greco
Altre accuse vengono dal pentito Francesco Marino Mannoia che ricorda «l’intervento di Contrada per il rilascio della patente a Bontate, precedentemente revocata per effetto di una misura di prevenzione»; e per «la restituzione della patente di guida al mafioso ’Pinè’ Greco, cugino di Greco Michele detto ’il papa’», al quale «la patente era stata sospesa a seguito di un provvedimento di diffida». La Questura di Contrada, si mobilità per Pinè Greco con «rara celerità», ma il nuovo questore Vincenzo Immordino dà parere negativo. A questo punto la patente sparisce dalla Questura e torna in mano al boss. «Analoghe anomalie venivano ravvisate da quel giudice nella pratica di rilascio del passaporto allo stesso Greco». Secondo i giudici, è provato che a occuparsene fu Contrada.
Patente a Lipari
Secondo il pentito Salvatore Cancemi «dire che Contrada era nelle mani di Cosa Nostra era come dire ’pane e pasta’», cioè lo sapevano tutti. Dei rapporti del poliziotto con Bontate e Riccobono gli parlò nel 1976 il boss Giovanni Lipari (gli aveva rivelato che Contrada si era interessato di fare avere patente e porto d’armi a Bontate). Anche Pippo Calò, boss di Porta Nuova, gli confermò i legami mafiosi di Contrada «fonte di informazioni su mandati di cattura e altre notizie di interesse» per Cosa Nostra, il tutto negli anni 80, quando ormai comandavano i corleonesi.
Parla Buscetta
Buscetta parla genericamente delle collusioni di Contrada fin dal 1984, davanti a Falcone. Poi, dopo Capaci, dettaglia meglio le accuse sulle «relazioni di Contrada con uomini d’onore», come Riccobono e Bontate. «In particolare ha riferito che, trovandosi a Palermo dopo essersi sottratto al regime di semilibertà (1980-81), manifestò a Riccobono l’intenzione di allontanarsi da Palermo e tornare in Brasile con la famiglia. Riccobono tentò di dissuaderlo dicendogli che si sarebbe potuto stabilire tranquillamente nel suo territorio, perché nessuno sarebbe venuto a cercarlo lì, aggiungendo: ’Io ho il dott. Contrada, che mi avviserà se ci sono perquisizioni o ricerche di latitanti in questa zona’ (…). Qualche tempo dopo parlò con Bontate della rivelazione fattagli dal Riccobono. Bontate in maniera ’netta e precisa’ gli confermò che la notizia di contatti tra i due era vera». Anche sulle parole Buscetta, la Corte d’appello (e poi la Cassazione) dà un giudizio di «attendibilità intrinseca ed estrinseca».
La fuga di Riina
Pino Marchese, cognato di Leoluca Bagarella (cognato di Riina), racconta tre «soffiate» di Contrada ai mafiosi nel 1981. Queste. 1) Nella sua tenuta «La Favarella», Michele Greco «si era appartato con lui comunicandogli riservatamente di andare ad avvisare lo ’zio Totuccio’, cioè Riina, perchè il ’dottore Contrada’ aveva fatto sapere che le Forze di Polizia avevano individuato la località dove egli si era rifugiato (una villa in località Borgo Molara). Marchese si era, quindi, recato dal Riina e gli aveva riferito quanto comunicatogli dallo zio Filippo, specificando che Contrada era la fonte delle informazioni su possibili, imminenti perquisizioni. Riina, per nulla sorpreso, aveva deciso di abbandonare immediatamente l’abitazione per andare a S. Giuseppe Jato». 2) «Lo zio Filippo Marchese lo aveva avvertito di fare allontanare il padre Vincenzo, latitante a Villabate, perchè Contrada aveva fatto sapere che in quella zona sarebbero state eseguite perquisizioni domiciliari». 3) Lo zio Filippo, latitante pure lui, «lo aveva informato della necessità di spostarsi, per precauzione, dalla casa dei Bagnasco in via Fichidindia perchè Contrada aveva fatto sapere, sempre tramite Michele e Salvatore Greco, che era pervenuta in Questura una telefonata anonima in cui si indicavano in Filippo Marchese, Pinuzzu Calamia e Carmelo Zanca gli autori dell’omicidio Tagliavia. Pertanto sia lui che il padre si erano trasferiti a Casteldaccia». I tre episodi sono stati riscontrati. Pure il neopentito Nino Giuffrè seppe dai Greco che la fuga di Riina da Borgo Molara «ebbe origine da una ’soffiata’ dell’imputato». Cioè di Contrada. E Giuffrè, di cui Contrada non s’è mai occupato, non ha motivo di avercela con lui.
A cena col boss
Rosario Spatola, mafioso di Mazara, «ha riferito di aver visto Contrada nella primavera 1980 in un ristorante di Sferracavallo (nel Palermitano), “il Delfino”, gestito dal cognato di don Ciccio Carollo, uomo d’onore e massone palermitano. Spatola aveva visto il Caro (Rosario, l’amico che lo accompagnava, ndr) rivolgere un cenno di saluto in direzione di un tavolo dov’erano seduti Contrada e Rosario Riccobono (…). Aveva appreso dal Caro che Contrada era un fratello massone, a disposizione di Cosa Nostra, un “buon amico” a cui potersi rivolgere in caso di bisogno o di problemi con la Polizia; che già il fratello Federico aveva ottenuto, grazie alla sua intercessione, il rilascio del porto di pistola e anche lui era in attesa di ricevere il porto d’armi». Anche Spatola è stato riscontrato. Fuorché su un punto: l’affiliazione massonica di Contrada, impossibile da dimostrare.

Il ristorante “Il Delfino” è sito in quello che era il territorio del mandamento mafioso già capeggiato dal Riccobono, che quel territorio frequentava anche da latitante (pag. 932 della sentenza);

· Gaspare Mutolo aveva riferito di avere avuto modo di constatare nel 1981, tornato a Palermo, che effettivamente, il Riccobono, seppur ancora latitante, era “molto più tranquillo di prima”, risiedeva più stabilmente in alcuni villini di sua proprietà, siti a Mondello, Pallavicino, e a Sferracavallo, nella zona di mare denominata “Barcarello”, nel cui giardino teneva una roulotte ove offriva alloggio a latitanti (pag. 932 della sentenza)38, circolava tranquillamente per la città con la propria autovettura, svolgeva i suoi traffici illeciti e frequentava locali pubblici (cfr. ff 53 e ss ud. 7/6/1994);

· Il Mutolo aveva dichiarato che Antonio Pedone, gestore del ristorante "II Delfino", era persona "cui si può parlare" citando due episodi, riassunti alle pagine 933 – 935 della sentenza appellata 39;

il Pedone non sarebbe credibile in quanto aveva dichiarato di
non avere subito estorsioni o tentativi di estorsione per la sua
attività di ristoratore a Sferracavallo, borgata che, a suo dire, veva avuto <flagello>> (ibidem, pagine 936-938);

· lo stesso Pedone è cognato del mafioso Ciccio Carollo (pag. 940 sentenza) e aveva ammesso << dopo alcune iniziali titubanze>> di aver avuto come clienti qualche volta i fratelli Caro (pag. 941 della sentenza).

Alle pagine 133-135 i medesimi difensori appellanti hanno spiegato nei seguenti termini <l'evidenza dei fatti, si sia voluto così pervicacemente ritenere veritiero>> il racconto di Spatola:
<dott. Contrada è il suo presunto rapporto con il mafioso Rosario Riccobono; di esso hanno parlato diversi pentiti (compreso Spatola), escussi nel processo, ma le loro propalazioni sono state tutte "de relato" e quasi tutte "de relato" da fonti non più interpellabili perché costituite da uomini morti. Nessuno dei pentiti accusatori ha dichiarato di aver mai visto Contrada e Riccobono insieme . Soltanto Spatola ha affermato di aver visto i due, insieme, nella occasione del pranzo al ristorante.
L'episodio, una volta accertato e dichiarato vero, avrebbe dato la prova decisiva e inattaccabile non soltanto della sussistenza del rapporto tra il poliziotto e il mafioso, ma anche dell'attendibilità di tutti gli altri pentiti propalatori, in un modo o nell'altro, del medesimo fatto>>.
*****
Giova chiarire, innanzitutto, che errano i difensori appellanti nell’affermare che lo Spatola non avrebbe detto che l'incontro al ristorante "Il Delfino" era avvenuto in un giorno feriale. Allo stesso modo, non può convenirsi sull’ulteriore affermazione secondo cui nulla attesterebbe che quel ristorante a pranzo fosse frequentato in prevalenza da turisti ed a cena da palermitani.

Ed invero, lo Spatola ha riferito che, nella circostanza in cui aveva visto Contrada con Riccobono, si era recato con Rosario Caro al ristorante “Il Delfino” durante la pausa pranzo dell’orario di lavoro del Caro, dipendente "Tessilcon" ex " Facup" di Tommaso Natale e che, con lui, aveva sovente
pranzato in quel locale (pag. 887 della sentenza appellata). 
Orbene, il rapporto di lavoro di Rosario Caro con la "Tessilcon" (l’interessato ha precisato che l’intervallo per il pranzo, secondo il suo orario di lavoro, era tra le h. 13,00 e le 14,30 - cfr. ff. 4 -5 ud. 7.9.94), la sua abitudine di pranzare in quel ristorante, la sua amicizia con Rosario Spatola e la conoscenza del luogo da parte del collaborante (cfr. pag. 941 della sentenza appellata) hanno trovato piena conferma nelle emergenze processuali, e pertanto: 
Una frase in carcere è intuitivo che l’intervallo dell’orario di lavoro riguardasse un giorno feriale;
· lo Spatola aveva sufficienti elementi di conoscenza per descrivere il tipo di clientela del ristorante “Il Delfino” ad ora di pranzo (<ci sono stato giornate, giornate, giornate>> pag. 100 trascrizione udienza 24.4.94).

Quanto alle osservazioni sul presunto trapasso dialettico dalle parole “saletta riservata” a quelle “tavolo posto in posizione appartata”, che la Difesa ha considerato sintomatico di una manipolazione del collaborante, il Tribunale se ne è fatto ampiamente carico alle pagine 943-947 della sentenza appellata, cui si rinvia.

Giova ribadire, comunque, che il racconto dello Spatola è logico e ben centrato.

Il collaborante, infatti, ha sempre sostenuto di avere visto quel tavolo entrando nel locale. Ciò conferma che, come da lui riferito, non c’erano porte divisorie, cioè non c’era ancora la porta a vetri collocata anni dopo dal Pedone su disposizione delle autorità sanitarie per isolare - creando una sorta di antibagno - l’area di accesso ai servizi dalla zona dei tavoli.

Risulta, dunque, insostenibile l’ipotesi che un occulto suggeritore abbia indotto lo Spatola a modificare la sua precedente descrizione dello stato dei luoghi, a seguito della iniziativa della Difesa di richiedere la planimetria del locale nelle condizioni in cui si trovava nella primavera del 1980.

Non si ravvisa, in conclusione, una sostanziale variazione nei
riferimenti lessicali e spaziali del narrato dello Spatola: una saletta non è necessariamente isolata o soggetta ad esserlo, mentre la zona era sicuramente appartata, e quindi idonea a non essere ascoltati, più di quanto non lo fosse un tavolo contiguo ad altri. Per non dire che la scarsa cultura del collaborante - come osservato dal Tribunale, non consentiva di attribuirgli << la capacità di fare sottili distinzioni di tipo linguistico>>. Venendo alle ulteriori osservazioni difensive, al fine di lumeggiare l’ambiguità di Antonino Pedone, gestore del ristorante “Il Delfino”, basta soltanto ricordare la sua affermazione che la Borgata di Sferracavallo era, per grazia ricevuta, <>, ragione per cui egli non aveva mai pagato alcuna somma a titolo di “pizzo”.

Essa è stata smentita dalla instaurazione di un procedimento
penale avente ad oggetto numerose estorsioni consumate
proprio nella zona di Sferracavallo, definito con sentenza del
16/5/1978 di non doversi procedere contro ignoti, emessa dal
Consigliere Istruttore di Palermo, dott. Chinnici, , peraltro in
relazione a fatti attribuiti anche al Pedone stesso.

Tale elemento, correlato al comprovato rapporto di affinità con il mafioso Ciccio Carollo, legittima pienamente il convincimento del Tribunale secondo cui Rosario Riccobono ben poteva contare sulla discrezione del gestore del ristorante .

Lo stesso incontro al ristorante “Il Delfino”, del resto, non è collocabile con certezza in epoca successiva al 23 aprile 1980, giorno in cui Rosario Riccobono divenne latitante, e cioè uno di quei soggetti la cui ricerca il dott. Impallomeni, successore
dell’odierno imputato dott. Contrada alla guida della Squadra
Mobile di Palermo, esaminato all’udienza del 20 maggio 1994, ha riferito di avere sempre considerato un suo “pallino”.

Gli ulteriori elementi evidenziati dal Tribunale e richiamati dai
difensori, poi (spavalderia ostentata dai latitanti, presenza del
Riccobono nel suo territorio e quindi ampie possibilità di coperture o di segnalazioni di presenze indesiderate), inducono a disattendere la tesi della impossibilità dell’incontro tra Contrada e Riccobono all’interno del ristorante.

Oltretutto, a venire in considerazione non è l’alternativa tra verosimile ed inverosimile, ma quella tra ciò che è provato e ciò che non lo è. Ed fare ritenere provato l’episodio dell’incontro al ristorante “Il Delfino” convergono, oltre ai riscontri rassegnati su questa specifica indicazione accusatoria, tutti i contributi riguardanti l’esistenza di un rapporto personale con il Riccobono, che Contrada ha sempre negato anche nella forma di relazione tra confidente e poliziotto.
Gaetano Costa è un pentito della ’ndrangheta calabrese. A fine ’92, mentre è in cella all’Asinara con tre mafiosi - Cosimo Vernengo, Pietro Scarpisi e Vincenzo Spadaro - la tv dà notizia dell’arresto di Contrada. A quel punto Spadaro sbianca in volto «come se avessero arrestato qualcuno che gli interessava», si mette le mani nei capelli ed esclama: «nnu consumaru!» («ce lo hanno consumato!»).
Minacce ai colleghi

Il 14 aprile 1980, quando nessuno si sognava di dubitare di Contrada, il commissario capo Renato Gentile invia al capo della Mobile, Giuseppe Impallomeni, una relazione di servizio: «La sera di sabato 12 c.m., nell’androne di questa Squadra Mobile, venivo avvicinato dal dott. Contrada che mi chiedeva se fossi andato a fare una perquisizione a casa di Inzerillo Salvatore e se agenti armati di mitra fossero entrati nelle stanze facendo impaurire i bambini: (…) il Contrada aggiungeva che aveva avuto lamentele dai capi-mafia per il modo in cui si era agito. Al che lo scrivente rispose che la perquisizione avvenne in modo normalissimo, senza violenza e senza armi in pugno (…); e tutta l’operazione era diretta alla presenza della S.V. Contrada aggiungeva che determinati personaggi mafiosi hanno allacciamenti con l’America per cui noi, organi di Polizia, non siamo che polvere di fronte a questa grande organizzazione mafiosa: ’hai visto che fine ha fatto Giuliano?’». L’indomani la relazione viene trasmessa al questore Immordino, che segnala la cosa al capo della Polizia, chiedendo di trasferire Contrada lontano da Palermo e stigmatizzando - riassumono i giudici - «l’immobilismo di Contrada a seguito dei fatti culminati nel blitz del 5 maggio 1980 e nei successivi arresti di esponenti mafiosi». Secondo i giudici, era stato l’avvocato Fileccia, per conto del boss Inzerillo, a lamentarsi del blitz con Contrada (proprio con lui, che fra l’altro dirigeva già la Criminalpol e non c’entrava nulla con le perquisizioni). Correttamente - osserva la Corte - il Tribunale ha ritenuto la ramanzina di Contrada a Gentile di «inequivoco significato intimidatorio». E hanno concluso: «Se il latitante mafioso Inzerillo decideva di rivolgersi all’imputato non poteva che essere per il ruolo da quest’ultimo rivestito di referente proprio all’interno delle forze di Polizia».
MARCHESE PIETRO,LO VERSO PIETRA,TAG,DONNA,QUATTROCCHI COSIMO,ZANCA CARMELO,STRAGE MAFIOSA PIAZZA SCAFFA PALERMO 18 OTTOBRE 1984 OTTO MORTI,CORTILE MACELLO,MATTANZA,STRAGE VIALE LAZIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE LEONARDO,GUARNOTTA LEONARDO,LUCULANO CARMELA,SPATOLA FILIPPA,MARCHESE VINCENZINA,MANDARANO GIUSEPPA,VITALE GIUSY,BUSCEMI MICHELA,ROMEO ROSA,GAROFALO LEA,LO VERSO PIETRA,SPADARO PINA,ATRIA RITA,OMERTÀ,PIPITONE LIA,MARCHESE PIETRO,1984,MAFIA,TAG,REBIBIA,AVANTI,BUSCETTA TOMMASO,GRECO MICHELE,CIACULLI,ANDO' SALVO,PIOVRA,MARCHESE PIETRO ASSASSINATO 25 FEBBRAIO 1982,DALA CHIESA CARLO ALBERTO,PIAZZA SCAFFA PALERMO RINVENUTI IN UNA STALLA 8 CADAVERI,SCALFARO OSCAR LUIGI,CORSO DEI MILLE,VIA BRANCACCIO,QUATTROCCHI COSIMO,QUATTROCCHI FRANCESCO,ANGELINI MARCELLO,SCHIMMENTI SALVATORE,SIEB, CATALANOTTI GIOVANNI,CANALE PAOLO,LA TORRE MICHELE,LA TORRE ROCCO,MACELLAZIONE DI CARNI,MOLFETTA,CIANCIMINO VITO,AMBROGIO GIUSEPPE,PCI,MARCHESE PIETRO, VERNENGO PIETRO,ZANCA CARMELO,GRECO MICHELE,RIMI RINALDO,SAVOCA VINCENZO,BADALAMENTI GAETANO,MADRID,DVI' SALVATORE,MINEO IGNAZIO,PRSENTATO SALVATORE,BAGHERIA,SISDE,GUNNELLA ARISTIDE,SAN PAOLO DEL BRASILE,BUSCETTA TOMMASO,BUSCETTA ANTONIO,BUSCETTA BENEDETTO,GENOVA GIUSEPPE,NEW YORK PLACE,BUSCETTA FELICIA,BUSCETTA VINCENZO,BUSCETTA BENNY,RAFFINERIA DI EROINA,DEMOCRAZIA CRISTIANA,PIANOSA,PISA, DI CRISTINA,GIUSEPPE,FERLITO ALFIO,PILO GIOVANNI,FARDELLA LUIGI,SPADARO GIUSEPPE,GRECO GIUSEPPE,CROCEVERDE GIARDINI,PICONE GIUSTO,CALCEDONIO SCIARRABBA,SCAGLIONE PITERO,DE MAURO MAURO,L'ORA,RUSSO GIUSEPPE,CARABINIERI,BASILE EMANUELE,D'ALEO MARIO,TERRANOCA CESARE,COSTA GAETANO,BORIS GIULIANO,CHINNICI ROCCO,DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,FALCON GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,CAPONNETTO ANTONIO,PAJNO VINCENZO,STATI UNITI,INZERILLO SALVATORE,BONTATE STEFANO,RICCOBONO ROSARIO, BONTATE STEFANO UCCISO 23 APRILE 1981,RICCOBONO ROSARIO,SCAGLIONE SALVATORE,LAURICELLA GIUSEPPE,LAURICELLA SALVATORE,COSENZA FRANCESCO,CANNELLA VINCENZO,GAMBINO FRANCESCO,MICALIZZI SALVATORE,MICHELE GRECO,FAVARELLA SAN GIUSEPPE JATOUNA GRIGLIATA ALL'ARIA APERTA,RIINA SALVATORE,BRUSCA BERNARDO,BRUSCA GIOVANNI,BALDASSARE DI MAGGIO,ACIDO,DOMENICO CANNELLA,FILIANO GIOVANNI,BAR SINGAPORE PALERMO,RICCOBONO VITO,GAMBINO GIUSEPPE GIACOMO,SAN LORENZA,CONTRADA BRUNO,MUTOLO GASPARE,PURPI PIETRO,BONTATE STEFANO,FALCONE GIOVANNI,SIINISI GIANICOLA,CANALE CARMELO,BORSELLINO PAOLO,IMMORDINO VINCENZO,CANGEMI SALVATORE,LIPARI GIOVANNI MARCHESE PINO,BAGARELLA LEOLUCA,MARCHESE VINCENZINA,SUICIDIO,MARCHESE FILIPPO,BORGO MOLARA,BAGNASCO VIA FICHIDINDIA,GRECO SALVATORE,TAGLIAVIA,GIUFFRE' NINO,SPATOLA ROSARIO,DELFINO RISTORANTE SFERRACAVALLO,CAROLLO CICCIO,GAETANO COSTA,VERNENGO PIETRO,SCARPISI PITERO,SPADARO VINCENZO,GENTILE RENATO,IMPALLOMENI GIUSEPPE,MASSACRO MFIOSO A FAVARELLA SAN GIUSEPPE JATO 9 AMMAZZATI 30 NOVEMBRE 1982, 
CONTORNO SALVATORE,TAG,PENTITI,COLLABORATORI DI GIUSTIZIA,MANNOIA MARINO FRANCESCO,BUSCETTA TOMMASO,VITALE LEONARDO,CALDERONE ANTONINO, PIPITONE ANTONINO,, PIPITONE ROSALIA, BUSCETTA TOMMASO,BRUSCA GIOVANNI,SSINO ANGELO,LO IACONO FRANCESCO PAOLO,VERDERAME SALVATORE,NAIMO GIUSEPPE,MUTOLO GASPARE,MICALIZZI SALVATORE,ONORATO FRANCESCO,FERRANTE GIOVANBATTISTA,,LACCICCO ENRICO,GAMBINO PIPPO,ANDO' SALVO,CALO' PIPPO,LIGGIO LUCIANO,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,VIOLANTE LUCIANO,GRECO MICHELE PAPA,CIACULLI,CROCEVERDE GIARDINO,GRECO PAOLINO,DI PACE SALVATORE,
,RICCOBONO ROSARIO,TAG,BORSELLINO PAOLO,GASPARE MUTOLO,GUGLIELMO FELICE,CARADIOTA SPIRIDIONE,MUTOLO GASPARE,VITALE LEONARDO,BRUSCA GIOVANNI,PENTITI,GRAVIANO FILIPPO, GRAVIANO GIUSEPPE, SCARANTINO VINCENZO, greco michele,papa,ciaculli,la barbera,cristofalo andrea,cristofalo francesco,naimo giuseppe,partanna,riccobono rosario,eroina,d'archirafi paolo vanni,caviglia filippo brusca giovanni,sorino angelo,contrada bruno,vigna pier luigi, de gennaro gianni,falcone goiovanni,suicidio signorino domenico,giammanco pietro,meli antonino, MUTOLO Gaspare,  MANNOIA Francesco Marino,CANGEMI  Salvatore, BUSCETTA Tommaso, PIRRONE  Maurizio, SPATOLA  Rosario, MARCHESE  Giuseppe, SCAVUZZO Pietro, COSTA Gaetano, PENNINO Gioacchino, ONORATO Francesco, DI CARLO Francesco, BRUSCA GIOVANNI, SIINO ANGELO, CUCUZZA Salvatore, FERRANTE  Giovan Battista,MONTALBANO GIUSEPPE,TAG,CAMPOREALE,DOTTORE,CONTRADA VALLEFONDO,ALMERICO PASQUALE,MONTALBANO GIUSEPPE 63 ANNI UCCISO IL18 NOVEMBRE 1988,BRUSCA BERNARDO,CONFISCA DEI BENI,TAGLIAVIA ROBERTO,DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,BRUCA GIOVANNI,RIINA SALVATORE,MORTI SOSPETTE,TONNI ELISABETTA,ABBAGNATO GIOVANNI,CERNIGLIARO SALVATORE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,MUTOLO GASPARE,BUSCETTA TOMMASO,VITALE LEONARDO,GRAVIANO GIUSEPPE,GRAVIANO FILIPPO,ASINARA,MANZELLA CESARE,TERRASINI,CINISI,IMPASTATO GIUSEPPE,BADALAMENTI GAETANO,TANO SEDUTO,ONDA PAZZA A MAFIOPOLI,BORIS GIULIANO,AUTOSTRADA PALERMO MAZZARA DEL VALLO,AEROPORTO PUNTA RAISI,
EROINA,SPAGNA,STATI UNITI,LOMBARDO ANTONINO,GRECO MICHELE,PAPA,CIACULLI,GIULIANO SALVATORE,1 MAGGIO 1947 PORTELLA DELLA GINESTRA,PROVENZANO BERNARDO,CORLEONE,PIO LA TORRE,MACRONI FRANCESCO,FORCINA GIANLUCA,LEGGE ROGNONI LA TORRE,BANCO DI CREDITO COOPERATIVO DI PACECO,TRAPANI,PIO LA TORRE UCCISO 1982 ,VERITA' RIVELATE,PRIVITERA FRANCESCO,

MONTALBANO GIUSEPPE,TAG,CAMPOREALE,DOTTORE,CONTRADA VALLEFONDO,ALMERICO PASQUALE,MONTALBANO GIUSEPPE 63 ANNI UCCISO IL18 NOVEMBRE 1988,BRUSCA BERNARDO,

ALMERICO PASQUALE, BRUSCA BERNARDO, CAMPOREALE, CONTRADA VALLEFONDO, DOTTORE, MONTALBANO GIUSEPPE, MONTALBANO GIUSEPPE 63 ANNI UCCISO IL18 NOVEMBRE 1988,PRIVITERA FRANCESCO, TAG, ENEA VINCENZO, 2019 17 OTTOBRE PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE RACCONTA LA VICENDA DEL DR GIUSEPPE MONTALBANO. DI CAMPOREALE UCCISO DALLA MAFIA IL 18 NOVEMBRE 1988 TAG MONTALBANO CAMPOREALE MAFIA MORTI SOSPETTE MAFIA,TAG,MONTALBANO,MORTI SOSPETTE, CAMPOREALE,VERITA' RIVELATE,PRIVITERA FRANCESCO, BORSELLINO PAOLO,AUDIZIONI,1986,TAG,MARSALA,VITALE LEONARDO,SPATOLA ROSARIO,MUTOLO GASPARE,1987 16 DICEMBRE CONCLUDE IL MAXIPROCESSO,COMMISSIONE ANTIMAFIA,SCARANTINO VINCENZO,BUSCETTA TOMMASO,NAIMO ROSARIO,MICALIZZI MICHELE,BRUSCA GIOVANNI, PIPITONE ANTONINO,SIINO ANGELO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,MASSONERIA,LOGGIA SCONTRINO,RUSSO GIUSEPPE,CORLEO LUIGI,NINO SALVO,MELI ANTONIO,FALCONE GIOVANNI,GIAMMANCO,CASTELVETRANO,MESSINA DENARO MATTEO,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,CHINNICI ROCCO,BORIS GIULIANO,PALERMO CARLO,TERRANOVA CESARE,BRASILE TRAPANI,1984 8 MAGGIO AUDIZIONE BORSELLINO PAOLO,ASINARA,1983 23 LUGLIO UCCISO CHINNICI ROCCO,1979 21 LUGLIO UCCISO BORIS GIULIANO,CONTORNO SALVATORE,CALVARUSO TONY, 2019 4 GENNAIO LEOLUCA ORLANDO….. QUEI CAZZOTTI A FALCONE. DUE O TRE COSE CHE BISOGNEREBBE SAPERE SUL RAPPORTO TRA FALCONE E LEOLUCA ORLANDO. 2007 23 MAGGIO CAPACI, 23 MAGGIO 1992 LE TENSIONI NELLA VITA PROFESSIONALE DI FALCONE LEOLUCA ORLANDO SINDACO DI PALERMO CON MANCUSO GALASSO COMPUONENTI DELLE RETE DENUNCIANO AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA IL MAGISTRATO GIOVANNI FALCONE BORSELLINO, CIANCIMINO, CSM,DEPISTAGGIO, ENEA VINCENZO, FALCONE, GALASSO ALFREDO, L'ORA, LA RETE, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, MASSONERIA, MATTARELLA PIERSANTI, MATTARELLA SERGIO, ORLANDO LEOLUCA, ZANGHI' VINCENZO,  
MONTALBANO GIUSEPPE,TAG,CAMPOREALE,DOTTORE,CONTRADA VALLEFONDO,ALMERICO PASQUALE,MONTALBANO GIUSEPPE 63 ANNI UCCISO IL18 NOVEMBRE 1988,BRUSCA BERNARDO,CONFISCA DEI BENI,TAGLIAVIA ROBERTO,DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,BRUCA GIOVANNI,RIINA SALVATORE,MORTI SOSPETTE,TONNI ELISABETTA,ABBAGNATO GIOVANNI,CERNIGLIARO SALVATORE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,MUTOLO GASPARE,BUSCETTA TOMMASO,VITALE LEONARDO,GRAVIANO GIUSEPPE,GRAVIANO FILIPPO,ASINARA,MANZELLA CESARE,TERRASINI,CINISI,IMPASTATO GIUSEPPE,BADALAMENTI GAETANO,TANO SEDUTO,ONDA PAZZA A MAFIOPOLI,BORIS GIULIANO,AUTOSTRADA PALERMO MAZZARA DEL VALLO,AEROPORTO PUNTA RAISI,
EROINA,SPAGNA,STATI UNITI,LOMBARDO ANTONINO,GRECO MICHELE,PAPA,CIACULLI,GIULIANO SALVATORE,1 MAGGIO 1947 PORTELLA DELLA GINESTRA,PROVENZANO BERNARDO,CORLEONE,PIO LA TORRE,MACRONI FRANCESCO,FORCINA GIANLUCA,LEGGE ROGNONI LA TORRE,BANCO DI CREDITO COOPERATIVO DI PACECO,TRAPANI,PIO LA TORRE UCCISO 1982 ,VERITA' RIVELATE,PRIVITERA FRANCESCO,

MONTALBANO GIUSEPPE,TAG,CAMPOREALE,DOTTORE,CONTRADA VALLEFONDO,ALMERICO PASQUALE,MONTALBANO GIUSEPPE 63 ANNI UCCISO IL18 NOVEMBRE 1988,BRUSCA BERNARDO,

ALMERICO PASQUALE, BRUSCA BERNARDO, CAMPOREALE, CONTRADA VALLEFONDO, DOTTORE, MONTALBANO GIUSEPPE, MONTALBANO GIUSEPPE 63 ANNI UCCISO IL18 NOVEMBRE 1988,PRIVITERA FRANCESCO, TAG, ENEA VINCENZO, 2019 17 OTTOBRE PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE RACCONTA LA VICENDA DEL DR GIUSEPPE MONTALBANO. DI CAMPOREALE UCCISO DALLA MAFIA IL 18 NOVEMBRE 1988 TAG MONTALBANO CAMPOREALE MAFIA MORTI SOSPETTE MAFIA,TAG,MONTALBANO,MORTI SOSPETTE, CAMPOREALE,VERITA' RIVELATE,PRIVITERA FRANCESCO, BORSELLINO PAOLO,AUDIZIONI,1986,TAG,MARSALA,VITALE LEONARDO,SPATOLA ROSARIO,MUTOLO GASPARE,1987 16 DICEMBRE CONCLUDE IL MAXIPROCESSO,COMMISSIONE ANTIMAFIA,SCARANTINO VINCENZO,BUSCETTA TOMMASO,NAIMO ROSARIO,MICALIZZI MICHELE,BRUSCA GIOVANNI, PIPITONE ANTONINO,SIINO ANGELO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,MASSONERIA,LOGGIA SCONTRINO,RUSSO GIUSEPPE,CORLEO LUIGI,NINO SALVO,MELI ANTONIO,FALCONE GIOVANNI,GIAMMANCO,CASTELVETRANO,MESSINA DENARO MATTEO,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,CHINNICI ROCCO,BORIS GIULIANO,PALERMO CARLO,TERRANOVA CESARE,BRASILE TRAPANI,1984 8 MAGGIO AUDIZIONE BORSELLINO PAOLO,ASINARA,1983 23 LUGLIO UCCISO CHINNICI ROCCO,1979 21 LUGLIO UCCISO BORIS GIULIANO,CONTORNO SALVATORE,CALVARUSO TONY, 2019 4 GENNAIO LEOLUCA ORLANDO….. QUEI CAZZOTTI A FALCONE. DUE O TRE COSE CHE BISOGNEREBBE SAPERE SUL RAPPORTO TRA FALCONE E LEOLUCA ORLANDO. 2007 23 MAGGIO CAPACI, 23 MAGGIO 1992 LE TENSIONI NELLA VITA PROFESSIONALE DI FALCONE LEOLUCA ORLANDO SINDACO DI PALERMO CON MANCUSO GALASSO COMPUONENTI DELLE RETE DENUNCIANO AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA IL MAGISTRATO GIOVANNI FALCONE BORSELLINO, CIANCIMINO, CSM,DEPISTAGGIO, ENEA VINCENZO, FALCONE, GALASSO ALFREDO, L'ORA, LA RETE, LOGGIA MASSONICA SCONTRINO, MASSONERIA, MATTARELLA PIERSANTI, MATTARELLA SERGIO, ORLANDO LEOLUCA, ZANGHI' VINCENZO,  

ORLANDO CASCIO LEOLUCA,COSSIGA FRANCESCO,1990 ,TAG,PALERMO,PADRE PINTACUDA,DC,RETE,MAFIA,CHIAROMONTE GERARDO,COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA,SCIASCIA LEONARDO,COSSIGA FRANCESCO,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,LA TORRE PIO,BORSELLINO PAOLO,FALCONE GIOVANNI,LO FORTE GUIIDO, PIGNATONE GIUSEPPE,GUARNOTTA LEONARDO, ORFEI RUGGERO,GARRONE GALANTE,SCOPPOLA,GUERRIERI,BOCCARINI ALFREDO,TEODORI MASSIMO,BASSANINI  FRANCO, GAVA ANTONIO,CABRAS PAOLO,FUMAGALLI OMBRETTA,ZACCAGNINI,MORO ALDO,DE MITA CIRIACO,LIMA SALVATORE,CIANCIMINO VITO,ANDRE OTTI  GIULIO,PECORELLI MINO,MAFIA,COLLUSIONI,CONTIGUITA',NAPOLI,REGGIO CALABRIA,GIOIA TAURO,SICILIA,PALERMO,CRIMINALITA' ORGANIZZATA, AMMINISTRAZIONI COMUNALI,CLIENTELISMO,VOTO DI SCAMBIO,TRASFORMISMO, MEZZOGIORNO,PROCESSI PENALE,VILLA SAN GIOVANNI,MONASTERI FILIPPO,ROSSELLI MATTEO,BAUCINA GIACCONA GIUSEPPE,APPALTI,REGIONE SICILIA,CGIL,BONSIGNORE GIOVANNI,DE SANTIS GIUSEPPE,BONSIGNORE EMILIA,LA BARBERA ARNALDO,TORRETTA,LA BARBERA BARBARO, ORLANDO CASCIO  LEOLUCA,TAG,SINDACO,PALERMO,FALCONE GIOVANNI,GALASSO ALFREDO,CANNELLA,SISPI,LIMA SALVATORE,LA RETE,PD,CIANCIMINO VITO,CSM,ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA DI GALASSO ALFREDO ORLANDO CASCIO  LEOLUCA ALTRI,1985 16 LUGLIO ORLANDO CASCIO LEOLUCA ELETTO SINDACO DI PALERMO CON I VOTI DEI GRUPPI DI LIMA SALVATORE E DI CIACIMINO VITO,ANTIMAFIA,ANTIMAFIA IL GRANDE PARTITO DELLA MAFIA, MATTARELLA PIERSANTI 6 GENNAIO 1980,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,ITALCEMENTI HEIDELBERG,TAG,BOLOGNA STEFANO,PORTE APERTE,ARICO' ALESSANDRO,PUCCIO PIETRO,PETCOKE,CAGGESE GIUSEPPE,AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE,INQUINAMENTO,BENZENE,AMONIACA,ZOLFO,MONOSSIDO DI CARBONIO,PARTICOLATO MP2 5, TUMORI,ORLANDO CASCIO  LEOLUCA,TAG,SINDACO,PALERMO,FALCONE GIOVANNI,GALASSO ALFREDO,CANNELLA TULLIO,SISPI,LIMA SALVATORE,CUFFARO SALVATORE,BORSELLINO RITA,LUPO,OPUS DEI,LOMBARDO RAFFAELE,CAMMARATA,COSTA MASSIMO,PDL,ALFANO ANGELINO,GIAMBRONE FABIO,SANTA ROSALIA,DE MAGISTRIS,DI PIETRO ANTONIO,FERRANDELLI FABRIZIO,RETE FOGNARIA,SICO,SICO,VASSALLI,AFFARI,APPALTI,RETE FOGNARIA VASSALLI SICO COSI APPALTI AFFARI,ORLANDO CASCIO LEOLUCA ACCUSA GIOVANNI FALCONE HAI LE CARTE NEI CASSETTI,PERCHÉ  ORLANDO CASCIO LEOLUCA ACCUSA IL GIUDICE FALCONE GIOVANNI?,PERCHÉ  IL GIUDICE FALCONE GIOVANNI FECE ARRESTARE CIANCIMINO VITO PERCHÉ  ERA TORNATO A FARE AFFARI E APPALTI CON ORLANDO CASCIO PAPY DEL SINDACO NOMINATO IL1985 CON I VOTI DI LIMA E CIANCIMINO,PRIMAVERA PALERMITANA,AVVISO DI GARANZIA A ORLANDO CASCIO LEOLUCA E 7PERSONE,APPALTO SISPI,1996 ORLANDO VASCIP LEOLUCA INDAGATO DA SINDACO 1986 MAZZETTA 200MILA LIRE ACUISTO APPARTAMENTI DA BONANNO GIUSEPPE PRESTANOME DI FINOCHIO GASPARE,BONOMO GIUSEPPE,FINOCCHIO GASPARE, LA RETE,PD,CIANCIMINO VITO,CSM,ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA DI GALASSO ALFREDO ORLANDO CASCIO  LEOLUCA ALTRI,1985 16 LUGLIO ORLANDO CASCIO LEOLUCA ELETTO SINDACO DI PALERMO CON I VOTI DEI GRUPPI DI LIMA SALVATORE E DI CIACIMINO VITO,ANTIMAFIA,ANTIMAFIA IL GRANDE PARTITO DELLA MAFIA, MATTARELLA PIERSANTI 6 GENNAIO 1980,

 

  
1990 ORLANDO CASCIO LEOLUCA COSSIGA FRANCESCO PADRE PINTACUDA PROCURA PALERMO LEONARDO SCIASCIA MAFIA ANTIMAFIA Chiaromonte: «Ho una critica da fere a Orlando» Orlando e Orfei Unità 30 settembre 1990 Oliando a Cossiga: Pintacuda meglio dì Gelli Il presidente replica all'ex sindaco: «È in preda a un profondo sbandamento» UNA SPIA? E' UNA MONTATURA' UN DIARIO DEL FUNZIONARIO UCCISO SUGLI AFFARI SPORCHI DELLA REGIONE 1990, CHIAROMONTE GERARDO, COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, COSSIGA FRANCESCO, DC, MAFIA, MORI MARIO, ORLANDO CASCIO LEOLUCA, PADRE PINTACUDA, PALERMO, Rete, SCIASCIA LEONARDO, TAG, TAG ORLANDO CASCIO LEOLUCA CIANCIMINO CHIARAMONTE COSSIGA FALCONE GALASSO LA RETE LA GIUNTA CON CIANCIMINO TAG ORLANDO CASCIO LEOLUCA CIANCIMINO CHIARAMONTE COSSIGA FALCONE GALASSO LA RETE LA GIUNTA CON CIANCIMINO,
BORSELLINO PAOLO,DI PIETRO ANTONIO,BERLUSCONI SILVIO,TAG,MEDIASET,MAFIA STATO,TRATTATIVA,FALCONE GIOVANNI,DEPISTAGGIO,APPALTI,TANGENTOPOLI,COLOMBO GHERARDO,MILANO,PALERMO,MONTEDISON,LIMA SALVATORE,ANDREOTTI GIULIO,LODATO SAVERIO,DI MATTEO ANTONINO,BONTADE STEFANO,PROVENZANO BERNARDO,CHIESA MARIO,MORI MARIO,DE DONNI GIUSEPPE,MAFIA STATO, ROS,CIANCIMINO VITO ,PAPELLO,TRATTATIVA,ROS,SERVIZI SEGRETI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,MANI PULITE,LI PERA GIUSEPPE,ECCHER,SIINO ANGELO,BERTOLINO PEPPINO,MAXIPROCESSO,SALAMONE FABIO,COPSI,CSM,GARDINI RAUL,POMICINO CIRIBO PAOLO,ENIMONT,ROTOLO ANTONIBO,D'AMICO CARMELO, CINA' ANTONINO,GALATOLO VITO,GALATOLO  VINCENZO,CARCERE OPETA,FORZA ITALIA,MANGANO VITTORIO,ARCORE,LO STALLIERE,PALERMO,STANDA,RAPIMENTO,DELL'UTRI MARCELLO,STRAGE 1994 FORNELLO,STRAGE 1993 ROMA FIRENZE MILANO,MUTOLO GASPARE,BUSCETTA TOMMASO,BRUSCA GIOVANNI,VITALE LEONARDO,
ANTOCI GIUSEPPE,TAG,LA MAFIA DEI PASCOLI,CLAUDIO FAVA,ATTENTATO NOTTE 18 18 MAGGIO A GIUSEPPE ANTOCI,PARCO DEI NEBRODI,COMMISSIONE REGIONALE ANTIMAFIA,DDA,SCO,GUARDIA DI FINANZA,PROTOCOLLO DELLA LEGALITÀ,BARCELLONA POZZO DI GOTTO,TORTORICI,CATANIA,CESARO,SAN FRATELLO,CESARO', SANTO STEFANO DI CAMASTRA,MANGANARO DANIELE,CERAOLO MARIO,THESIS,SANT'AGATA DI MILITELLO,PD,SORELLE NAPOLI,LA MAFIA DEI PASCOLI, MEZZOJUSO,PALAZZOLO SALVO,L'ARENA,GILETTI,FRASCHILLA ANTONIO, PIPITONE ANTONINO,CARINI,TAG,PENTITI,GIAMBANCO FRANCESCO,FAILLA ANTONINO,MAZZAMUTO GIUSEPPE,LUPARA BIANCA,TOCCO GIAMPIERO, TOCCO GIAMPIERO UCCISO A TORRETTA IL 26 OTTOBRE 2000, MAZZAMUTO GIUSEPPE FAILLA ANTONINO.A CARINI 26 APRILE 1999 LUPARA BIANCA,D'ANGELO GIUSEPPE,LO.PICCOLO SANDRO, LO PICCOLO SALVATORE,PULIZZI GASPARE,TOMMASO NATALE,SAN LORENZO,
DOMINO CLAUDIO,DOMINO CLAUDIO UCCISO A 11 ANNI IL 7 OTTOBRE 1986,SOLE GIAMMATEO,
TAG,ACCETTA GRAZIELLA,PENTITI,ILARDO LUIGI,LO GIUDICE NINO,AIELLO GIOVANNI   FACCIA DI MOSTRO, FACCIA DI MOSTRO AIELLO GIOVANNI,BONTADE GIOVANNI,BUSCETTA TOMMASO,CANGEMI SALVATORE,RIINA GIOVANNI,SIINO ANGELO,MUTOLO GASPARE,MICALIZZI MICHELE,ONORATO FRANCESCO,NAIMO ROSARIO,VITALE LEONARDO,PULIZZI GASPARE,FARINA MARIANO, CASTELDACCIA,COLLETTA SALVATORE,FARINA MARIANO,BRUSCA GIOVANNI, CALDERONE, CONTORNO SALVATORE, LO IACONO FRANCESCO PAOLO, MAFIA, MANNOIA MARIANTONINO, NO FRANCESCO, Pentiti, PIPITONE ANTONINO, SCARANTINO VINCENZO, TAG, VTALE LEONARDO, GRAVIANO FILIPPO,,MUTOLO GASPARE,NAIMO ROSARIO,MICALIZZI SALVATORE, DOMINO CLAUDIO,DOMINO CLAUDIO UCCISO A 11 ANNI IL 7 OTTOBRE 1986,SOLE GIAMMATEO,
TAG,ACCETTA GRAZIELLA,PENTITI,ILARDO LUIGI,LO GIUDICE NINO,AIELLO GIOVANNI   FACCIA DI MOSTRO, FACCIA DI MOSTRO AIELLO GIOVANNI,BONTADE GIOVANNI,BUSCETTA TOMMASO,CANGEMI SALVATORE,RIINA GIOVANNI,SIINO ANGELO,MUTOLO GASPARE,MICALIZZI MICHELE,ONORATO FRANCESCO,NAIMO ROSARIO,VITALE LEONARDO,PULIZZI GASPARE,PIPITONE ANTONINO,CARINI,PIPITONE ANTONINO,CARINI,TAG,PENTITI,GIAMBANCO FRANCESCO,FAILLA ANTONINO,MAZZAMUTO GIUSEPPE,LUPARA BIANCA,TOCCO GIAMPIERO, TOCCO GIAMPIERO UCCISO A TORRETTA IL 26 OTTOBRE 2000, MAZZAMUTO GIUSEPPE FAILLA ANTONINO.A CARINI 26 APRILE 1999 LUPARA BIANCA,D'ANGELO GIUSEPPE,LO.PICCOLO SANDRO, LO PICCOLO SALVATORE,PULIZZI GASPARE,TOMMASO NATALE,SAN LORENZO,CASTELDACCIA,COLLETTA SALVATORE,FARINA MARIANO,
DOMINO CLAUDIO,DOMINO CLAUDIO UCCISO A 11 ANNI IL 7 OTTOBRE 1986,SOLE GIAMMATEO,
TAG,ACCETTA GRAZIELLA,PENTITI,ILARDO LUIGI,LO GIUDICE NINO,AIELLO GIOVANNI   FACCIA DI MOSTRO, FACCIA DI MOSTRO AIELLO GIOVANNI,BONTADE GIOVANNI,BUSCETTA TOMMASO,CANGEMI SALVATORE,RIINA GIOVANNI,SIINO ANGELO,MUTOLO GASPARE,MICALIZZI MICHELE,ONORATO FRANCESCO,NAIMO ROSARIO,VITALE LEONARDO,PULIZZI GASPARE,PIPITONE ANTONINO,CARINI,PIPITONE ANTONINO,CARINI,TAG,PENTITI,GIAMBANCO FRANCESCO,FAILLA ANTONINO,MAZZAMUTO GIUSEPPE,LUPARA BIANCA,TOCCO GIAMPIERO, TOCCO GIAMPIERO UCCISO A TORRETTA IL 26 OTTOBRE 2000, MAZZAMUTO GIUSEPPE FAILLA ANTONINO.A CARINI 26 APRILE 1999 LUPARA BIANCA,D'ANGELO GIUSEPPE,LO.PICCOLO SANDRO, LO PICCOLO SALVATORE,PULIZZI GASPARE,TOMMASO NATALE,SAN LORENZO,CASTELDACCIA,COLLETTA SALVATORE,FARINA MARIANO,
FALCONE GIOVANNI,TAG,BUSCETTA TOMMASO,DOCUMENTI DESECRETATI,CAPONNETTO ANTONINO,PENTITI,COLLABORATORI DI GIUSTIZIA,CONFIDENTI,MISTERI D'ITALIA,depistaggio,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,BORSELLINO PAOLO,STRAGE PIZZOLUNGO,DI MATTEO ANTONINO,PALAZZOLO SALVO,LODATO SAVERIO,CANGEMI SALVATORE,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA NINETTA,MAFIA STATO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,CIANCIMINO VITO,CIANCIMINO MASSIMO,PAPELLO,BONGIOVANNI BRUNO,MUTOLO GASPARE,VINCI ANNA,STORTI LUCA,SCIARRONE ROCCO,BRASILE,CORLEONESI,BADALAMENTI GAETANO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, BORIS GIULIANO,GRECO MICHELE,BRUSCA GIOVANNI,MUSACCHIO VINCENZO,MAFIA STATO,TERRANOVA CESARE,CHINNICI ROCCO,COSTA GAETANO,CASSARA' NINNI,LOMBARDO ANTONINO,TERRASINI,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO,AMERICA,MUTOLO GASPARE,TAG,MISTERI D'ITALIA,BORSELLINO PAOLO, FALCONE GIOVANNI, DOCUMENTI DESECRETATI,VINCI ANNA,SPATUZZA GASPARE,RUSSO GIUSEPPE,LO BIANCO GIUSEPPE,LEGGIO LUCIANO,ISOLA DELLE FEMMINE,DEPISTAGGIO,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI MARIA ANHELA,ATRIA RITA,SANTINA,MAFIA STATO,CONTRADA BRUNO,BORIS GIULIANO,MICALIZZI MICHELE, ONORATO FRANCESCO, NAIMO ROSARIO,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,BONGIOVANNI GIORGIO,RICCOBONO ROSARIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE GIUSY,RIINA SALVATORE,BADALAMENTI GAETANO, CINISI,MUTOLO GASPARE,TAG,MISTERI D'ITALIA,BORSELLINO PAOLO, FALCONE GIOVANNI, DOCUMENTI DESECRETATI,VINCI ANNA,SPATUZZA GASPARE,RUSSO GIUSEPPE,LO BIANCO GIUSEPPE,LEGGIO LUCIANO,ISOLA DELLE FEMMINE,DEPISTAGGIO,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI MARIA ANHELA,ATRIA RITA,SANTINA,DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,TAG,MAFIA,1982 3 SETTEMBRE OMICIDIO DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,ESATTORIE,MORO ALDO,BRIGATE ROSSE,SALVO IGNAZIO,SALVO ANTONINO,SALEMI,ORLANDO CASCIO,VASSALLO FRANCESCO,BUSCETTA TOMMASO,VITALE LEONARDO,MUTOLO GASPARE,BOCCA GIORGIO,UOMINI SOLI,BOLZONI ATTILIO,LA TORRE PIO,TERRANOVA CESARE,MANCUSO,P2,GELLI LICIO,LOGGIA MASSONICA PROPAGANDA P2,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,CORLEONE,CIANCIMINO VITO,GIOIA,VASSALLO,ZANGHI' VINCENZO,AMAP,NAVARRA MICHELE,LIGGIO LUCIANO,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,MAFIA STATO, LA TRATTATIVA,PAPELLO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,SUBRANNI ANTONIO,CORLEONESI,RIZZOTTO PLACIDO,SINDACATO,LIMA SALVATORE,SALVO IGNAZIO,SCOPELLITI,GRASSI LIBERO,GIACCONE,ROS,SERVIZI SEGRETI,PIAZZA EMANUELE,STRAGE CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,CIANCIMINO MASSIMO,1367 LA TELA STRAPPATA,DALLA CHIESA DORA,DALLA CHIESA NANDO, DALLA CHIESA RITA,CHINNICI ROCCO,PALERMO CARLO,COSTA GAETANO,MATTARELLA PIERSANTI,MATTARELLA PIERSANTI UCVISO IL 6 GENNARIO 1982,STRAGE PUZZOLUNGO,PIANOSA,KALASHNIKOV,ROGNONI,CAPONNETTO ANTONINO,CASERMA VITTORIO EMANUELE PALERMO,MONDELLO,VIA CARINI PALERMO,SETTI CARRARO EMANUELA,BANCHE,SINDONA MICHELE,AGOSTINO ANTONINO,ZISA, I CANDELOTTI DELL'ADDAURA,INSALACO BEPPE,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,DI PISA ALBERTO,IL CORVO2,MILELLA LILIANA,DI MAGGIO BALDUCCIO,ANDREOTTI GIULIO,PECORELLI MINO,BONTADE STEFANO,OP,BRIGATE ROSSE,BACIO,BRUSCA EMANUELE,COPPOLA FRANK,MANNOIA MARINO FRANCESCO,RIMI FILIPPO,EVANGELISTI FRANCO,GRECO MICHELE,SANTAPAOLA NITTO,CARNEVALE,AMMAZZASENTENZE,CASSAZIONE,BORUS GIULIANO,DC,CIA,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,CONTRADA BRUNO,DE FRANCESCO EMANUELE,VILLA PAINO,FLOP DISK,PIPER,IL SOLE 24 ORE,VASSALLO FRANCESCO,LIMA SALVATORE,GIOIA GIOVANNI,MANCUSO LENIN,SUBRANNI ANTONIO,SCOPELLITI ANTONINO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,CALTANISETTA,ROGNONI VIRGINIO,CARNEVALE CORRADO,GIAMMANCO PIETRO,REINA MATTARELLA,GLADIO,NARA LAZZARINI,FOLENA PIETRO,PIGNATONE GIUSEPPE,CSM,IL TRADITORE,TAG,FILM,BELLOCHIO MARCO,MAFIA,BUSCETTA TOMMASO,FALCONE GIOVANNI,FAVINO PIERFRANCESCO,CANDIDATO OSCAR,LOBERATION,THE GUARDIAN,ANICA,FALCONE GIOVANNI,TAG,BUSCETTA TOMMASO,DOCUMENTI DESECRETATI,CAPONNETTO ANTONINO,PENTITI,COLLABORATORI DI GIUSTIZIA,CONFIDENTI,MISTERI D'ITALIA,depistaggio,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,BORSELLINO PAOLO,STRAGE PIZZOLUNGO,DI MATTEO ANTONINO,PALAZZOLO SALVO,LODATO SAVERIO,CANGEMI SALVATORE,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA NINETTA,MAFIA STATO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,CIANCIMINO VITO,CIANCIMINO MASSIMO,PAPELLO,BONGIOVANNI BRUNO,MUTOLO GASPARE,VINCI ANNA,STORTI LUCA,SCIARRONE ROCCO,BRASILE,CORLEONESI,BADALAMENTI GAETANO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, BORIS GIULIANO,GRECO MICHELE,BRUSCA GIOVANNI,MUSACCHIO VINCENZO,MAFIA STATO,TERRANOVA CESARE,CHINNICI ROCCO,COSTA GAETANO,CASSARA' NINNI,LOMBARDO ANTONINO,TERRASINI,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO,AMERICA,MUTOLO GASPARE,TAG,MISTERI D'ITALIA,BORSELLINO PAOLO, FALCONE GIOVANNI, DOCUMENTI DESECRETATI,VINCI ANNA,SPATUZZA GASPARE,RUSSO GIUSEPPE,LO BIANCO GIUSEPPE,LEGGIO LUCIANO,ISOLA DELLE FEMMINE,DEPISTAGGIO,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI MARIA ANHELA,ATRIA RITA,SANTINA,MAFIA STATO,CONTRADA BRUNO,BORIS GIULIANO,MICALIZZI MICHELE, ONORATO FRANCESCO, NAIMO ROSARIO,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,BONGIOVANNI GIORGIO,RICCOBONO ROSARIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE GIUSY,RIINA SALVATORE,BADALAMENTI GAETANO, CINISI,MUTOLO GASPARE,TAG,MISTERI D'ITALIA,BORSELLINO PAOLO, FALCONE GIOVANNI, DOCUMENTI DESECRETATI,VINCI ANNA,SPATUZZA GASPARE,RUSSO GIUSEPPE,LO BIANCO GIUSEPPE,LEGGIO LUCIANO,ISOLA DELLE FEMMINE,DEPISTAGGIO,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI MARIA ANHELA,ATRIA RITA,SANTINA,MAFIA STATO,CONTRADA BRUNO,BORIS GIULIANO,MICALIZZI MICHELE, ONORATO FRANCESCO, NAIMO ROSARIO,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,BONGIOVANNI GIORGIO,RICCOBONO ROSARIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE GIUSY,RIINA SALVATORE,BADALAMENTI GAETANO, CINISI,
TERRANOVA CESARE,MANCUSO LENIN,TAG, MAFIA,AGGUATO,AGUECI LEO NARDO,BERTOLINO ANTONINA,SIINO ANGELO,GALASSO ALFREDO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,PCI,PARLAMENTARE,1979 25 SETTEMBRE UCCISI TERRANOVA CESARE MANCUSO LENIN IN VIA RUTELLI A PALERMO,MAXIPROCESSO,SAETTA ANTONINO,SAETTA STEFANO,SAETTA ANTONINO E IL FIGLIO STEFANO UCCISI 1988 15 SETTEMBRE VIADOTTO GROTTAROSSA,MADONIA FRANCESCO,RIBISI PIETRO, PENTITI,DI FILIPPO PASQUALE,TAG,VITALE LEONARDO,ONORATO FRANCESCO,BUSCETTA TOMMASO,MICALIZZI MICHELE,NAIMO ROSARIO,MUTOLO GASPARE,GIROLAMO BIAGIO,GIUFFRE' ANTONINO,SIINO ANGELO,SCARANTINO VINCENZO, CONTORNO SALVATORE, CALDERONE ANTONINO,MANNOIA FRANCESCO MARINO,COLLETTI FRANCESCO,BISCONTI FILIPPO, CALVARUSO TONI, CANNELLA TULLIO,VINCENZINA MARCHESE BAGARELLA,SUICIDIO BAGARELLA LEOLUCA,RIINA SALVATORE,BRANCACCIO,PUGLISI MESSINA DENARO MATTEO, CASTELVETRANO,GRIGOLI SALVATORE,PALMA DI MONTECHIARO 
2019 25 SETTEMBRE CESARE TERRANOVA LENINMANCUSO UCCISI IL Mafia. 40 anni fa uccisi Terranova e Mancuso. Mattarella: "Combattere l'indifferenza" AGGUATO, AGUECI LEO NARDO, BERTOLINO ANTONINA, GALASSO ALFREDO, MAFIA, MANCUSO LENIN, ORLANDO CASCIO LEOLUCA, PARLAMENTARE, PCI, SIINO ANGELO, TAG, TERRANOVA CESARE,VITALE LEONARDO,GIAMMNACO GIAMMANCO,GRECO VINCENZO,TAG, MADONIA SALVATORE,MAFIA STATO,TUTINO VITTORIO,STRAGE VIA D'AMELIO,AGENDA ROSSA,AYALA GIUSEPPE,BORSELLIBO QUATER,STRAGE DI CAPACI,FALCONE GIOVANNIANDRIOTTA FRANCESCO,PULCI CALOGERO,SCARANTINO VINCENZO,VITALE LEONARDO,MISTERI D'ITALIA,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,MAFIA STATO,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA LEOLUCA,,FALCONE GIOVANNI,TAG,MISTERI ITALIANI, BORSELLINO PAOLO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,SUBRANNI ANTONINO,CIANCIMINO VITO,VITALE LEONARDO,BUSCETTA TOMMASO,GIRAUDO MASSIMO,SISDE,ROS,PIAZZA EMANUELLE,MUTOLO GASPARE,DI MATTEO ANTONINO,MANNINO CALOGERO,MANCINO NICOLA,OP,MINO PECORELLI,CUFFARO SALVATORE,LIMA SALVATORE,LOGGIA MASSONICA P2,ANDREOTTI GIULIO,LOGGIA MASSONICA SCONTRI O TRAPANI,LOGGIA MASSONICA ISIDE 2, CIANCIMINO MASSIMO,TRAPANI,DE GENNARO GIANNI, DELL'UTRI MATCELLO,SINDONA MICHELE,BOLZONI ATTILIO,LA LICATA FRANCESCO=2,PALAZZOLO SALVO,LO BIANCO GIUSEPPE,LO VERSO RICCARDO,GOLPE BORGHESE,SOGNO EDGARGO,PIANO SOLO,GLADIO,COSSIGRA FRANCESCO,CINA' ANTONINO,LIPARI PINO,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LOPEZ DARIO,MAIORANA ANTONIO,ISOLA DELLE FEMMINE MAIORANA STEFANO, PULIZZI GASPARE,MICALIZZI MICHELE, MAXIPROCESSO,LOGGIA PROPAGANDA P2,SERVIZI SEGRETI,CASTIGLIONE FIBOCCHI,SERVO GIANCARLO,MALETTI GIANCARLO, MINERVA GIOVANBATTISTA,BONANNO GUSTAVO,CAPACI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,RAO NICOLA, GHIRONI GIANCARLO,ARLACCHI GIUSEPPE,TRATTATIVA,NARDI,MINO ENRICO,SID,CUGINI SALVO,RISCOSSIONI,GELLI LICIO,ROMBO, VECCHIOTTI,AMICI,ZAMBONI UMBERTO,VENTURI MAURO,ORDINE NUOVO,RUD,LI GOTTI LUIGI, TRATTATIVA,LEONE GIOVANNI,CONTRADA BRUNO,CORVO 2,MEZZOJUSO,DJAMEL LOUNICI,ONORATO,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,MAFIA STATO,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA LEOLUCA,,FALCONE GIOVANNI,TAG,MISTERI ITALIANI, BORSELLINO PAOLO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,SUBRANNI ANTONINO,CIANCIMINO VITO,VITALE LEONARDO,BUSCETTA TOMMASO,GIRAUDO MASSIMO,SISDE,ROS,PIAZZA EMANUELLE,MUTOLO GASPARE,DI MATTEO ANTONINO,MANNINO CALOGERO,MANCINO NICOLA,OP,MINO PECORELLI,CUFFARO SALVATORE,LIMA SALVATORE,LOGGIA MASSONICA P2,ANDREOTTI GIULIO,LOGGIA MASSONICA SCONTRI O TRAPANI,LOGGIA MASSONICA ISIDE 2, CIANCIMINO MASSIMO,TRAPANI,DE GENNARO GIANNI, DELL'UTRI MATCELLO,SINDONA MICHELE,BOLZONI ATTILIO,LA LICATA FRANCESCO=2,PALAZZOLO SALVO,LO BIANCO GIUSEPPE,LO VERSO RICCARDO,GOLPE BORGHESE,SOGNO EDGARGO,PIANO SOLO,GLADIO,COSSIGRA FRANCESCO,CINA' ANTONINO,LIPARI PINO,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LOPEZ DARIO,MAIORANA ANTONIO,ISOLA DELLE FEMMINE MAIORANA STEFANO, PULIZZI GASPARE,MICALIZZI MICHELE, MAXIPROCESSO,LOGGIA PROPAGANDA P2,SERVIZI SEGRETI,CASTIGLIONE FIBOCCHI,SERVO GIANCARLO,MALETTI GIANCARLO, MINERVA GIOVANBATTISTA,BONANNO GUSTAVO,CAPACI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,RAO NICOLA, GHIRONI GIANCARLO,ARLACCHI GIUSEPPE,TRATTATIVA,NARDI,MINO ENRICO,SID,CUGINI SALVO,RISCOSSIONI,GELLI LICIO,ROMBO, VECCHIOTTI,AMICI,ZAMBONI UMBERTO,VENTURI MAURO,ORDINE NUOVO,RUD,LI GOTTI LUIGI, TRATTATIVA,LEONE GIOVANNI,CONTRADA BRUNO,CORVO 2,MEZZOJUSO,DJAMEL LOUNICI,,ONORATO,PIANOSA,MANGANO VITTORIO,SQUILLACI GIUSEPPE,TAG,STALLIERE,DELL'UTRI MARCELLO, BERLUSCONI SILVIO,TELLEGRAMMI,SQUILLACI FRANCESCO,GRAVIANO  MICHELE,GRAVIANO GIUSEPPE,CONTORNO TOTUCCIO,AGLIERI PIETRO,CALO' PIPPO, MADONIA PIDDU,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,41 BIS,MAFIA STATO,MISTERI ITALIANI,ERCOLANO ALDO,SPATUZZA SALVATORE, BAR DONEY,BRANCACCIO, PENTITI,COLLABORATORI,SERVIZI SEGRETI,GALEA EUGENIO,DI RAIMONDO NATALE,DI GRAZIA FRANCESCO,SANTAPAOLA NITTO,GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT,  TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTADE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti»
BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA,
GIOVANNI,INZERILLO FRANCESCO,TAG,PASSO DI RIGANO,BUSCEMI GIOVANNI,CIPRIANO SANTINO,INZERILLO TOMMASO,MANNINO ALESSANDRO,FANARIA ANTONINO,ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2018,GAMBINO SALVATORE,SCALICI CALOGERO,BADALAMENTI MARIA ROSA,ASSUNIONI CLIENTELARI,ENEA BENEDETTO,GAMBINO THOMAS,ZITO CALOGERO CRISTIAN,ZITO SIMONE,GAMBINO ROSARIO,LO PRESTI ANTONINO,SPATOLA GIUSEPPE,DI FILIPPI FRANCESCO,SANSONE GAETANO,SANSONE GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MIGLIORE BALDASSARE,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,LO CASCIO GIUSEPPE,CALI' FRANCESCO PAOLO,STATI UNITI,SCAPPATI,IMPORTAZIONE DI DENARO,BADALAMENTO CALOGERO,DI MINO,SOSTENTAMENTO DETENUTI,CONDIZIONATO CAMPAGNA ELETTORALE AMMINISTRATIVA DI TORRETTA NEL 2018,41 BIS,CARTE DI CREDITO, UDITORE,BOCCADIFALCO E TORRETTA,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,LO PICCOLO SALVATORE,ROTOLO ANTONINO,OLIVERI MICHELE,MARCIANO' VINCENZO,BOCCADIFALCO,BONURA FRANCESCO,FRANZESE FRANCESCO,GERACI GIUSEPPE,PAGLIARELLI,MANNINO SANTINO,INZERILLO MASINO,TABACCHERIA OTTINI,SICILY IN FOOD,AGENZIE DI SCOMMESSE,INZERILLO MARIA ROSARIA,INZERILLO MATTEO,DI MAGGIO FRANCESCA,DI MAGGIO ROSARIO,PIPITONE ROSARIA,SCATASSA GIUSEPPE,SCALICI CALOGERO,COLLETTI FRANCESCO,BISCONTI FILIPPO SALVATORE,DROGA,STUPEFACENTI,EROINA,COCAINA,ENEA GIUSEPPE,F M EDILIZIA SRL, MANNINO IGNAZIO,MANNINO ANTONINO,PULITANO GRAZIA,PHILADELPHIA, PENNSYLVANIA,DOLCE & CAFFE', INZERILLO PITERO,BADALAMENTI CALOGERO,SENAPA LUCA,ALTADONNA LORENZO DI MAGGIO SALVATORE EMANUELE,
SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 2014 12 novembre sapienza gioacchino Il racconto di un imprenditore: «Io, 18 mesi in cella e senza sapere perché» SAPIENZA GIOACCHINO,CARINI AUTOTRASPORTI,PIPITONE ANTONINO,PIPITONE ANGELO,OPERAZIONE OCCIDENTE,LO PICCOLO SALVATORE,,SAN LORENZO,SFERRACAVALLO,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENTI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, AYALA GIUSEPPE, BORSELLINO PAOLO, DEPISTAGGIO, FALCON, FALCONE GIOVANNI, ORLANDO LEOLUCA, PIPER, PROVENZANO BERNARDO, RIINA SALVATORE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, 1992 25 MAGGIO LA REPUBBLICA LA RICOSTRUZIONE DELL' AGGUATO CHINNICI ROCCO,POOL ANTIMAFIA,TERRANOVA CESARE,MISILMERI,CAVATAIO MICHELE,BAGARELLA CALOGERO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TRAPANI,RIINA SALVATORE,BORIS GIULIANO,MANCUSO LENIN,BASILE EMANUELE,COSTA GAETANO,DI LELLO GIUSEPPE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,DEPISTAGGIO,TRAPASSI MARIO,BOTOLOTTA SALVATORE,LI SACCHI STEFANO,VIA FEDERICO IMPERATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ENRICO, SALVO IGNAZIO,SALVO NINO,ANDREOTTI GIULIO,CIACULLI,ESATTORI,SAETTA ANTONIO, MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,SPATOLA GIUSEPPE,INZERILLO TOMMASO,INZERILLO ANTONINA,MANNINO VINCENT,MANNINO ROSARIO,THOMAS GAMBINO,CALI' FRANK,TAJ MAHAL, MIAMI BEACH CAPACI,,FRESCURA,LA ROSA SPORT,NEW CONNECTION,NICOLETTI GIOVANNI,DI FILIPPO FRANCESCO, GRECO LEANDRO,PASSO DEL RIGANO,INZERILLO TOMMASO,TORRETA,CIACULLI TOMMASO NATALE,PIPITONE ANTONINO,BISCONTI SALVATORE FILIPPO,LO PICCOLO SALVATORE,LO PICCOLO CALOGERO,SAN LORENZO,PROVENZANO BERNARDO,COLLETTI FRANCESCO,DI MAGGIO ANTONINO,GALATOLO,PIPITONE VINCENZO,VITO,LO CASCIO GIUSEPPE,PIPITONE ANTONINO,MACALUSO SERGIO, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti» 
2019 7 AGOSTO Sciolto il consiglio comunale di Torretta (PA) 20.06.2019 - IL PREFETTO HA DISPOSTO LA SOSPENSIONE DEGLI ORGANI DEL COMUNE DI SAN CIPIRELLO BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, BETALAND, COPACABANA, GAETANO, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, STANLEYBET, TAG,TORRETTA, 2019 5 AGOSTO GAZZETTA UFFICIALE SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TORRETTA Proposta di scioglimento del consiglio comunale a seguito dell'arresto del sindaco, Salvatore Gambino
2019 1 SETTEMBRE MADONIA SALVATORE Missiva sospetta al boss in carcere, giusto bloccarla anche se del difensore D'ARPA MARIO, DEPISTAGGIO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FALCONE GIOVANNI, FAVALORO MARCO, GRASSI LIBERO, MADONIA SALVATORE, PASSAGGIO DEL CONIGLIO 6 ISOLA DELLE FEMMINE, SANTORO MICHELE, TAG, ZIA BEBI,
FALCONE GIOVANNI,TAG,BORSELLINO PAOLO,GLADIO,SERVIZI SEGRETI,SERVIZI DEVIATI,ROS,COSSIGA FRANCESCO,MISTERI D'ITALIA,MAFIA APPALTI,MAFIA STATO,INTUZZI MAURIZIO,TRATTATIVA,SIINO ANGELO,GALASSO ALFREDO,ORLANDO LEOLUCA CASCIO,BERTOLINO GIUSEPPE,MAXIPROCESSO,IMPOSIMATO FERDINANDO,MATTARELLA PIERSANTI,LA TORRE PIO,PALERMO CARLO,DALKA CHIESA CARLO ALBERTO,REINA MICHELE,DC PALERMO,LIMA SALVO DI SALVO NINO,MILELLA LILIANA,CONCUTELLI PIERLUIGI,STRATEGIA DELLA TENSIONE,P2,LICIO GELLI,FIORAVANTI GIUSVA,FIORAVANTI VALERIO,SICA,CIANCIMINO VITO,PAPELLO,LO VERDE ING,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,COSA NOSTRA,SINDONA MICHELE,BANCA PRIVATA ITALIANA,AMBROSOLI,AMBROSIANO,CALVI GUIDO,DELL'UTRI MARCELLO, VALENTINI E IL RAPPORTO DEI ROS,MONDANI PAOLO, IZZO ANGELO,CIRCEO,BONTATE STEFANO,TANGENTE,MANI PULITE,TANGENTOPOLI,DI PIETRO ANTONIO, LIPARI VINCENZO,GALAZZI IMPRESE,REALE IMPRESE;REALE FRANCESCO,CATALANO ANGOSTINO,SIRAP,IMPRESEM,MILIOTO CAEMELO,DI CARO ANTONINO,DE DONNO,LANZALACO SALVATORE,CRISAFULLI,BAGARELLA LEOLUCA,BAGARELLA VINCENZINA, SUICIDIO,OCCULTAMENTO CADAVERE, BUSCETTA TOMMASO,MUTOLO GASPARE,GIOSUE' NINO,ONORATO FRANCESCO,NAIMO,VITALE VITO,BRUSCA EMANUELE,REINA GIUSEPPE,CAPACI,SALAMONE FILIPPO,D'AGOSTINO BENNY,GRECO MICHELE,BRUSCA BERNARDO,CALO' GIUSEPPE,MADONIA FRANCESCO,CAVALLINI GILBERTO,CHIAZZESE IRMA,ZACCO GIUSEPPINA,GIAMMANCO,SAN GIUSEPPE JATO,CELESTI SALVATORE,CELESTI GIUSEPPE,SAN CIPIRRELLO, BUSCEMI SALVATORE,BUSCEMI ANTONINO,ALFANO,CASTAGNA,ESA,DI MAGGIO, IL BACIO,MESSINA DENARO FRANCESCO,MADONIA GIUSEPPE,SANTA PAOLA BENEDETTO,DI CARO GIUSEPPE,FARINELLA CLAUDIO,CISA GRUPPO FERRUZZI,COSTANZO E GRACI,SCIANGULLA SALVATORE,DI STEFANO,SALAMONE FILIPPO,BRUSXA GIOVANNI,AMAT PALERMO,PASSO DI RIGANO,EAS,CONSORZIO  PASSO BELICE CARBOI,
ORLANDO CASCIO  LEOLUCA,TAG,SINDACO,PALERMO,FALCONE GIOVANNI,GALASSO ALFREDO,CANNELLA,SISPI,LIMA SALVATORE,LA RETE,PD,CIANCIMINO VITO,CSM,ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA DI GALASSO ALFREDO ORLANDO CASCIO  LEOLUCA ALTRI,1985 16 LUGLIO ORLANDO CASCIO LEOLUCA ELETTO SINDACO DI PALERMO CON I VOTI DEI GRUPPI DI LIMA SALVATORE E DI CIACIMINO VITO,ANTIMAFIA,ANTIMAFIA IL GRANDE PARTITO DELLA MAFIA, MATTARELLA PIERSANTI 6 GENNAIO 1980,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,ITALCEMENTI HEIDELBERG,TAG,BOLOGNA STEFANO,PORTE APERTE,ARICO' ALESSANDRO,PUCCIO PIETRO,PETCOKE,CAGGESE GIUSEPPE,AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE,INQUINAMENTO,BENZENE,AMONIACA,ZOLFO,MONOSSIDO DI CARBONIO,PARTICOLATO MP2 5, TUMORI,ORLANDO CASCIO  LEOLUCA,TAG,SINDACO,PALERMO,FALCONE GIOVANNI,GALASSO ALFREDO,CANNELLA TULLIO,SISPI,LIMA SALVATORE,CUFFARO SALVATORE,BORSELLINO RITA,LUPO,OPUS DEI,LOMBARDO RAFFAELE,CAMMARATA,COSTA MASSIMO,PDL,ALFANO ANGELINO,GIAMBRONE FABIO,SANTA ROSALIA,DE MAGISTRIS,DI PIETRO ANTONIO,FERRANDELLI FABRIZIO,RETE FOGNARIA,SICO,SICO,VASSALLI,AFFARI,APPALTI,RETE FOGNARIA VASSALLI SICO COSI APPALTI AFFARI,ORLANDO CASCIO LEOLUCA ACCUSA GIOVANNI FALCONE HAI LE CARTE NEI CASSETTI,PERCHÉ  ORLANDO CASCIO LEOLUCA ACCUSA IL GIUDICE FALCONE GIOVANNI?,PERCHÉ  IL GIUDICE FALCONE GIOVANNI FECE ARRESTARE CIANCIMINO VITO PERCHÉ  ERA TORNATO A FARE AFFARI E APPALTI CON ORLANDO CASCIO PAPY DEL SINDACO NOMINATO IL1985 CON I VOTI DI LIMA E CIANCIMINO,PRIMAVERA PALERMITANA,AVVISO DI GARANZIA A ORLANDO CASCIO LEOLUCA E 7PERSONE,APPALTO SISPI,1996 ORLANDO VASCIP LEOLUCA INDAGATO DA SINDACO 1986 MAZZETTA 200MILA LIRE ACUISTO APPARTAMENTI DA BONANNO GIUSEPPE PRESTANOME DI FINOCHIO GASPARE,BONOMO GIUSEPPE,FINOCCHIO GASPARE, LA RETE,PD,CIANCIMINO VITO,CSM,ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA DI GALASSO ALFREDO ORLANDO CASCIO  LEOLUCA ALTRI,1985 16 LUGLIO ORLANDO CASCIO LEOLUCA ELETTO SINDACO DI PALERMO CON I VOTI DEI GRUPPI DI LIMA SALVATORE E DI CIACIMINO VITO,ANTIMAFIA,ANTIMAFIA IL GRANDE PARTITO DELLA MAFIA, MATTARELLA PIERSANTI 6 GENNAIO 1980,




CALIA VINCENZO, MATTEI ENRICO, TAG, ENI, OMICIDIO, DEPISTAGGIO, CEFIS EUGENIO, PASOLINI PIER PAOLO, 1975 2 NOVEMBRE IDROSCALO OSTIA OMICIDIO PIER PAOLO PASOLINI, PETROLIO, TROYA CARLO
REALI MARIO, MOSCA,KOSSIGHIN ALEKSEJ,FANFANI AMINTORE,MONTEDISON,SVIZZERA CANADA,URSS,MATTEI ITALO,SERVIZI SEGRETI,PISU SABRINA,MONISTERO KNTERNI AFFARI RISERVATI,MASSONERIA,LOGGIA P2,GELLI LICIO,MILANO,1953 NASCITA ENI,CEFIS EUGENIO DOPPIOGIOCHISTA AMERICANO,VERZOTTO,BELLINI FULVIO,SENATORI,ONOREVOLI,SICILIA,GUARRASI,ODDO GIUSEPPE,CHIARELETTERE,VERITÀ,STATO,MANOMISSIONE DELL'ALTIMETRO,BOMBA A BORDO,1962 27 OTTOBRE PRECIPITA L'AEREO MORANE SAULNIER 760 CON MATTEI ENRICO,BONTADE STEFANO,DI CRISTINA GUUSEPPE,LINATE,FONTANAROSSA,CATANIA,BERTUZZI IRNERIO,SAVI ERCOLE,PROCURA GENOVA,PROCURA PAVIA,EURONEWS,TANGENTI,ANDREOTTI GIULIO,MINISTERO DELLA DIFESA,FIRRAO DONATO,USTICA,EILLIAM MCHALE,TIME LIFE,RONCHI MARIO,CORRIERE DELLA SERA,RAI,ALLAVENA GIOVANNI,SIFAR,DC, LE SETTE SORELLE,ROSI FRANCESCO,FILM,IL CASO MATTEI,CARDINALE CLAUDIA,LORETTI MARINO,AFRICA,CIAMPINO, ROMA URBE,MOLINARI ROMUALDO,COINCIDENZE,DE MAURO MAURO,L'ORA,DE MAURO JUNIA,1970 16 SETTEMBRE SPARISCE DE MAURO NAURO,GAGLIANO CASTELFERRATO,SIM,AGIP,RIESI, GUARASI VITO,ALGERI,SCIASCIA LEONARDO
MATTEI ENRICO,ENI,TAG,PETROLIO,LIBIA,VILLAGGIO TURISTICO ENI BOCCA DI CADORE,DIPENDENTI,STATO SOCIALE,BENEFIT,SINDACATI,FIDELIZZAZIONE,OLIVETTI,OLIVETTI ADRIANO,IVREA,MINOTER,PRIVATIZZAZIONE,GELLNER,SCARPA CARLO,HOTEL BOITE,RESIDENCE CORTE,MOTEL AGIP,COLONIA,DOLOMITI,VENETO,
2019 12 SETTEMBRE MATTEI ENRICO Quando Enrico Matt fece costruire un villaggio vacanze utopistico per i suoi dipendenti i 1975 2 NOVEMBRE IDROSCALO OSTIA OMICIDIO PIER PAOLO PASOLINI, CALIA VINCENZO, CEFIS EUGENIO, DEPISTAGGIO, ENI, MATTEI ENRICO, omicidio, 1975 2 NOVEMBRE IDROSCALO OSTIA OMICIDIO PIER PAOLO PASOLINI, CALIA VINCENZO, CEFIS EUGENIO, DEPISTAGGIO, ENI, MATTEI ENRICO, omicidio, PASOLINI PIER PAOLO, Petrolio,reali mario, TAG, TROYA CARLO,MAFIA STATO,CONTRADA BRUNO,BORIS GIULIANO,MICALIZZI MICHELE, ONORATO FRANCESCO, NAIMO ROSARIO,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,BONGIOVANNI GIORGIO,RICCOBONO ROSARIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE GIUSY,RIINA SALVATORE,BADALAMENTI GAETANO, CINISI,TERRANOVA CESARE,MANCUSO LENIN,TAG, MAFIA,AGGUATO,AGUECI LEO NARDO,BERTOLINO ANTONINA,SIINO ANGELO,GALASSO ALFREDO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,PCI,PARLAMENTARE,1979 25 SETTEMBRE UCCISI TERRANOVA CESARE MANCUSO LENIN IN VIA RUTELLI A PALERMO,MAXIPROCESSO,SAETTA ANTONINO,SAETTA STEFANO,SAETTA ANTONINO E IL FIGLIO STEFANO UCCISI 1988 15 SETTEMBRE VIADOTTO GROTTAROSSA,MADONIA FRANCESCO,RIBISI PIETRO, PENTITI,DI FILIPPO PASQUALE,TAG,VITALE LEONARDO,ONORATO FRANCESCO,BUSCETTA TOMMASO,MICALIZZI MICHELE,NAIMO ROSARIO,MUTOLO GASPARE,GIROLAMO BIAGIO,GIUFFRE' ANTONINO,SIINO ANGELO,SCARANTINO VINCENZO, CONTORNO SALVATORE, CALDERONE ANTONINO,MANNOIA FRANCESCO MARINO,COLLETTI FRANCESCO,BISCONTI FILIPPO, CALVARUSO TONI, CANNELLA TULLIO,VINCENZINA MARCHESE BAGARELLA,SUICIDIO BAGARELLA LEOLUCA,RIINA SALVATORE,BRANCACCIO,PUGLISI MESSINA DENARO MATTEO, CASTELVETRANO,GRIGOLI SALVATORE,PALMA DI MONTECHIARO 
2019 25 SETTEMBRE CESARE TERRANOVA LENINMANCUSO UCCISI IL Mafia. 40 anni fa uccisi Terranova e Mancuso. Mattarella: "Combattere l'indifferenza" AGGUATO, AGUECI LEO NARDO, BERTOLINO ANTONINA, GALASSO ALFREDO, MAFIA, MANCUSO LENIN, ORLANDO CASCIO LEOLUCA, PARLAMENTARE, PCI, SIINO ANGELO, TAG, TERRANOVA CESARE,VITALE LEONARDO,GIAMMNACO GIAMMANCO,GRECO VINCENZO,TAG, MADONIA SALVATORE,MAFIA STATO,TUTINO VITTORIO,STRAGE VIA D'AMELIO,AGENDA ROSSA,AYALA GIUSEPPE,BORSELLIBO QUATER,STRAGE DI CAPACI,FALCONE GIOVANNIANDRIOTTA FRANCESCO,PULCI CALOGERO,SCARANTINO VINCENZO,VITALE LEONARDO,MISTERI D'ITALIA,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,MAFIA STATO,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA LEOLUCA,,FALCONE GIOVANNI,TAG,MISTERI ITALIANI, BORSELLINO PAOLO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,SUBRANNI ANTONINO,CIANCIMINO VITO,VITALE LEONARDO,BUSCETTA TOMMASO,GIRAUDO MASSIMO,SISDE,ROS,PIAZZA EMANUELLE,MUTOLO GASPARE,DI MATTEO ANTONINO,MANNINO CALOGERO,MANCINO NICOLA,OP,MINO PECORELLI,CUFFARO SALVATORE,LIMA SALVATORE,LOGGIA MASSONICA P2,ANDREOTTI GIULIO,LOGGIA MASSONICA SCONTRI O TRAPANI,LOGGIA MASSONICA ISIDE 2, CIANCIMINO MASSIMO,TRAPANI,DE GENNARO GIANNI, DELL'UTRI MATCELLO,SINDONA MICHELE,BOLZONI ATTILIO,LA LICATA FRANCESCO=2,PALAZZOLO SALVO,LO BIANCO GIUSEPPE,LO VERSO RICCARDO,GOLPE BORGHESE,SOGNO EDGARGO,PIANO SOLO,GLADIO,COSSIGRA FRANCESCO,CINA' ANTONINO,LIPARI PINO,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LOPEZ DARIO,MAIORANA ANTONIO,ISOLA DELLE FEMMINE MAIORANA STEFANO, PULIZZI GASPARE,MICALIZZI MICHELE, MAXIPROCESSO,LOGGIA PROPAGANDA P2,SERVIZI SEGRETI,CASTIGLIONE FIBOCCHI,SERVO GIANCARLO,MALETTI GIANCARLO, MINERVA GIOVANBATTISTA,BONANNO GUSTAVO,CAPACI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,RAO NICOLA, GHIRONI GIANCARLO,ARLACCHI GIUSEPPE,TRATTATIVA,NARDI,MINO ENRICO,SID,CUGINI SALVO,RISCOSSIONI,GELLI LICIO,ROMBO, VECCHIOTTI,AMICI,ZAMBONI UMBERTO,VENTURI MAURO,ORDINE NUOVO,RUD,LI GOTTI LUIGI, TRATTATIVA,LEONE GIOVANNI,CONTRADA BRUNO,CORVO 2,MEZZOJUSO,DJAMEL LOUNICI,ONORATO,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,MAFIA STATO,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA LEOLUCA,,FALCONE GIOVANNI,TAG,MISTERI ITALIANI, BORSELLINO PAOLO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,SUBRANNI ANTONINO,CIANCIMINO VITO,VITALE LEONARDO,BUSCETTA TOMMASO,GIRAUDO MASSIMO,SISDE,ROS,PIAZZA EMANUELLE,MUTOLO GASPARE,DI MATTEO ANTONINO,MANNINO CALOGERO,MANCINO NICOLA,OP,MINO PECORELLI,CUFFARO SALVATORE,LIMA SALVATORE,LOGGIA MASSONICA P2,ANDREOTTI GIULIO,LOGGIA MASSONICA SCONTRI O TRAPANI,LOGGIA MASSONICA ISIDE 2, CIANCIMINO MASSIMO,TRAPANI,DE GENNARO GIANNI, DELL'UTRI MATCELLO,SINDONA MICHELE,BOLZONI ATTILIO,LA LICATA FRANCESCO=2,PALAZZOLO SALVO,LO BIANCO GIUSEPPE,LO VERSO RICCARDO,GOLPE BORGHESE,SOGNO EDGARGO,PIANO SOLO,GLADIO,COSSIGRA FRANCESCO,CINA' ANTONINO,LIPARI PINO,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LOPEZ DARIO,MAIORANA ANTONIO,ISOLA DELLE FEMMINE MAIORANA STEFANO, PULIZZI GASPARE,MICALIZZI MICHELE, MAXIPROCESSO,LOGGIA PROPAGANDA P2,SERVIZI SEGRETI,CASTIGLIONE FIBOCCHI,SERVO GIANCARLO,MALETTI GIANCARLO, MINERVA GIOVANBATTISTA,BONANNO GUSTAVO,CAPACI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,RAO NICOLA, GHIRONI GIANCARLO,ARLACCHI GIUSEPPE,TRATTATIVA,NARDI,MINO ENRICO,SID,CUGINI SALVO,RISCOSSIONI,GELLI LICIO,ROMBO, VECCHIOTTI,AMICI,ZAMBONI UMBERTO,VENTURI MAURO,ORDINE NUOVO,RUD,LI GOTTI LUIGI, TRATTATIVA,LEONE GIOVANNI,CONTRADA BRUNO,CORVO 2,MEZZOJUSO,DJAMEL LOUNICI,,ONORATO,PIANOSA,MANGANO VITTORIO,SQUILLACI GIUSEPPE,TAG,STALLIERE,DELL'UTRI MARCELLO, BERLUSCONI SILVIO,TELLEGRAMMI,SQUILLACI FRANCESCO,GRAVIANO  MICHELE,GRAVIANO GIUSEPPE,CONTORNO TOTUCCIO,AGLIERI PIETRO,CALO' PIPPO, MADONIA PIDDU,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,41 BIS,MAFIA STATO,MISTERI ITALIANI,ERCOLANO ALDO,SPATUZZA SALVATORE, BAR DONEY,BRANCACCIO, PENTITI,COLLABORATORI,SERVIZI SEGRETI,GALEA EUGENIO,DI RAIMONDO NATALE,DI GRAZIA FRANCESCO,SANTAPAOLA NITTO,GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT,  TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTADE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti»
BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA,
GIOVANNI,INZERILLO FRANCESCO,TAG,PASSO DI RIGANO,BUSCEMI GIOVANNI,CIPRIANO SANTINO,INZERILLO TOMMASO,MANNINO ALESSANDRO,FANARIA ANTONINO,ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2018,GAMBINO SALVATORE,SCALICI CALOGERO,BADALAMENTI MARIA ROSA,ASSUNIONI CLIENTELARI,ENEA BENEDETTO,GAMBINO THOMAS,ZITO CALOGERO CRISTIAN,ZITO SIMONE,GAMBINO ROSARIO,LO PRESTI ANTONINO,SPATOLA GIUSEPPE,DI FILIPPI FRANCESCO,SANSONE GAETANO,SANSONE GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MIGLIORE BALDASSARE,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,LO CASCIO GIUSEPPE,CALI' FRANCESCO PAOLO,STATI UNITI,SCAPPATI,IMPORTAZIONE DI DENARO,BADALAMENTO CALOGERO,DI MINO,SOSTENTAMENTO DETENUTI,CONDIZIONATO CAMPAGNA ELETTORALE AMMINISTRATIVA DI TORRETTA NEL 2018,41 BIS,CARTE DI CREDITO, UDITORE,BOCCADIFALCO E TORRETTA,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,LO PICCOLO SALVATORE,ROTOLO ANTONINO,OLIVERI MICHELE,MARCIANO' VINCENZO,BOCCADIFALCO,BONURA FRANCESCO,FRANZESE FRANCESCO,GERACI GIUSEPPE,PAGLIARELLI,MANNINO SANTINO,INZERILLO MASINO,TABACCHERIA OTTINI,SICILY IN FOOD,AGENZIE DI SCOMMESSE,INZERILLO MARIA ROSARIA,INZERILLO MATTEO,DI MAGGIO FRANCESCA,DI MAGGIO ROSARIO,PIPITONE ROSARIA,SCATASSA GIUSEPPE,SCALICI CALOGERO,COLLETTI FRANCESCO,BISCONTI FILIPPO SALVATORE,DROGA,STUPEFACENTI,EROINA,COCAINA,ENEA GIUSEPPE,F M EDILIZIA SRL, MANNINO IGNAZIO,MANNINO ANTONINO,PULITANO GRAZIA,PHILADELPHIA, PENNSYLVANIA,DOLCE & CAFFE', INZERILLO PITERO,BADALAMENTI CALOGERO,SENAPA LUCA,ALTADONNA LORENZO DI MAGGIO SALVATORE EMANUELE,
SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 2014 12 novembre sapienza gioacchino Il racconto di un imprenditore: «Io, 18 mesi in cella e senza sapere perché» SAPIENZA GIOACCHINO,CARINI AUTOTRASPORTI,PIPITONE ANTONINO,PIPITONE ANGELO,OPERAZIONE OCCIDENTE,LO PICCOLO SALVATORE,,SAN LORENZO,SFERRACAVALLO,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENTI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, AYALA GIUSEPPE, BORSELLINO PAOLO, DEPISTAGGIO, FALCON, FALCONE GIOVANNI, ORLANDO LEOLUCA, PIPER, PROVENZANO BERNARDO, RIINA SALVATORE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, 1992 25 MAGGIO LA REPUBBLICA LA RICOSTRUZIONE DELL' AGGUATO CHINNICI ROCCO,POOL ANTIMAFIA,TERRANOVA CESARE,MISILMERI,CAVATAIO MICHELE,BAGARELLA CALOGERO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TRAPANI,RIINA SALVATORE,BORIS GIULIANO,MANCUSO LENIN,BASILE EMANUELE,COSTA GAETANO,DI LELLO GIUSEPPE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,DEPISTAGGIO,TRAPASSI MARIO,BOTOLOTTA SALVATORE,LI SACCHI STEFANO,VIA FEDERICO IMPERATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ENRICO, SALVO IGNAZIO,SALVO NINO,ANDREOTTI GIULIO,CIACULLI,ESATTORI,SAETTA ANTONIO, MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,SPATOLA GIUSEPPE,INZERILLO TOMMASO,INZERILLO ANTONINA,MANNINO VINCENT,MANNINO ROSARIO,THOMAS GAMBINO,CALI' FRANK,TAJ MAHAL, MIAMI BEACH CAPACI,,FRESCURA,LA ROSA SPORT,NEW CONNECTION,NICOLETTI GIOVANNI,DI FILIPPO FRANCESCO, GRECO LEANDRO,PASSO DEL RIGANO,INZERILLO TOMMASO,TORRETA,CIACULLI TOMMASO NATALE,PIPITONE ANTONINO,BISCONTI SALVATORE FILIPPO,LO PICCOLO SALVATORE,LO PICCOLO CALOGERO,SAN LORENZO,PROVENZANO BERNARDO,COLLETTI FRANCESCO,DI MAGGIO ANTONINO,GALATOLO,PIPITONE VINCENZO,VITO,LO CASCIO GIUSEPPE,PIPITONE ANTONINO,MACALUSO SERGIO, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti» 
2019 7 AGOSTO Sciolto il consiglio comunale di Torretta (PA) 20.06.2019 - IL PREFETTO HA DISPOSTO LA SOSPENSIONE DEGLI ORGANI DEL COMUNE DI SAN CIPIRELLO BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, BETALAND, COPACABANA, GAETANO, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, STANLEYBET, TAG,TORRETTA, 2019 5 AGOSTO GAZZETTA UFFICIALE SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TORRETTA Proposta di scioglimento del consiglio comunale a seguito dell'arresto del sindaco, Salvatore Gambino
2019 1 SETTEMBRE MADONIA SALVATORE Missiva sospetta al boss in carcere, giusto bloccarla anche se del difensore D'ARPA MARIO, DEPISTAGGIO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FALCONE GIOVANNI, FAVALORO MARCO, GRASSI LIBERO, MADONIA SALVATORE, PASSAGGIO DEL CONIGLIO 6 ISOLA DELLE FEMMINE, SANTORO MICHELE, TAG, ZIA BEBI,
FALCONE GIOVANNI,TAG,BORSELLINO PAOLO,GLADIO,SERVIZI SEGRETI,SERVIZI DEVIATI,ROS,COSSIGA FRANCESCO,MISTERI D'ITALIA,MAFIA APPALTI,MAFIA STATO,INTUZZI MAURIZIO,TRATTATIVA,SIINO ANGELO,GALASSO ALFREDO,ORLANDO LEOLUCA CASCIO,BERTOLINO GIUSEPPE,MAXIPROCESSO,IMPOSIMATO FERDINANDO,MATTARELLA PIERSANTI,LA TORRE PIO,PALERMO CARLO,DALKA CHIESA CARLO ALBERTO,REINA MICHELE,DC PALERMO,LIMA SALVO DI SALVO NINO,MILELLA LILIANA,CONCUTELLI PIERLUIGI,STRATEGIA DELLA TENSIONE,P2,LICIO GELLI,FIORAVANTI GIUSVA,FIORAVANTI VALERIO,SICA,CIANCIMINO VITO,PAPELLO,LO VERDE ING,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,COSA NOSTRA,SINDONA MICHELE,BANCA PRIVATA ITALIANA,AMBROSOLI,AMBROSIANO,CALVI GUIDO,DELL'UTRI MARCELLO, VALENTINI E IL RAPPORTO DEI ROS,MONDANI PAOLO, IZZO ANGELO,CIRCEO,BONTADE STEFANO,TANGENTE,MANI PULITE,TANGENTOPOLI,DI PIETRO ANTONIO, LIPARI VINCENZO,GALAZZI IMPRESE,REALE IMPRESE;REALE FRANCESCO,CATALANO ANGOSTINO,SIRAP,IMPRESEM,MILIOTO CAEMELO,DI CARO ANTONINO,DE DONNO,LANZALACO SALVATORE,CRISAFULLI,BAGARELLA LEOLUCA,BAGARELLA VINCENZINA, SUICIDIO,OCCULTAMENTO CADAVERE, BUSCETTA TOMMASO,MUTOLO GASPARE,GIOSUE' NINO,ONORATO FRANCESCO,NAIMO,VITALE VITO,BRUSCA EMANUELE,REINA GIUSEPPE,CAPACI,SALAMONE FILIPPO,D'AGOSTINO BENNY,GRECO MICHELE,BRUSCA BERNARDO,CALO' GIUSEPPE,MADONIA FRANCESCO,CAVALLINI GILBERTO,CHIAZZESE IRMA,ZACCO GIUSEPPINA,GIAMMANCO,SAN GIUSEPPE JATO,CELESTI SALVATORE,CELESTI GIUSEPPE,SAN CIPIRRELLO, BUSCEMI SALVATORE,BUSCEMI ANTONINO,ALFANO,CASTAGNA,ESA,DI MAGGIO, IL BACIO,MESSINA DENARO FRANCESCO,MADONIA GIUSEPPE,SANTA PAOLA BENEDETTO,DI CARO GIUSEPPE,FARINELLA CLAUDIO,CISA GRUPPO FERRUZZI,COSTANZO E GRACI,SCIANGULLA SALVATORE,DI STEFANO,SALAMONE FILIPPO,BRUSXA GIOVANNI,AMAT PALERMO,PASSO DI RIGANO,EAS,CONSORZIO  PASSO BELICE CARBOI,
ORLANDO CASCIO  LEOLUCA,TAG,SINDACO,PALERMO,FALCONE GIOVANNI,GALASSO ALFREDO,CANNELLA,SISPI,LIMA SALVATORE,LA RETE,PD,CIANCIMINO VITO,CSM,ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA DI GALASSO ALFREDO ORLANDO CASCIO  LEOLUCA ALTRI,1985 16 LUGLIO ORLANDO CASCIO LEOLUCA ELETTO SINDACO DI PALERMO CON I VOTI DEI GRUPPI DI LIMA SALVATORE E DI CIACIMINO VITO,ANTIMAFIA,ANTIMAFIA IL GRANDE PARTITO DELLA MAFIA, MATTARELLA PIERSANTI 6 GENNAIO 1980,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,ITALCEMENTI HEIDELBERG,TAG,BOLOGNA STEFANO,PORTE APERTE,ARICO' ALESSANDRO,PUCCIO PIETRO,PETCOKE,CAGGESE GIUSEPPE,AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE,INQUINAMENTO,BENZENE,AMONIACA,ZOLFO,MONOSSIDO DI CARBONIO,PARTICOLATO MP2 5, TUMORI,ORLANDO CASCIO  LEOLUCA,TAG,SINDACO,PALERMO,FALCONE GIOVANNI,GALASSO ALFREDO,CANNELLA TULLIO,SISPI,LIMA SALVATORE,CUFFARO SALVATORE,BORSELLINO RITA,LUPO,OPUS DEI,LOMBARDO RAFFAELE,CAMMARATA,COSTA MASSIMO,PDL,ALFANO ANGELINO,GIAMBRONE FABIO,SANTA ROSALIA,DE MAGISTRIS,DI PIETRO ANTONIO,FERRANDELLI FABRIZIO,RETE FOGNARIA,SICO,SICO,VASSALLI,AFFARI,APPALTI,RETE FOGNARIA VASSALLI SICO COSI APPALTI AFFARI,ORLANDO CASCIO LEOLUCA ACCUSA GIOVANNI FALCONE HAI LE CARTE NEI CASSETTI,PERCHÉ  ORLANDO CASCIO LEOLUCA ACCUSA IL GIUDICE FALCONE GIOVANNI?,PERCHÉ  IL GIUDICE FALCONE GIOVANNI FECE ARRESTARE CIANCIMINO VITO PERCHÉ  ERA TORNATO A FARE AFFARI E APPALTI CON ORLANDO CASCIO PAPY DEL SINDACO NOMINATO IL1985 CON I VOTI DI LIMA E CIANCIMINO,PRIMAVERA PALERMITANA,AVVISO DI GARANZIA A ORLANDO CASCIO LEOLUCA E 7PERSONE,APPALTO SISPI,1996 ORLANDO VASCIP LEOLUCA INDAGATO DA SINDACO 1986 MAZZETTA 200MILA LIRE ACUISTO APPARTAMENTI DA BONANNO GIUSEPPE PRESTANOME DI FINOCHIO GASPARE,BONOMO GIUSEPPE,FINOCCHIO GASPARE, LA RETE,PD,CIANCIMINO VITO,CSM,ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA DI GALASSO ALFREDO ORLANDO CASCIO  LEOLUCA ALTRI,1985 16 LUGLIO ORLANDO CASCIO LEOLUCA ELETTO SINDACO DI PALERMO CON I VOTI DEI GRUPPI DI LIMA SALVATORE E DI CIACIMINO VITO,ANTIMAFIA,ANTIMAFIA IL GRANDE PARTITO DELLA MAFIA, MATTARELLA PIERSANTI 6 GENNAIO 1980,


CALIA VINCENZO, MATTEI ENRICO, TAG, ENI, OMICIDIO, DEPISTAGGIO, CEFIS EUGENIO, PASOLINI PIER PAOLO, 1975 2 NOVEMBRE IDROSCALO OSTIA OMICIDIO PIER PAOLO PASOLINI, PETROLIO, TROYA CARLO
REALI MARIO, MOSCA,KOSSIGHIN ALEKSEJ,FANFANI AMINTORE,MONTEDISON,SVIZZERA CANADA,URSS,MATTEI ITALO,SERVIZI SEGRETI,PISU SABRINA,MONISTERO KNTERNI AFFARI RISERVATI,MASSONERIA,LOGGIA P2,GELLI LICIO,MILANO,1953 NASCITA ENI,CEFIS EUGENIO DOPPIOGIOCHISTA AMERICANO,VERZOTTO,BELLINI FULVIO,SENATORI,ONOREVOLI,SICILIA,GUARRASI,ODDO GIUSEPPE,CHIARELETTERE,VERITÀ,STATO,MANOMISSIONE DELL'ALTIMETRO,BOMBA A BORDO,1962 27 OTTOBRE PRECIPITA L'AEREO MORANE SAULNIER 760 CON MATTEI ENRICO,BONTADE STEFANO,DI CRISTINA GUUSEPPE,LINATE,FONTANAROSSA,CATANIA,BERTUZZI IRNERIO,SAVI ERCOLE,PROCURA GENOVA,PROCURA PAVIA,EURONEWS,TANGENTI,ANDREOTTI GIULIO,MINISTERO DELLA DIFESA,FIRRAO DONATO,USTICA,EILLIAM MCHALE,TIME LIFE,RONCHI MARIO,CORRIERE DELLA SERA,RAI,ALLAVENA GIOVANNI,SIFAR,DC, LE SETTE SORELLE,ROSI FRANCESCO,FILM,IL CASO MATTEI,CARDINALE CLAUDIA,LORETTI MARINO,AFRICA,CIAMPINO, ROMA URBE,MOLINARI ROMUALDO,COINCIDENZE,DE MAURO MAURO,L'ORA,DE MAURO JUNIA,1970 16 SETTEMBRE SPARISCE DE MAURO NAURO,GAGLIANO CASTELFERRATO,SIM,AGIP,RIESI, GUARASI VITO,ALGERI,SCIASCIA LEONARDO
MATTEI ENRICO,ENI,TAG,PETROLIO,LIBIA,VILLAGGIO TURISTICO ENI BOCCA DI CADORE,DIPENDENTI,STATO CIALE,BENEFIT,SINDACATI,FIDELIZZAZIONE,OLIVETTI,OLIVETTI ADRIANO,IVREA,MINOTER,PRIVATIZZAZIONE,GELLNER,SCARPA CARLO,HOTEL BOITE,RESIDENCE CORTE,MOTEL AGIP,COLONIA,DOLOMITI,VENETO,
2019 12 SETTEMBRE MATTEI ENRICO Quando Enrico Matt fece costruire un villaggio vacanze utopistico per i suoi dipendenti i 1975 2 NOVEMBRE IDROSCALO OSTIA OMICIDIO PIER PAOLO PASOLINI, CALIA VINCENZO, CEFIS EUGENIO, DEPISTAGGIO, ENI, MATTEI ENRICO, omicidio, 1975 2 NOVEMBRE IDROSCALO OSTIA OMICIDIO PIER PAOLO PASOLINI, CALIA VINCENZO, CEFIS EUGENIO, DEPISTAGGIO, ENI, MATTEI ENRICO, omicidio, PASOLINI PIER PAOLO, Petrolio,reali mario, TAG, TROYA CARLO,
2019 30 SETTEMBRE GIOVANNI FALCONE ANTONINO CAPONNETTO BUSCETTA GASPARE BUSCETTA TOMMASO, CAPONNETTO ANTONINO, COLLABORATORI DI GIUSTIZIA, CONFIDENTI, DOCUMENTI DESECRETATI, FALCONE GIOVANNI, MISTERI D'ITALIA, Pentiti, Strage di Capaci, TAG,

TAG,CUPOLA 2,MAFIA,BISCONTI FILIPPO,PENTITI,SCIARABBA SALVATORE,CUSIMANO FILIPPO,CAPONETTO FRANCESCO,SUCATO VINCENZO,FUMUSO ANTONINO,GRECO MICHELE,PAPA,COMITO GIOVANNA,LO SICCO PITERO,DE LUCA SALVATORE,BRUCOLI BRUNO,MAZZOCCO FRANCESCA,SCALETTA DARIO,MINEO SETTIMO,DI GIOVANNI GREGORIO,SIRCHIA GIOVANNI,LO PICCOLO CALOGERO,SORRENTINO SALVATORE,ANNATELLI FILIPPO,LETO GAETANO,MULE' MASSIMO,POLIZZI STEFANO,
BISCONTI FILIPPO, CAPONETTO FRANCESCO, COMITO GIOVANNA, CUPOLA 2, CUSIMANO FILIPPO, FUMUSO ANTONINO, GRECO MICHELE, LO SICCO PIETRO, MAFIA, Papa, Pentiti, SCIARABBA SALVATORE, SUCATO VINCENZO, TAG, 
DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,TAG,MAFIA,1982 3 SETTEMBRE OMICIDIO DALLA CHIESA CARLO ALBERTO,ESATTORIE,MORO ALDO,BRIGATE ROSSE,SALVO IGNAZIO,SALVO ANTONINO,SALEMI,ORLANDO CASCIO,VASSALLO FRANCESCO,BUSCETTA TOMMASO,VITALE LEONARDO,MUTOLO GASPARE,BOCCA GIORGIO,UOMINI SOLI,BOLZONI ATTILIO,LA TORRE PIO,TERRANOVA CESARE,MANCUSO,P2,GELLI LICIO,LOGGIA MASSONICA PROPAGANDA P2,LOGGIA MASSONICA SCONTRINO,CORLEONE,CIANCIMINO VITO,GIOIA,VASSALLO,ZANGHI' VINCENZO,AMAP,NAVARRA MICHELE,LIGGIO LUCIANO,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,MAFIA STATO, LA TRATTATIVA,PAPELLO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,SUBRANNI ANTONIO,CORLEONESI,RIZZOTTO PLACIDO,SINDACATO,LIMA SALVATORE,SALVO IGNAZIO,SCOPELLITI,GRASSI LIBERO,GIACCONE,ROS,SERVIZI SEGRETI,PIAZZA EMANUELE,STRAGE CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,CIANCIMINO MASSIMO,1367 LA TELA STRAPPATA,DALLA CHIESA DORA,DALLA CHIESA NANDO, DALLA CHIESA RITA,CHINNICI ROCCO,PALERMO CARLO,COSTA GAETANO,MATTARELLA PIERSANTI,MATTARELLA PIERSANTI UCVISO IL 6 GENNARIO 1982,STRAGE PUZZOLUNGO,PIANOSA,KALASHNIKOV,ROGNONI,CAPONNETTO ANTONINO,CASERMA VITTORIO EMANUELE PALERMO,MONDELLO,VIA CARINI PALERMO,SETTI CARRARO EMANUELA,BANCHE,SINDONA MICHELE,AGOSTINO ANTONINO,ZISA, I CANDELOTTI DELL'ADDAURA,INSALACO BEPPE,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,DI PISA ALBERTO,IL CORVO2,MILELLA LILIANA,DI MAGGIO BALDUCCIO,ANDREOTTI GIULIO,PECORELLI MINO,BONTADE STEFANO,OP,BRIGATE ROSSE,BACIO,BRUSCA EMANUELE,COPPOLA FRANK,MANNOIA MARINO FRANCESCO,RIMI FILIPPO,EVANGELISTI FRANCO,GRECO MICHELE,SANTAPAOLA NITTO,CARNEVALE,AMMAZZASENTENZE,CASSAZIONE,BORUS GIULIANO,DC,CIA,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,CONTRADA BRUNO,DE FRANCESCO EMANUELE,VILLA PAINO,FLOP DISK,PIPER,IL SOLE 24 ORE,VASSALLO FRANCESCO,LIMA SALVATORE,GIOIA GIOVANNI,MANCUSO LENIN,SUBRANNI ANTONIO,SCOPELLITI ANTONINO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,CALTANISETTA,ROGNONI VIRGINIO,CARNEVALE CORRADO,GIAMMANCO PIETRO,REINA MATTARELLA,GLADIO,NARA LAZZARINI,FOLENA PIETRO,PIGNATONE GIUSEPPE,CSM,IL TRADITORE,TAG,FILM,BELLOCHIO MARCO,MAFIA,BUSCETTA TOMMASO,FALCONE GIOVANNI,FAVINO PIERFRANCESCO,CANDIDATO OSCAR,LOBERATION,THE GUARDIAN,ANICA,FALCONE GIOVANNI,TAG,BUSCETTA TOMMASO,DOCUMENTI DESECRETATI,CAPONNETTO ANTONINO,PENTITI,COLLABORATORI DI GIUSTIZIA,CONFIDENTI,MISTERI D'ITALIA,depistaggio,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,BORSELLINO PAOLO,STRAGE PIZZOLUNGO,DI MATTEO ANTONINO,PALAZZOLO SALVO,LODATO SAVERIO,CANGEMI SALVATORE,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA NINETTA,MAFIA STATO,DE DONNO GIUSEPPE,MORI MARIO,CIANCIMINO VITO,CIANCIMINO MASSIMO,PAPELLO,BONGIOVANNI BRUNO,MUTOLO GASPARE,VINCI ANNA,STORTI LUCA,SCIARRONE ROCCO,BRASILE,CORLEONESI,BADALAMENTI GAETANO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, BORIS GIULIANO,GRECO MICHELE,BRUSCA GIOVANNI,MUSACCHIO VINCENZO,MAFIA STATO,TERRANOVA CESARE,CHINNICI ROCCO,COSTA GAETANO,CASSARA' NINNI,LOMBARDO ANTONINO,TERRASINI,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO,AMERICA,MUTOLO GASPARE,TAG,MISTERI D'ITALIA,BORSELLINO PAOLO, FALCONE GIOVANNI, DOCUMENTI DESECRETATI,VINCI ANNA,SPATUZZA GASPARE,RUSSO GIUSEPPE,LO BIANCO GIUSEPPE,LEGGIO LUCIANO,ISOLA DELLE FEMMINE,DEPISTAGGIO,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI MARIA ANHELA,ATRIA RITA,SANTINA,MAFIA STATO,CONTRADA BRUNO,BORIS GIULIANO,MICALIZZI MICHELE, ONORATO FRANCESCO, NAIMO ROSARIO,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,BONGIOVANNI GIORGIO,RICCOBONO ROSARIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE GIUSY,RIINA SALVATORE,BADALAMENTI GAETANO, CINISI,MUTOLO GASPARE,TAG,MISTERI D'ITALIA,BORSELLINO PAOLO, FALCONE GIOVANNI, DOCUMENTI DESECRETATI,VINCI ANNA,SPATUZZA GASPARE,RUSSO GIUSEPPE,LO BIANCO GIUSEPPE,LEGGIO LUCIANO,ISOLA DELLE FEMMINE,DEPISTAGGIO,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI MARIA ANHELA,ATRIA RITA,SANTINA,MAFIA STATO,CONTRADA BRUNO,BORIS GIULIANO,MICALIZZI MICHELE, ONORATO FRANCESCO, NAIMO ROSARIO,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,STRAGE PIZZOLUNGO,PALERMO CARLO,BONGIOVANNI GIORGIO,RICCOBONO ROSARIO, BUSCETTA TOMMASO,VITALE GIUSY,RIINA SALVATORE,BADALAMENTI GAETANO, CINISI,TERRANOVA CESARE,MANCUSO LENIN,TAG, MAFIA,AGGUATO,AGUECI LEO NARDO,BERTOLINO ANTONINA,SIINO ANGELO,GALASSO ALFREDO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,PCI,PARLAMENTARE,1979 25 SETTEMBRE UCCISI TERRANOVA CESARE MANCUSO LENIN IN VIA RUTELLI A PALERMO,MAXIPROCESSO,SAETTA ANTONINO,SAETTA STEFANO,SAETTA ANTONINO E IL FIGLIO STEFANO UCCISI 1988 15 SETTEMBRE VIADOTTO GROTTAROSSA,MADONIA FRANCESCO,RIBISI PIETRO, PENTITI,DI FILIPPO PASQUALE,TAG,VITALE LEONARDO,ONORATO FRANCESCO,BUSCETTA TOMMASO,MICALIZZI MICHELE,NAIMO ROSARIO,MUTOLO GASPARE,GIROLAMO BIAGIO,GIUFFRE' ANTONINO,SIINO ANGELO,SCARANTINO VINCENZO, CONTORNO SALVATORE, CALDERONE ANTONINO,MANNOIA FRANCESCO MARINO,COLLETTI FRANCESCO,BISCONTI FILIPPO, CALVARUSO TONI, CANNELLA TULLIO,VINCENZINA MARCHESE BAGARELLA,SUICIDIO BAGARELLA LEOLUCA,RIINA SALVATORE,BRANCACCIO,PUGLISI MESSINA DENARO MATTEO, CASTELVETRANO,GRIGOLI SALVATORE,PALMA DI MONTECHIARO 
2019 25 SETTEMBRE CESARE TERRANOVA LENINMANCUSO UCCISI IL Mafia. 40 anni fa uccisi Terranova e Mancuso. Mattarella: "Combattere l'indifferenza" AGGUATO, AGUECI LEO NARDO, BERTOLINO ANTONINA, GALASSO ALFREDO, MAFIA, MANCUSO LENIN, ORLANDO CASCIO LEOLUCA, PARLAMENTARE, PCI, SIINO ANGELO, TAG, TERRANOVA CESARE,VITALE LEONARDO,GIAMMNACO GIAMMANCO,GRECO VINCENZO,TAG, MADONIA SALVATORE,MAFIA STATO,TUTINO VITTORIO,STRAGE VIA D'AMELIO,AGENDA ROSSA,AYALA GIUSEPPE,BORSELLIBO QUATER,STRAGE DI CAPACI,FALCONE GIOVANNI, ANDRIOTTA FRANCESCO,PULCI CALOGERO,SCARANTINO VINCENZO,VITALE LEONARDO,MISTERI D'ITALIA,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,MAFIA STATO,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA LEOLUCA,,FALCONE GIOVANNI,TAG,MISTERI ITALIANI, BORSELLINO PAOLO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,SUBRANNI ANTONINO,CIANCIMINO VITO,VITALE LEONARDO,BUSCETTA TOMMASO,GIRAUDO MASSIMO,SISDE,ROS,PIAZZA EMANUELLE,MUTOLO GASPARE,DI MATTEO ANTONINO,MANNINO CALOGERO,MANCINO NICOLA,OP,MINO PECORELLI,CUFFARO SALVATORE,LIMA SALVATORE,LOGGIA MASSONICA P2,ANDREOTTI GIULIO,LOGGIA MASSONICA SCONTRI O TRAPANI,LOGGIA MASSONICA ISIDE 2, CIANCIMINO MASSIMO,TRAPANI,DE GENNARO GIANNI, DELL'UTRI MATCELLO,SINDONA MICHELE,BOLZONI ATTILIO,LA LICATA FRANCESCO=2,PALAZZOLO SALVO,LO BIANCO GIUSEPPE,LO VERSO RICCARDO,GOLPE BORGHESE,SOGNO EDGARGO,PIANO SOLO,GLADIO,COSSIGRA FRANCESCO,CINA' ANTONINO,LIPARI PINO,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LOPEZ DARIO,MAIORANA ANTONIO,ISOLA DELLE FEMMINE MAIORANA STEFANO, PULIZZI GASPARE,MICALIZZI MICHELE, MAXIPROCESSO,LOGGIA PROPAGANDA P2,SERVIZI SEGRETI,CASTIGLIONE FIBOCCHI,SERVO GIANCARLO,MALETTI GIANCARLO, MINERVA GIOVANBATTISTA,BONANNO GUSTAVO,CAPACI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,RAO NICOLA, GHIRONI GIANCARLO,ARLACCHI GIUSEPPE,TRATTATIVA,NARDI,MINO ENRICO,SID,CUGINI SALVO,RISCOSSIONI,GELLI LICIO,ROMBO, VECCHIOTTI,AMICI,ZAMBONI UMBERTO,VENTURI MAURO,ORDINE NUOVO,RUD,LI GOTTI LUIGI, TRATTATIVA,LEONE GIOVANNI,CONTRADA BRUNO,CORVO 2,MEZZOJUSO,DJAMEL LOUNICI,ONORATO,MORI MARIO,DE DONNO GIUSEPPE,MAFIA STATO,PROVENZANO BERNARDO,BAGARELLA LEOLUCA,,FALCONE GIOVANNI,TAG,MISTERI ITALIANI, BORSELLINO PAOLO,ORLANDO CASCIO LEOLUCA,SUBRANNI ANTONINO,CIANCIMINO VITO,VITALE LEONARDO,BUSCETTA TOMMASO,GIRAUDO MASSIMO,SISDE,ROS,PIAZZA EMANUELLE,MUTOLO GASPARE,DI MATTEO ANTONINO,MANNINO CALOGERO,MANCINO NICOLA,OP,MINO PECORELLI,CUFFARO SALVATORE,LIMA SALVATORE,LOGGIA MASSONICA P2,ANDREOTTI GIULIO,LOGGIA MASSONICA SCONTRI O TRAPANI,LOGGIA MASSONICA ISIDE 2, CIANCIMINO MASSIMO,TRAPANI,DE GENNARO GIANNI, DELL'UTRI MATCELLO,SINDONA MICHELE,BOLZONI ATTILIO,LA LICATA FRANCESCO=2,PALAZZOLO SALVO,LO BIANCO GIUSEPPE,LO VERSO RICCARDO,GOLPE BORGHESE,SOGNO EDGARGO,PIANO SOLO,GLADIO,COSSIGRA FRANCESCO,CINA' ANTONINO,LIPARI PINO,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LOPEZ DARIO,MAIORANA ANTONIO,ISOLA DELLE FEMMINE MAIORANA STEFANO, PULIZZI GASPARE,MICALIZZI MICHELE, MAXIPROCESSO,LOGGIA PROPAGANDA P2,SERVIZI SEGRETI,CASTIGLIONE FIBOCCHI,SERVO GIANCARLO,MALETTI GIANCARLO, MINERVA GIOVANBATTISTA,BONANNO GUSTAVO,CAPACI,STRAGE DI CAPACI,STRAGE VIA D'AMELIO,RAO NICOLA, GHIRONI GIANCARLO,ARLACCHI GIUSEPPE,TRATTATIVA,NARDI,MINO ENRICO,SID,CUGINI SALVO,RISCOSSIONI,GELLI LICIO,ROMBO, VECCHIOTTI,AMICI,ZAMBONI UMBERTO,VENTURI MAURO,ORDINE NUOVO,RUD,LI GOTTI LUIGI, TRATTATIVA,LEONE GIOVANNI,CONTRADA BRUNO,CORVO 2,MEZZOJUSO,DJAMEL LOUNICI,,ONORATO,PIANOSA,MANGANO VITTORIO,SQUILLACI GIUSEPPE,TAG,STALLIERE,DELL'UTRI MARCELLO, BERLUSCONI SILVIO,TELLEGRAMMI,SQUILLACI FRANCESCO,GRAVIANO  MICHELE,GRAVIANO GIUSEPPE,CONTORNO TOTUCCIO,AGLIERI PIETRO,CALO' PIPPO, MADONIA PIDDU,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,41 BIS,MAFIA STATO,MISTERI ITALIANI,ERCOLANO ALDO,SPATUZZA SALVATORE, BAR DONEY,BRANCACCIO, PENTITI,COLLABORATORI,SERVIZI SEGRETI,GALEA EUGENIO,DI RAIMONDO NATALE,DI GRAZIA FRANCESCO,SANTAPAOLA NITTO,GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT,  TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTADE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti»
BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA,
GIOVANNI,INZERILLO FRANCESCO,TAG,PASSO DI RIGANO,BUSCEMI GIOVANNI,CIPRIANO SANTINO,INZERILLO TOMMASO,MANNINO ALESSANDRO,FANARIA ANTONINO,ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2018,GAMBINO SALVATORE,SCALICI CALOGERO,BADALAMENTI MARIA ROSA,ASSUNIONI CLIENTELARI,ENEA BENEDETTO,GAMBINO THOMAS,ZITO CALOGERO CRISTIAN,ZITO SIMONE,GAMBINO ROSARIO,LO PRESTI ANTONINO,SPATOLA GIUSEPPE,DI FILIPPI FRANCESCO,SANSONE GAETANO,SANSONE GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MIGLIORE BALDASSARE,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,LO CASCIO GIUSEPPE,CALI' FRANCESCO PAOLO,STATI UNITI,SCAPPATI,IMPORTAZIONE DI DENARO,BADALAMENTO CALOGERO,DI MINO,SOSTENTAMENTO DETENUTI,CONDIZIONATO CAMPAGNA ELETTORALE AMMINISTRATIVA DI TORRETTA NEL 2018,41 BIS,CARTE DI CREDITO, UDITORE,BOCCADIFALCO E TORRETTA,RIINA SALVATORE,PROVENZANO BERNARDO,LO PICCOLO SALVATORE,ROTOLO ANTONINO,OLIVERI MICHELE,MARCIANO' VINCENZO,BOCCADIFALCO,BONURA FRANCESCO,FRANZESE FRANCESCO,GERACI GIUSEPPE,PAGLIARELLI,MANNINO SANTINO,INZERILLO MASINO,TABACCHERIA OTTINI,SICILY IN FOOD,AGENZIE DI SCOMMESSE,INZERILLO MARIA ROSARIA,INZERILLO MATTEO,DI MAGGIO FRANCESCA,DI MAGGIO ROSARIO,PIPITONE ROSARIA,SCATASSA GIUSEPPE,SCALICI CALOGERO,COLLETTI FRANCESCO,BISCONTI FILIPPO SALVATORE,DROGA,STUPEFACENTI,EROINA,COCAINA,ENEA GIUSEPPE,F M EDILIZIA SRL, MANNINO IGNAZIO,MANNINO ANTONINO,PULITANO GRAZIA,PHILADELPHIA, PENNSYLVANIA,DOLCE & CAFFE', INZERILLO PITERO,BADALAMENTI CALOGERO,SENAPA LUCA,ALTADONNA LORENZO DI MAGGIO SALVATORE EMANUELE,
SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 2014 12 novembre sapienza gioacchino Il racconto di un imprenditore: «Io, 18 mesi in cella e senza sapere perché» SAPIENZA GIOACCHINO,CARINI AUTOTRASPORTI,PIPITONE ANTONINO,PIPITONE ANGELO,OPERAZIONE OCCIDENTE,LO PICCOLO SALVATORE,,SAN LORENZO,SFERRACAVALLO,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENTI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, AYALA GIUSEPPE, BORSELLINO PAOLO, DEPISTAGGIO, FALCON, FALCONE GIOVANNI, ORLANDO LEOLUCA, PIPER, PROVENZANO BERNARDO, RIINA SALVATORE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, 1992 25 MAGGIO LA REPUBBLICA LA RICOSTRUZIONE DELL' AGGUATO CHINNICI ROCCO,POOL ANTIMAFIA,TERRANOVA CESARE,MISILMERI,CAVATAIO MICHELE,BAGARELLA CALOGERO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TRAPANI,RIINA SALVATORE,BORIS GIULIANO,MANCUSO LENIN,BASILE EMANUELE,COSTA GAETANO,DI LELLO GIUSEPPE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,DEPISTAGGIO,TRAPASSI MARIO,BOTOLOTTA SALVATORE,LI SACCHI STEFANO,VIA FEDERICO IMPERATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ENRICO, SALVO IGNAZIO,SALVO NINO,ANDREOTTI GIULIO,CIACULLI,ESATTORI,SAETTA ANTONIO, MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,SPATOLA GIUSEPPE,INZERILLO TOMMASO,INZERILLO ANTONINA,MANNINO VINCENT,MANNINO ROSARIO,THOMAS GAMBINO,CALI' FRANK,TAJ MAHAL, MIAMI BEACH CAPACI,,FRESCURA,LA ROSA SPORT,NEW CONNECTION,NICOLETTI GIOVANNI,DI FILIPPO FRANCESCO, GRECO LEANDRO,PASSO DEL RIGANO,INZERILLO TOMMASO,TORRETA,CIACULLI TOMMASO NATALE,PIPITONE ANTONINO,BISCONTI SALVATORE FILIPPO,LO PICCOLO SALVATORE,LO PICCOLO CALOGERO,SAN LORENZO,PROVENZANO BERNARDO,COLLETTI FRANCESCO,DI MAGGIO ANTONINO,GALATOLO,PIPITONE VINCENZO,VITO,LO CASCIO GIUSEPPE,PIPITONE ANTONINO,MACALUSO SERGIO, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti» 
2019 7 AGOSTO Sciolto il consiglio comunale di Torretta (PA) 20.06.2019 - IL PREFETTO HA DISPOSTO LA SOSPENSIONE DEGLI ORGANI DEL COMUNE DI SAN CIPIRELLO BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, BETALAND, COPACABANA, GAETANO, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, STANLEYBET, TAG,TORRETTA, 2019 5 AGOSTO GAZZETTA UFFICIALE SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TORRETTA Proposta di scioglimento del consiglio comunale a seguito dell'arresto del sindaco, Salvatore Gambino
2019 1 SETTEMBRE MADONIA SALVATORE Missiva sospetta al boss in carcere, giusto bloccarla anche se del difensore D'ARPA MARIO, DEPISTAGGIO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FALCONE GIOVANNI, FAVALORO MARCO, GRASSI LIBERO, MADONIA SALVATORE, PASSAGGIO DEL CONIGLIO 6 ISOLA DELLE FEMMINE, SANTORO MICHELE, TAG, ZIA BEBI,
FALCONE GIOVANNI,TAG,BORSELLINO PAOLO,GLADIO,SERVIZI SEGRETI,SERVIZI DEVIATI,ROS,COSSIGA FRANCESCO,MISTERI D'ITALIA,MAFIA APPALTI,MAFIA STATO,INTUZZI MAURIZIO,TRATTATIVA,SIINO ANGELO,GALASSO ALFREDO,ORLANDO LEOLUCA CASCIO,BERTOLINO GIUSEPPE,MAXIPROCESSO,IMPOSIMATO FERDINANDO,MATTARELLA PIERSANTI,LA TORRE PIO,PALERMO CARLO,DALKA CHIESA CARLO ALBERTO,REINA MICHELE,DC PALERMO,LIMA SALVO DI SALVO NINO,MILELLA LILIANA,CONCUTELLI PIERLUIGI,STRATEGIA DELLA TENSIONE,P2,LICIO GELLI,FIORAVANTI GIUSVA,FIORAVANTI VALERIO,SICA,CIANCIMINO VITO,PAPELLO,LO VERDE ING,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,COSA NOSTRA,SINDONA MICHELE,BANCA PRIVATA ITALIANA,AMBROSOLI,AMBROSIANO,CALVI GUIDO,DELL'UTRI MARCELLO, VALENTINI E IL RAPPORTO DEI ROS,MONDANI PAOLO, IZZO ANGELO,CIRCEO,BONTADE STEFANO,TANGENTE,MANI PULITE,TANGENTOPOLI,DI PIETRO ANTONIO, LIPARI VINCENZO,GALAZZI IMPRESE,REALE IMPRESE;REALE FRANCESCO,CATALANO ANGOSTINO,SIRAP,IMPRESEM,MILIOTO CAEMELO,DI CARO ANTONINO,DE DONNO,LANZALACO SALVATORE,CRISAFULLI,BAGARELLA LEOLUCA,BAGARELLA VINCENZINA, SUICIDIO,OCCULTAMENTO CADAVERE, BUSCETTA TOMMASO,MUTOLO GASPARE,GIOSUE' NINO,ONORATO FRANCESCO,NAIMO,VITALE VITO,BRUSCA EMANUELE,REINA GIUSEPPE,CAPACI,SALAMONE FILIPPO,D'AGOSTINO BENNY,GRECO MICHELE,BRUSCA BERNARDO,CALO' GIUSEPPE,MADONIA FRANCESCO,CAVALLINI 
1984 28 29 OTTOBRE L' offensiva della giustizia La piovra-mafia non è più inattaccabile Buscetta interrogato come teste a Rebibbia La «commissione» decise l'omicidio di Marchese Il boss pentito ha inchiodato alle sue responsabilità Michele Greco, che all'epoca era a capo del supremo organo della mafia 1988 13 APRILE L' AGGUATO DI PIAZZA SCAFFA UNA STRAGE SENZA COLPEVOLI 1988 13 APRILE L' AGGUATO DI PIAZZA SCAFFA UNA STRAGE SENZA COLPEVOLI 1984 23 ottobre SEDUTA DI MARTEDÌ PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIUSEPPE AZZARO INDI DEL PRESIDENTE LEONILDE IOTTI 1984 22 AGOSTO MAFIA TRASFERITA DALL' UCCIARDONE BUSCETTA TOMMASO, CORTILE MACELLO, DONNA, LO VERSO PIETRA, MARCHESE PIETRO, MATTANZA, QUATTROCCHI COSIMO, STRAGE MAFIOSA PIAZZA SCAFFA PALERMO 18 OTTOBRE 1984 OTTO MORTI, STRAGE VIALE LAZIO, TAG, ZANCA CARMELO,

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